il processo al presidente usa

Impeachment, Trump verso l’assoluzione: i repubblicani chiudono a nuovi testimoni

I democratici hanno bisogno di quattro voti della maggioranza per ammettere testimoni ma non li hanno trovati. Già venerdì, forse, il voto al Senato

di Roberta Miraglia

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Il senatore Lamar Alexander lascia il Senato

I democratici hanno bisogno di quattro voti della maggioranza per ammettere testimoni ma non li hanno trovati. Già venerdì, forse, il voto al Senato


2' di lettura

«Il comportamento di Trump è stato inappropriato ma il suo destino sarà deciso a novembre dagli elettori»: così il senatore repubblicano Lamar Alexander ha spazzato via dal processo di impeachment a Donald Trump la possibilità, invocata dai democratici, di ammettere la testimonianza dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton. Il senatore del Tennessee era considerato uno dei quattro possibili voti a favore su cui i democratici contavano per decidere sul teste.

Si avvicina il voto di assoluzione
A questo punto già venerdì, dopo il probabile rigetto dell’ammissione di nuovi testi, il Senato a maggioranza repubblicana voterà l’assoluzione del presidente dai due capi di imputazione legati all’Ucrainagate: abuso di potere e intralcio al Congresso. Portare Bolton in aula era sembrato possibile all’accusa quando la senatrice Susan Collins del Maine - una dei quattro parlamentari ancora indecisi - giovedì sera aveva dichiarato di non seguire la linea del partito e di votare a favore di un’audizione. Poco dopo, però, la doccia fredda per i democratici: sebbene il comportamento «inappropriato» sia stato ampiamente provato, ha detto Alexander, non si tratta di azioni da impechment. «La Costituzione - ha aggiunto - prevede che sia il popolo, non il Senato, a decidere nelle elezioni che iniziano in Iowa lunedì».

Il manoscritto di Bolton
Quel che Bolton avrebbe potuto dire è stato raccontato dallo stesso ex consigliere per la sicurezza nazionale in un libro non ancora pubblicato e che sta già suscitando polemiche e scalpore, dopo la pubblicazione sul New York Times di alcuni stralci. In essi Bolton racconta che il presidente gli confidò di aver congelato gli aiuti militari all’Ucraina per esercitare pressioni al fine di ottenere un favore politico. Si trattava di indagare sul suo avversario politico, Joe Biden, il cui figlio aveva aperto attività finanziarie nel Paese.

I repubblicani fiduciosi
«Siamo ottimisti che il processo si concluda presto perché sempre più senatori dicono di essere pronti per il voto», ha commentato John Barrasso, uno degli esponenti di punta del partito repubblicano. I democratici, ben sapendo fin dall’inizio che sarebbero andati incontro a una sconfitta in Senato, hanno tuttavia promesso di continuare le indagini sulle accuse e sperano che quanto scoperto finora abbia conseguenze nelle urne a novembre.

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