la giornata dei mercati

Trump non scalda le Borse Milano -0,8%, focus su Generali (+4%)

di Cheo Condina

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6' di lettura

La luna di miele tra Donald Trump e i mercati finanziari sembra essersi raffreddata. Non sono bastate le nuove promesse del neo presidente Usa - che durante un incontro alla Casa Bianca con gli imprenditori del settore manifatturiero oggi ha garantito un taglio «enorme» delle imposte per la classe media e le aziende - per arginare le vendite sulle Borse. Anzi, con l'apertura in rosso di Wall Street, i mercati europei hanno accentuato le perdite con Milano che ha chiuso a -0,78%. A Piazza Affari tiene banco il caso Generali (+3,9%) dopo le indiscrezioni su un profondo riassetto della compagnia che coinvolgerebbe Intesa Sanpaolo e Allianz: scenario che ha spinto al ribasso proprio il titolo di Ca de' Sass (-2,9%) in una seduta comunque negativa per tutto il comparto bancario. Anche Unicredit ha ceduto il 2,8% e Banco Bpm il 2,8% mentre Mediobanca, controllante del Leone, è avanzata dell'1,5%. Prosegue anche il recupero della galassia Agnelli con Fca (+1,6%) e Ferrari (+1%) mentre Ynap mette a segno un mini rimbalzo (+0,9%) dopo le perdite della scorsa settimana.

Acquisti, inoltre anche su Credito Valtellinese (+5,3%) e Unipo l(+1,6%) sull'ipotesi della nascita di un gruppo bancario derivante dall'aggregazione tra CreVal e Popolare dell'Emilia Romagna oltre che dal conferimento delle attività bancarie di Unipol. Sul mercato valutario l'euro è stabile sul dollaro a quota 1,073 e a 121,45 yen mentre il dollaro/yen si attesta a 113,9.

Trump promette il maxi taglio delle tasse

Il successore di Barack Obama si è definito «amico» dell'ambiente ma intende ridurre di «almeno il 70%» le regolamentazioni ambientali. Dicendo di
essere disposto a incontrare le aziende «quando lo desiderano, magari ogni trimestre», Trump ha ripetuto il suo cavallo di battaglia: lui vuole «rilanciare» il settore manifatturiero Usa. «Vogliamo ricominciare a fare i nostri prodotti qui» in Usa. Stando a quanto detto nell'incontro, lui punta a un «commercio giusto».

Milano appesantita da bancari e risparmio gestito
I listini europei chiudono tutti sui minimi di seduta (segui qui l'andamento delle principali piazze continentali). Anche il FTSE MIB segna il passo nonostante il balzo di Generali e gli acquisti che hanno coinvolto anche il suo primo azionista, Mediobanca. A Milano l'attenzione è stata tutta sullo scenario di una alleanza tra Intesa Sanpaolo e Allianz funzionale a una aggregazione con le Generali o comunque a un riassetto di Trieste che possa portare il gruppo bancario tra i soci forti e la compagnia tedesca a rilevare alcuni asset; in rosso invece sia Intesa Sanpaolo a Milano, sia Allianz a Francoforte. Oggi, da Torino, è arrivato anche il «No comment» di Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa SanPaolo, interpellato d ai giornalisti su questa ipotesi di aggregazione a margine della cerimonia in cui il presidente della Bce Mario Draghi, ha ricevuto il Premio Cavour 2016.

Analisti cauti sul
Il possibile riassetto di Generali, che secondo rumor non confermati potrebbe coinvolgere Intesa (come possibile socio del Leone) e Allianz (per rilevare invece alcuni asset) scalda la Borsa ma non gli analisti, che restano scettici sulla reale fattibilita' del progetto. Il titolo di Generali, in Borsa, ha chiuso in forte rialzo (+3,9% a 14,25 euro) in una giornata negativa per il settore assicurativo (-0,4% lo stoxx di settore Ue) e con circa 35 milioni di azioni scambiate, quasi quattro volte la media degli ultimi 30 giorni. Allianz, invece, ha lasciato sul terreno l'1,1% mentre Intesa Sanpaolo ha ceduto il 2,9%; diverso ancora l'andamento di Mediobanca, primo azionista delle Generali, che oggi ha resistito alle vendite che si sono abbattute sulle banche a Milano e ha recuperato l'1,5%. Come detto, in ogni caso, gli analisti sono freddi sulle ipotesi di riassetto di Generali. «L'indiscrezione ci sembra poco verosimile - commentano da Equita Sim - e il piano difficilmente attuabile viste le complessita' di integrare due reti completamente diverse, senza considerare gli eventuali vincoli antitrust sul mercato domestico». Stessa musica da Banca Akros: «Siamo scettici dati gli elevati rischi legati alla fusione di attività in settori differenti e con un potenziale limitato di creazione di valore secondo la nostra visione», mentre secondo Intermonte un investimento nella compagnia triestina da parte di Ca de' Sass non sembra coerente con le strategie annunciate nel piano dal ceo Carlo Messina. Anche gli esperti di Mediobanca sottolineano che «il deal sarebbe molto complesso da un punto di vista regolamentare vista l'intensita' di capitale di un conglomerato finanziario che esercita sia l'attività bancaria sia quella assicurativa» anche se - sempre da Piazzetta Cuccia - arrivano altre due osservazioni significative legate a Generali. In primis, una simile operazione potrebbe rappresentare una cattiva notizia per gli azionisti di Intesa Sanpaolo, che cercano dividendi e visibilità».

