«Ue strumento della germania»

Trump: restrizioni ai viaggi negli Usa anche per i cittadini europei. Ue veicolo per interessi Germania

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(AP)


2' di lettura

Un pacchetto di provvedimenti per rafforzare i confini dell'America è già pronto: sarà il primo atto di Donald Trump alla Casa Bianca, appena tre giorni dopo il suo insediamento venerdì 20 gennaio. È lo stesso presidente eletto ad annunciarlo nella sua prima intervista a un media britannico, il Sunday Times, spiegando che ci saranno delle restrizioni sui viaggi negli Usa e che potrebbero riguardare anche i cittadini europei.

Trump già in campagna elettorale aveva suscitato un polverone non solo con la proposta di vietare l'ingresso dei musulmani negli Usa, ma anche indicando come maggiore attenzione sarebbe stata rivolta a Paesi del Vecchio Continente con una forte immigrazione e ad elevato rischio terrorismo. E aveva indicato in particolare Francia e Germania.

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Nell'intervista, il tycoon definisce la linea della cancelliera tedesca Angela Merkel che - afferma - ha permesso l'ingresso di un milione di immigrati e rifugiati in Germania, «un errore catastrofico», aumentando di fatto in maniera esponenziale la minaccia terroristica in tutta l'Europa. Spiega così che i provvedimenti che si appresta a firmare potrebbero comprendere anche restrizioni sui cittadini europei che viaggiano negli Usa e «controlli estremi» per le persone che arrivano in America «da parti del mondo conosciute per la presenza del terrorismo islamico».

Trump: Brexit grande cosa

E l'immigrazione definita senza freni è alla base, per Trump, della vittoria della Brexit, che il presidente eletto definisce «una grande cosa» e che - prevede - farà da esempio ad altri Paesi del Vecchio Continente destinati anch’essi ad abbandonare l'Unione europea. Un’Unione che, secondo il presidente eletto, «rappresenta di base soltanto un mezzo per raggiungere gli obiettivi della
Germania. Perciò ho trovato così intelligente che la Gran Bretagna sia uscita», ha aggiunto in un’altra intervista alla Bild.

Intanto, Trump annuncia che lavorerà subito a un accordo con il Regno Unito, innanzitutto commerciale, e i primi passi verranno compiuti quando inviterà la premier britannica Theresa May alla Casa Bianca, subito dopo il suo insediamento.

Per quanto riguarda la Russia, Trump ribadisce le sue aperture: «Dobbiamo cominciare a fidarci di Vladimir Putin», afferma, rivelando che proporrà al leader del Cremlino una riduzione degli arsenali nucleari in cambio di un allentamento delle sanzioni americane verso Mosca. Duro affondo anche contro l’Alleanza Atlantica, che second0 il presiente eletto sarebbe obsoleta enon attrezzata per combattere il terorrismo islamico. Una posizione condividisa anche dal Cremlino: «La Nato è veramente un anacronismo, anche noi siamo d'accordo su questo, è da tempo che esprimiamo la nostra visione su questa organizzazione», ha commentato il portavoce Dmitri Peskov.

L’agenda di Trump sul fronte interno viene espressa in un colloquio telefonico con il Washington Post, nella quale il presidente eletto specifica di voler sostituire la legge sulla sanità voluta dal presidente Barack Obama - la cosiddetta Obamacare - con un piano che prevede una «assicurazione per tutti» e allo stesso tempo costringe le case farmaceutiche a negoziare direttamente con il governo i prezzi applicati dai servizi pubblici Medicare e Medicaid.

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