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Trump, da oggi dazi anti Cina su sneaker e abbigliamento. Pechino risponde con i controdazi

Scattano dal primo settembre i dazi americani al 15% sugli ultimi 300 miliardi di export cinese rimasti fuori dalla guerra commerciale tra le due superpotenze mondiali. E partono sempre dal primo settembre i controdazi di Pechino

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Trump conferma i nuovi dazi contro la Cina dal primo settembre

5' di lettura


NEW YORK - Scattano dal primo settembre i dazi americani al 15% sugli ultimi 300 miliardi di export cinese rimasti fuori dalla guerra commerciale tra le due superpotenze mondiali. E partono sempre dal primo settembre i controdazi di Pechino.

Colpito il largo consumo, sneaker e tv
La lista dei prodotti tassati al 15% negli Stati Uniti è lunga e articolata. Interesserà circa 125 miliardi sui 300, secondo il Census Bureau. Si tratta di 3.800 prodotti, il 60% dei quali di largo consumo: pantaloni, giacche, maglie e felpe di cotone, camice, televisori a schermo piatto, memorie flashi, elettrodomestici, formaggi, carne, libri, prodotti per l'ufficio e tutte le scarpe, anche le sneaker e le attrezzature sportive. A partire dal 15 dicembre verranno tassati tutti i 300 miliardi di prodotti cinesi esportati negli Usa di questa ultima tranche rimasta finora fuori dalla trade war, compresi smarthpone, pc, altoparlanti bluetooth e videogiochi.

L'impatto sulle tasche degli americani
I dazi in vigore dal primo settembre avranno un impatto diretto sulle catene della grande distribuzione e sulle tasche dei consumatori americani alle prese con gli acquisti per l'inizio della scuola: libri e quaderni, vestiti per bambini, zaini, penne e colori, tutti prodotti che rientrano nella nuova ondata di dazi. L'impatto per ora però sembra sarà limitato. In parte perché molte catene della gdo si accollano gli aumenti, tagliando i margini di profitto. E poi perché i rialzi dei prezzi verranno applicati sulle nuove merci in arrivo dalla Cina. Più pesante sarà per le tasche degli americani l'impatto in vista delle festività natalizie quando i dazi su questi beni di largo consumo copriranno tutti i prodotti della lista. Più colpite saranno le catene di retailer che hanno la maggiore percentuale di merci importate dalla Cina, come BestBuy che ha il 55% delle merci in vendita che arrivano dalla Cina, contro le altre catene come Walmart, che è al 26%, o Target al 34%, che avranno un impatto più limitato.

Rincari tra il 5 e il 7%
Le grandi catene e i produttori cercano di tenere i prezzi stabili vendendo ad esempio prodotti in confezioni più piccole o, come detto accollandosi parte dei rincari, ma un aumento dei prezzi sul consumatore finale sarà inevitabile ed è stimato in media tra il 5 e il 7% dalla National Retail Federation. Questo a fronte delle difficoltà di tutto il settore della grande distribuzione che si trova a fare i conti con il calo delle vendite nei canali tradizionali, per la concorrenza crescente dell'e-commerce, Amazon tra tutti.

I dazi su smartphone, pc e giocattoli
In ogni caso l'aumento del 15% del primo settembre, secondo l'associazione dei retailer Usa - verrà assorbito in gran parte dalla distribuzione. I maggiori rialzi saranno sentiti dai consumatori a partire dal 15 dicembre quando i dazi colpiranno giocattoli ma soprattutto smartphone, pc portatili, videogiochi e altri dispositivi elettronici: 43 miliardi di dollari di smartphone importati dalla Cina nel 2018, 37 miliardi $ di laptop e tablet e 12 miliardi di giocattoli.

Altri rialzi dal primo ottobre
Dal primo ottobre, inoltre, i dazi del 25% già in vigore su 250 miliardi di merci cinesi – prodotti industriali o semilavorati principalmente – saliranno al 30%. L'amministrazione ha avviato la fase di raccolta di commenti pubblici fino al 20 settembre su questi ulteriori incrementi di merci che comprendono semiconduttori, circuiti stampati, chimica, mobili, luci, aspirapolveri, valige e idraulica, prodotti per l'edilizia e pavimenti in vinile.

Il conto per le famiglie: dai 1000 a 2500$
L'escalation della guerra commerciale costerà a ogni famiglia americana in media mille dollari l'anno, secondo uno studio recente di JPMorgan Chase. Altre stime, come quella della società di ricerca Trade Partnership, si spingono più avanti e prevedono costi aggiuntivi per una famiglia con quattro persone di 2.300 dollari l'anno. Il cfo di Walmart, Brett Biggs, in conference call di recente ha spiegato che “l'aumento dei dazi porterà a un incremento dei prezzi, crediamo, per i nostri consumatori”. In un documento presentato all'amministrazione a fine giugno Walmart sosteneva che “i dazi alla Cina si tradurranno in prezzi più alti per certi prodotti”.

I controdazi di Pechino
In risposta all'aumento di dazi annunciato da Trump a inizio agosto la Cina ha approvato i suoi controdazi che entrano in vigore, per la prima parte, sempre da oggi, con un increment addizionale delle tariffe dal 5 al 10% su un totale di 5.078 prodotti esportati ogni anno dagli Stati Uniti, per un valore di 75 miliardi di dollari. Il primo aumento dei controdazi cinesi parte oggi, il secondo entrerà in vigore il 15 dicembre e comprenderà per la prima volta anche il greggio con dazi al 5% e la soia, già soggetta a dazi per il 25%, ai quali verrà aggiunto un altro 5 per cento. Incrementi di dazi anche sulle carni di manzo e di maiale importate dagli Usa dal primo settembre per un altro 10 per cento. Pechino da dicembre reintrodurrà anche il 25% di dazi su auto e componentistica Usa, sospese nel dicembre scorso dopo la pace temporanea siglata dai due presidenti alla cena del G 20 in Argentina.

Esentate le bibbie, i dazi sui rosari
Particolare curioso: l'amministrazione Trump ha escluso dall'aumento dei dazi in vigore da oggi le bibbie e altri testi religiosi stampati in Cina. Mentre sui rosari e le medagliette religiose prodotte in Cina da oggi peseranno dazi al 15 per cento.

La risposta di Trump alle critiche
Donald Trump in un tweet ha risposto alle aziende e alle associazioni di produttori o di distributori che criticano l'amministrazione per l'impatto che la politica protezionistica e l'escalation della trade war ha sull'economia americana. “ Se la Fed “Se la Fed tagliasse i tassi potremmo avere uno dei maggiori aumenti sul mercato azionario da tempo. Le società mal gestite e deboli stanno incolpando astutamente queste piccole tariffe invece di se stesse per la cattiva gestione ... e chi può davvero biasimarle per averlo fatto? Scuse!, scrive il presidente americano. Ma il coro delle lamentele si allarga.

Calo dei consumi e rischio recessione
La Footwear Distributors and Retailers of America ha scritto una lettera a Trump in cui critica i dazi in vigore da oggi e avverte le conseguenze che questi avranno sui consumatori e sui consumi americani. Da più parti, economisti e analisti, sostengono che l'escalation della Guerra commercial apre le porte a una frenata della economia americana.

L'escalation della trade war
Peter Navarro, l'economista teorico del protezionismo di Trump e suo consigliere, in un'intervista a Cnn ha difeso la politica della Casa Bianca: “Il presidente Trump sta usando la strategia dei dazi in modo brillante. Senza i dazi la Cina non si sarebbe mai seduta al tavolo delle trattative e i negoziati non sarebbero andati così avanti”. La realtà per ora parla di dazi e controdazi che partono da oggi negli Stati Uniti e in Cina e di un cortocircuito tra le due prime potenze mondiali che spaventa leader politici, mercati e investitori.

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