In secondo luogo, Mediobanca ribadisce l'outperform per Generali con il target price a 15,50 euro sul titolo Generali anche dopo«il consistente rally registrato dall'azione negli ultimi sei mesi» poichè vede un titolo ancora a sconto sui competitor. «La compagnia ha ancora molto da dare in termini di performance relativa rispetto allo Stoxx Europe 600 Insurance Index», concludono gli analisti.

CreVal sale su scenario alleanza a tre con Bper e UnipolBanca

In generale comunque il Ftse Mib è stato frenato dal settore bancario e dal risparmio gestito (complice la valutazione degli analisti di Mediobanca Securities che suggerisce di vendere Banca Mediolanume di puntare su Banca Generali) mentre, tra gli altri titoli, Enel sconta lo stacco di un dividendo parziale da 0,09 euro per azione. Ripiega Eni insieme al movimento del petrolio, mentre arretra Italgas.

In recupero il settore del lusso che venerdì era stato parzialmente sotto pressione con il tonfo di Yoox Net-A-Porter Group(che oggi risale dopo due cali consecutivi legati all'uscita di una manager chiave nelle strategie commerciali del gruppo di ecommerce) e la flessione di Brunello Cucinelli seguita al collocamento sul mercato del 3% del capitale. Bene invece Moncler e Ferragamo ma anche Ferrari. L'ipotesi di una fusione a tre tra Credito Valtellinese e Banca Pop Er con il conferimento di Unipol Banca da parte di Unipol fa bene al titolo della holding bolognese e soprattutto a quello dell'istituto valtellinese mentre la Popolare dell'Emilia Romagna chiude in rosso in scia agli altri istituti del Ftse Mib ; forti vendite anche su Banco Bpm che venerdì sera ha annunciato la cessione di un portafoglio di crediti problematici per 641 milioni di euro.

Fiacca Leonardo, in calo ricavi e ordini della jv Atr

Il gruppo francese Atr ha visto fatturato e ordini diminuire nel 2016, «un anno difficile» per il settore. Partner di Airbus e Leonardo - Finmeccanica, ha realizzato un fatturato di 1,8 miliardi e consegnato 80 apparecchi (2 miliardi e 88 apparecchi nel 2015). Per il presidente esecutivo Christian Scherer il gruppo «ha conservato la prima posizione tra le compagnie aeree regionali e consolidato un importante carnet di ordini che assicurano tre anni di produzione». Il gruppo ha firmato con Avian Lineas Aereas «un contratto importante per introdurre ATR-600 in Argentina»; ha siglato accordi con la messicana Aeromar, la spagnola Binter, la brasiliana Azul Linhas Aereas e con PNG Air della Papuasia-Nuva Guinea.

Petrolio in discesa
Il barile di petrolio corregge, sotto i 53 dollari al barile nel Wti consegna marzo e a 55 dollari al barile per il Brent marzo, dopo la riunione, avvenuta a Vienna nel week end, tra i principali Paesi produttori firmatari dell'accordo che prevede dal primo gennaio la riduzione di 1,2 milioni di barili al giorno da parte dei Paesi Opec e di 558mila barili al giorno da parte di una decina di Paesi non aderenti al cartello. Il ministro saudita dell'Energia Khaled al-Falih ha parlato di «eccellente» rispetto dell'intesa da parte dei sottoscrittori auspicando che a febbraio l'obiettivo di riduzione di 1,8 milioni di barili/giorno complessivi sarà raggiunto. Secondo alcuni operatori, la correzione dei prezzi è favorita anche dai dati sull'attività di trivellazione negli Stati Uniti, cresciuta ancora nell'ultima settimana, che sembrano mostrare uno scenario Usa in controtendenza rispetto a quello degli accordi Opec sulla produzione.

BTp: spread con Bund in chiusura sale a 164 punti, rendimento cala al 2,01%
Spread leggermente in rialzo in chiusura di seduta. Il differenziale tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005210650) e il pari scadenza tedesco ha terminato le contrattazioni a 164 punti base, rispetto ai 161 della vigilia. Si contrae lievemente il rendimento del BTp, al 2,01% rispetto al 2,04% di venerdì pomeriggio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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