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Trump dalla Brexit all’Italia: «Starebbe meglio fuori dalla Ue»

Ospite al programma radio di Farage, il presidente Usa irrompe anche nella campagna elettorale inglese. Prendendosela con Corbyn: «Pessimo»


Brexit, Regno Unito alle urne 12 dicembre per superare lo stallo

2' di lettura

Donald Trump «invade» l’Europa. La Gran Bretagna, impegnata in una faticosissima Brexit, ma anche l’Italia. L’occasione è un’ospitata al programma radiofonico di Lbc condotto dal tribuno euroscettico inglese Nigel Farage. Si parla della Brexit e The Donald rimarca: «Anche l’Italia e altri Paesi starebbero molto meglio senza l’Unione Europea. Ma se questi Paesi vogliono rimanere in Ue, ok. Ma sappiate che in Europa governano persone con le quali è molto difficile negoziare, mentre con me sarebbe tutto più facile: faremmo subito un accordo commerciale con voi».

Poi un attacco ad alzo zero al leader laburista Jeremy Corbyn, accompagnato da un endorsement non meno rumoroso al primo ministro conservatore Boris Johnson: al quale non risparmia peraltro moniti imbarazzanti contro l’accordo sulla Brexit firmato con l'Ue, incompatibile o quasi, secondo il presidente americano, con la prospettiva d’un futuro trattato privilegiato di libero scambio bilaterale Londra-Washington.

Nel duello fra i due unici pretendenti veri a Downing Street in vista del voto del 12 dicembre, il favoritissimo Johnson e l’inseguitore Corbyn, Trump - e non è una sorpresa - non ha il minimo dubbio. Sceglie l’amico Boris. E lo dice a chiare lettere nell’intervista concessa al programma radiofonico condotto da Nigel Farage.

«Corbyn - taglia corto il presidente Usa - sarebbe davvero una cattiva scelta per un Paese dal potenziale enorme come il vostro. È pessimo, vi porterebbe su una cattiva strada». «Boris invece è un uomo fantastico, credo sia esattamente il tipo giusto per questi tempi», prosegue imperterrito. Non senza ammiccare allo stesso Farage, leader di un partito sulla carta concorrente dei Tory, e invitarlo quasi apertamente a una qualche intesa elettorale con Johnson: «So che tu e lui farete cose spettacolari insieme, perché se siete insieme, lo sai, sarete una forza inarrestabile».

A Johnson è destinata d’altronde anche una tirata d'orecchie, per l’accordo di divorzio da lui raggiunto in extremis con Bruxelles: accordo definito «eccellente» dall’inquilino in carica di Downing Street e che al contrario all’uomo della Casa Bianca non va proprio giù. È un deal che rischia di rivelarsi incompatibile con un trattato di libero scambio ambizioso fra Usa e Regno Unito per il dopo Brexit avverte The Donald. «Noi vogliamo commerciare col Regno Unito, voi volete commerciare con noi, ma questo accordo, a essere onesti, sotto certi aspetti non ci permette di commerciare», afferma.

Johnson, che l’intesa commerciale con Washington la promette da tempo come un obiettivo pressoché scontato, risponde a Trump sostenendo che è possibile raggiungere un accordo di libero scambio con gli Usa dopo Brexit, mentre la secca replica di Corbyn arriva a stretto giro di posta. «Donald Trump cerca d’interferire nella nostra campagna elettorale nella speranza di far vincere il suo amico Boris Johnson», twitta il numero uno laburista, accusando il presidente Usa di voler fra l’altro permettere alle imprese private americane di mettere le mani sulla sanità pubblica britannica. «Lui sa che se le elezioni le vince il Labour non permetteremo che accada».

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