TWEET AL VETRIOLO

Trump insulta l’ambasciatore britannico, crisi diplomatica con Londra

Tensione per le possibili conseguenze del leak su quella “special relationship” che sembrava ripristinata


'Trump inetto e vanesio'. Ambasciatore Gb nella bufera

3' di lettura

Donald Trump apre la crisi diplomatica con Londra, dopo le rivelazioni sul Daily Mail dei giudizi impietosi su di lui da parte dell'ambasciatore britannico in Usa Kim Darroch, che in conversazioni private lo avrebbe definito «inetto» e «incapace»: «Non conosco l'ambasciatore ma negli Usa non è amato né ben considerato. Non tratteremo più con lui», ha twittato dandogli così il benservito.

In un successivo tweet il presidente americano rincara la dose. «L'ambasciatore che la Gran Bretagna ci ha rifilato non ci esalta molto, è un uomo molto stupido. Dovrebbe parlare con il suo paese e il suo primo ministro Theresa May, dei loro falliti negoziati sulla Brexit e non arrabbiarsi per le mie critiche su quanto siano stati gestiti male», ha scritto ancora.

La Casa Bianca, dopo la pubblicazione dell’articolo sul Daily Mail, ha cancellato un invito a Darroch per una cena lunedì sera con il presidente, il segretario al Tesoro Mnuchin e l’emiro del Qatar.

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Poi è tornato ad attaccare Theresa May, che aveva confermato la sua «totale fiducia» al diplomatico, pur sottolineando di non condividerne le opinioni ed esprimendo il proprio rammarico: «Sono stato molto critico sul modo in cui la Gran Bretagna e la premier Theresa May hanno gestito la Brexit. Che disastro hanno creato lei e i suoi rappresentanti. Le avevo detto come si doveva fare ma ha deciso di fare diversamente», ha cinguettato.

«La buona notizia per il meraviglioso Regno Unito è che avranno presto un nuovo primo ministro», ha proseguito il presidente americano, sottolineando che «nella magnifica visita di Stato a Londra il mese scorso è stata la regina ad impressionarmi di più».

Il tycoon ha affondato il colpo dopo che Londra ha difeso il diplomatico senza porgere scuse ufficiali, pur stigmatizzando la fuga di notizie e aprendo un'inchiesta. Al Foreign Office c'è un clima di ansia diffusa, fra gli uffici e lungo i corridoi di Whitehall, giacché il responsabile degli Esteri Jeremy Hunt ha promesso il pugno duro, con “conseguenze serie”, per i responsabili della diffusione dei cable di Sir Darroch su Trump (che ha definito “inetto”) e la sua amministrazione (giudicata “disfunzionale”).

Ma di scuse formali non se ne parla. Il portavoce di Downing Street si è limitato a confermare contatti con la Casa Bianca, mentre Liam Fox, ministro britannico per il commercio internazionale in visita programmata a Washington, ha fatto sapere che si scuserà in queste ore con Ivanka Trump in persona che vedrà in un incontro previsto nella capitale Usa.

La gaffe diplomatica resta. Così come la tensione per le possibili conseguenze del leak su quella special relationship che sembrava ripristinata con la visita di Stato del presidente Usa a Londra all'inizio di giugno. Restano infatti da stabilire i dettagli dei rapporti commerciali fra le due sponde dell'Atlantico una volta che il divorzio di Londra dall'Ue verrà finalizzato con la Brexit.

Ma anche la futura mappa della diplomazia britannica con la successione di Theresa May a Downing Street che al momento vede in pole position l'ex ministro degli Esteri Boris Johnson. Ma ancora: i media britannici evocano anche un certo tremolio sottopelle adesso al Foreign Office, nel timore che le rivelazioni sui messaggi riservati di Sir Kim Darroch possano frenare altri rappresentanti diplomatici nel mondo dall'esprimere le proprie impressioni.

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