la visita di stato

Trump a Londra, il Governo inglese pronto a escludere Huawei dal 5G

di Nicol Degli Innocenti


Trump vola a Londra e lancia l'endorsement per Johnson

3' di lettura

LONDRA – Donald Trump è atterrato a Londra per una visita di Stato di tre giorni in Gran Bretagna. La città è blindata, con misure di sicurezza eccezionali e polizia ovunque per monitorare le manifestazioni di protesta contro l'arrivo del presidente degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, ha accolto Trump che è arrivato con la moglie Melania e quattro figli. Oggi è la giornata più coreografica della visita, con il benvenuto a Buckingham Palace, gli incontri con diversi membri della famiglia reale, la visita a Londra e stasera il banchetto di Stato al palazzo reale come ospite d'onore della Regina. Al contrario di altri leader in visita di Stato, il presidente americano non potrà però salire sulla carrozza dorata aperta trainata da cavalli assieme a Elisabetta II per questioni di sicurezza.

Prima ancora di arrivare Trump ha detto che intende sollevare e risolvere la “questione Huawei” durante la sua visita. Gli Stati Uniti hanno bandito il colosso cinese delle telecomunicazioni e vogliono che gli alleati facciano altrettanto perché temono che possa utilizzare le sue tecnologie per spiare sui Paesi occidentali. Il presidente ha detto che il Governo britannico deve stare «molto attento» a tutelare la sicurezza nazionale e ha anche minacciato conseguenze negative per la collaborazione sulla sicurezza tra i due Paesi se Londra dovesse consentire a Huawei di partecipare alla creazione della rete 5G in Gran Bretagna. Trump sembra avere trovato un alleato in Hunt. Il ministro degli Esteri ha espresso serie riserve su Huawei e ha affermato che la Gran Bretagna «non prenderebbe mai una decisione che possa danneggiare gli scambi di informazioni e intelligence con gli Usa».

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Trump a Londra incontra la regina

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Secondo Hunt tutti i Paesi occidentali «si devono domandare se sia saggio permettere a un Paese di avere un monopolio tale in tecnologie dalle quali saremo dipendenti. Dobbiamo esaminare le questioni tecniche se acquistare prodotti da un Paese possa aprire la porta allo spionaggio e lo stiamo facendo con grande attenzione».

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Hunt ha quindi preso le distanze dalla premier Theresa May, che a fine aprile aveva dato il via libera alla partecipazione di Huawei alla creazione della rete 5G in Gran Bretagna, nonostante l'allarme sui rischi per la sicurezza lanciato da Washington e da diversi ministri conservatori. Il Consiglio nazionale di sicurezza aveva deciso di dare commesse a Huawei limitando però l'accesso del gruppo cinese a infrastrutture “non core” come le antenne ed escludendolo invece dalle parti “core”, che hanno la più alta concentrazione di dati e presentano quindi i maggiori rischi per la sicurezza.

L’ex ministro della Difesa Gavin Williamson era stato licenziato dall’incarico dopo essere stato accusato di avere rivelato alla stampa la decisione della May durante un incontro riservato del Consiglio nazionale di sicurezza. La posizione ufficiale del Governo britannico è che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Le parole di Hunt sono importanti perché il ministro degli Esteri è uno dei candidati alla successione alla May, che lascerà l'incarico alla fine della settimana.

Anche il ministro degli Interni Sajid Javid, un altro aspirante premier, si è schierato contro Huawei, affermando che «nessuna società di qualsiasi Paese che è controllata da un Governo straniero dovrebbe avere accesso alle nostre comunicazioni tecnologiche altamente sensibili». La questione sta quindi diventando uno dei temi importanti della corsa alla successione alla May e dimostra anche quanto la premier uscente sia ormai isolata.

Trump vedrà la premier a Downing Street domani ma, secondo diverse fonti, ha insistito per un incontro breve perché la sua attenzione è ormai focalizzata sul suo successore. Si prevede che il presidente incontrerà Boris Johnson, l'ex ministro degli Esteri e candidato di punta del partito conservatore, che ha definito “un amico”.

Nelle ultime ore Trump ha suscitato polemiche per i suoi interventi su questioni di politica interna britannica, prima sostenendo apertamente Johnson che secondo lui sarebbe un “premier eccellente”, poi incoraggiando il Governo a optare per un'uscita senza accordo dall'Unione europoea e promettendo in cambio un'intesa commerciale in tempi rapidi con gli Stati Uniti.

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