ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùamerica first

Trump: «Ho creato un’arma nucleare segreta mai vista prima»

Il Presidente si vanta con Woodward di un missile senza pari. Forse è il Trident II, nuova arma tattica sui sottomarini. Le preghiere di Mattis

di Marco Valsania

Trump sapeva i pericoli del Covid ma minimizzò. Biden: ha mentito

Il Presidente si vanta con Woodward di un missile senza pari. Forse è il Trident II, nuova arma tattica sui sottomarini. Le preghiere di Mattis


3' di lettura

Un ordigno atomico segreto e senza pari. Donald Trump lascia di stucco il mondo politico e lo stesso stesso Pentagono con la sua ultima rivelazione-rivendicazione da America First: “Ho costruito un sistema d'arma nucleare che nessuno ha mai avuto prima in questo Paese”. Tre le righe di 18 interviste concesse a Bob Wooodward - il giornalista del Washington Post che svelò lo scandalo Watergate e costò la poltrona a un altro presidente controverso, Richard Nixon - Trump svela che Washington è in possesso di “roba della quale nessuno ha mai sentito parlare”. Neppure “Putin o Xi”, continua riferendosi ai leader di Russia e Cina. “Quel che abbiamo è incredibile”.

Le confessioni del comandante in capo

Le lunghe confessioni del Presidente sono il cuore dell'ultimo libro di Woodward intitolato Rage, Rabbia. E il ritratto di Trump che emerge dagli stralci del volume che sarà pubblicato nella sua interezza il 15 settembre è sicuramente arrabbiato e ricco di prese di posizione potenzialmente più che imbarazzanti: l'ammissione d'aver sempre voluto minimizzare la gravità della pandemia, ad oggi costata la vita a quasi duecentomila americani, per evitare il “panico”. Come anche il secco “no” in risposta alla domanda se non sia necessario oggi capire l'angoscia e il dolore degli americani di colore che protestano contro il continuo razzismo.

Il missile “super duper”

Il vanto sui nuovi “incredibili ordigni” trova tuttavia un'eco particolare, nel Paese e sul palcoscenico internazionale, al cospetto di un Presidente assediato da polemiche sul mancato servizio militare per dichiarate malformazioni ai piedi e, soprattutto, con una relazione estremamente tesa con il Pentagono. Trump non è nuovo a uscite improvvisate, imprecise e criticate come pericolose su forze armate e arsenali, che sostiene d'aver rafforzato a livelli inediti: nei mesi scorsi era toccato all'iperbole di un missile “super duper” - vale a dire davvero superlativo - che viaggerebbe 17 volte più veloce degli attuali; in verità si trattava di un test per un futuro razzo ipersonico. Trump ha poi intimato, durante l'estate, di schierare truppe federali contro i dimostranti per i diritti civili nelle città americane, suscitando denunce di violazione della Costituzione e prese di distanze formali del Pentagono.

Le mezze conferme del Pentagono

Al Post fonti dell'amministrazione, superata la sorpresa per l'ammissione del Presidente, hanno confermato l'esistenza di un “sistema d'arma segreto”. Anche se non ne hanno rivelato dettagli, lasciando aperta la strada a una ridda di ipotesi. Alcuni esperti hanno sostenuto che potrebbe esser parte di una nuova generazione di armi atomiche tattiche, più piccole e precise e meno potenti e per questo più duttili. Un candidato con simili caratteristiche è il nuovo missile balistico D5 lanciato da sottomarini e dotato d'una testata W76-2, una sorta di mini-ordigno allo studio di Pentagono e amministrazione già dal 2017 e annunciato nel documento di Nuclear Posture Review dell'anno successivo.

Il Trident II

Il sistema missilistico cosiddetto “low yield”, battezzato Trident II, sarebbe già sviluppato e sarebbe stato dispiegato proprio a partire dall'inizio di quest'anno su un primo sottomarino, lo USS Tennessee, in servizio nell'Oceano Atlantico. Un secondo sottomarino che solca le acque del Pacifico potrebbe a sua volta essere già armato con gli innovativi ordigni.

Lo scollamento con i vertici militari

Le rivelazioni e la confusione su sistemi d'arma e strategie militari di Trump sottendono però ad un'altra crisi dalle ripercussioni tuttora incerte: lo scetticismo e il nervosismo provocato dal Presidente e dalla sua imprevedibile leadership tra i vertici del Pentagono. Woodward, nelle pagine di Rage, riporta un drammatico scollamento, con ripetute espressioni di disprezzo di Trump per generali aggrediti come “deboli”, attenti agli alleati e non a strappare accordi commerciali a favore degli Stati Uniti.

Quando Mattis pregava e dormiva vestito

Un episodio fra tanti è indicativo della profonda preoccupazione per un Presidente che oltre ai pollici facili su Twitter abbia il dito troppo vicino agli arsenali politici e militari a disposizione di Washington. L'ex Segretario alla Difesa Jim Mattis, racconta Woodward, era solito dormire vestito e recarsi a pregare alla Cattedrale della capitale durante i momenti difficili, quali i giorni dell'escalation dello scontro con la Corea del Nord. Prima di quello che viene considerato, dall'establishment di politica estera e di intelligence, come un altrettanto preoccupante avvicinamento con l'uomo forte di Pyongyang Kim Jong Un a sua volta testimoniato da Rage attraverso copie delle lettere di ammirazione scambiate dai due leader. Mattis e l'allora Direttore nazionale dell'intelligence, Dan Coats, oltre a pregare avevano discusso anche l'opzione se necessario di uscire allo scoperto per denunciare Trump come “pericoloso” e “inadatto” alla Casa Bianca.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti