silurato il capo dei servizi usa

Trump: «Pasdaran terroristi». E l’Iran risponde con una “black list” Usa

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


L'Iran ricorda la rivoluzione, 'gli Usa non vinceranno'

3' di lettura

NEW YORK - Trump ha deciso di iscrivere i Pasdaran, le potenti Guardie della Rivoluzione iraniana nella lista americana delle organizzazioni terroristiche straniere. «L’Iran non solo è uno stato sponsor del terrorismo ma anche le Guardie della Rivoluzione partecipano attivamente, finanziano e promuovono il terrorismo come strumento per governare», ha scritto in una nota. Una mossa che accresce le tensioni nella polveriera del Medio Oriente.

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E fa seguito alle sanzioni statunitensi sull’Iran contro le esportazioni di petrolio e il sistema bancario iraniano, reintrodotte dall’amministrazione Usa il 5 novembre scorso, che erano state cancellate dopo la firma dell’accordo Onu sul nucleare del 2015. Fa seguito inoltre alla decisione di Trump, qualche settimana fa, di riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan, dopo 52 anni di occupazione. Territorio siriano al confine tra Libano e Israele dove operano gli Hezbollah sostenuti dalle Guardie della Rivoluzione iraniane. Ennesimo regalo elettorale di Trump a Bibi Nethanyau: «Grazie per aver accettato un’altra mia richiesta che serve gli interessi delle nostre nazioni e della regione», ha scritto in ringraziamento il leader israeliano a Trump. «Continueremo ad agire contro il regime dell’Iran che minaccia Israele, gli Stati Uniti e la pace nel mondo», ha aggiunto.

Le Guardie della Rivoluzione sono un’organizzazione paramilitare formata nel 1979 a difesa dei nemici interni ed esterni dello stato religioso instaurato con la rivoluzione khomeinista. I Pasdaran rispondono direttamente alla Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ma operano in maniera indipendente come forza militare regolare e hanno vasti interessi economici nella regione, che vanno dall’energia alle tlc, fino all’automotive (con collaborazioni con società occidentali che ora finiscono fuorilegge agli occhi americani).

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Nella lista dei gruppi terroristici del Dipartimento di Stato americano ci sono una sessantina di organizzazioni, come al-Qaida e vari gruppi legati allo stato islamico come Hezbollah, più diverse fazioni di militanti Palestinesi. Ma nessuna di queste organizzazioni è un corpo militare di uno stato sovrano come lo sono le Guardie della Rivoluzione iraniana. La tv pubblica iraniana ha condannato con forza la decisione americana di iscrivere i Pasdaran nella lista dei gruppi terroristici, definita illegale e contraria al diritto internazionale. «Nessun paese ha il diritto di designare come terroristiche le forze armate di un altro paese», ha detto l’annunciatore durante il notiziario. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, in un tweet ha definito la decisione di Trump «un altro disastro americano». La risposta di Teheran non si è fatta attendere: Il Consiglio supremo della sicurezza nazionale dell'Iran a sua volta, ha iscritto il Centcom, il comando militare americano in Medio Oriente nella sua lista delle organizzazioni terroristiche straniere e bollato gli Usa come «Sostenitori del terrorismo».

Gli alti ufficiali di Pentagono e Cia si opponevano alla decisione di iscrivere i Pasdaran nell’elenco dei gruppi terroristici, temendo le ripercussioni iraniane contro le unità paramilitari e i gruppi per le operazioni speciali Usa, che lavorano sotto il cappello della Cia in Medio Oriente. Ma il segretario di Stato Mike Pompeo e il consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton, i due falchi della diplomazia Usa, hanno avuto la meglio sulla decisione presidenziale. Bolton accusa le Guardie della Rivoluzione iraniane di finanziare con oltre 800 milioni di dollari l’anno Hezbollah e le altre milizie sciite in Medio Oriente. Pompeo ha confermato che l’iscrizione delle Guardie iraniane nella lista dei gruppi terroristici del Dipartimento di Stato avverrà in settimana.

Trump a sorpresa ha anche licenziato il direttore dei Servizi segreti Randolph “Tex” Allen, ennesima purga nell'amministrazione dopo il siluramento qualche ora prima della segretaria alla Sicurezza nazionale Kirstjen Nielsen. Il turn over dell’amministrazione americana dall’inizio della presidenza Trump, ha calcolato Cnn, ha raggiunto il 66 per cento: due poltrone su tre sono saltate finora alla Casa Bianca, in quelle che qualcuno, appunto, ha già ribattezzato le “purghe trumpiane” parafrasando quelle più celebri, storiche, del leader sovietico Stalin.

La pressione americana contro l’Iran potrebbe avere ripercussioni in Iraq, dove molti parlamentari iracheni sciiti chiedono da mesi di limitare la libertà di azione dei 5mila soldati americani che sono ancora di stanza nel paese. Le Guardie della Rivoluzione, tra le altre cose, controllano i programmi nucleari e i missili balistici iraniani. Missili con una gittata di oltre 2mila chilometri che Teheran ha più volte brandito come minaccia per Israele e per le basi militari americane nella regione.
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