STATI UNITI

Trump contro Libra: Facebook non può fare la banca senza permesso

Il presidente va all’attacco della criptovaluta ideata dal colosso social di Mark Zuckeberg, a margine di un incontro con una rappresentanza di suoi «supporter digitali»

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


L’ecosistema Libra spiegato da Facebook

3' di lettura

La Casa Bianca ha ospitato i rappresentanti dei social media americani. Curiosamente non sono state invitate a partecipare Twitter, Facebook e Google. Ma solo l'esercito digitale dei sostenitori del presidente Donald Trump. I gruppi di haters, «odiatori» seriali, provocatori dal clic facile e le personalità digitali legate ai movimenti più conservatori degli Stati Uniti. A margine dell’incontro, Trump si è però scagliato in critiche contro Libra: il progetto di criptovaluta lanciata da Facebook, e guardata con sospetto dall’attuale inquilino della Casa Bianca.

Critiche ai social e ai media
Nell'incontro Trump ha attaccato le grandi piattaforme digitali e i media tradizionali, accusati di trattare in modo parziale le voci di estrema destra più vicine alle sue posizioni. Il presidente ha detto di aver chiesto alla sua amministrazione di studiare regole e una legislazione che proteggano la libertà di parola sui social, ma non ha spiegato nei dettagli quale misure siano in discussione. Trump ha anche detto che nelle prossime settimane inviterà alla Casa Bianca i rappresentanti delle Big tech. «Non ci faremo mettere il silenziatore”, ha detto. “Le Big tech non ci censureranno».
Fake news o critiche?

Negli Stati Uniti la libertà di parola è garantita dal Primo emendamento della Costituzione. Trump attacca regolarmente tv, giornali e siti di informazione accusati di creare «fake news». Ma spesso confonde le «fake news» con le critiche. Una strategia comunicativa, comunque, che ha contribuito al suo successo elettorale nel 2016 e che il tycoon ripropone per la campagna elettorale già cominciata per le presidenziali 2020.

L’esercito dei supporter 2.0
All'incontro alla Casa Bianca erano presenti dozzine di personalità digitali molto conosciute negli Usa, attivisti conservatori e sostenitori a spada tratta del presidente e delle sue idee. La cantante Joy Villa, che si definisce attivista conservatrice, che indossava un vistoso abito formale a stelle e strisce. Il fondatore di Project Veritas James O'Keefe e Lila Rose, fondatrice dell'organizzazione anti abortista Live Action bloccata di recente da Pinterest.

Trump ha chiamato sul palco l'avvocato della California Harmeet Dhillon, che ha rappresentato i conservatori in diverse importanti cause legali. Seguito da Lynnette Hardaway e Rochelle Richardson, sorelle e video blogger ultra radicali, più note come Diamond e Silk. Ha avuto il suo momento d'onore anche Carpe Donktum, personaggio online pro-Trump che è stato recentemente sospeso da Twitter per otto giorni dopo aver postato un video che ritrae Trump vestito da cowboy che attacca il giornalista della Cnn Jim Acosta.

61,9 milioni di follower
Il presidente ha ricordato che è seguito nel suo profilo Twitter da oltre 61,9 milioni di persone. Ha parlato del potere dei social media – che lui usa meglio di tutti nella comunicazione politica – e ha inveito con il solito ritornello contro i media tradizionali accusati di essere tutti schierati contro di lui, con i giornalisti presenti nella stanza visibilmente imbarazzati dagli attacchi. «Non facciamo più comunicati stampa – ha detto Trump – ma se io metto qualcosa sui social è un'esplosione».

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Il senatore democratico Mark Warner ha criticato l'incontro e le parole di Trump: «Invece di combattere la disinformazione dei russi sui social media, di punire le pratiche anti concorrenza, o proteggere dati e privacy degli americani, il presidente ha invitato trolls, teorici della cospirazione, anti semiti e tutta la squadra dei suoi sostenitori digitali alla Casa Bianca». Facebook, Twitter e Google non hanno rilasciato commenti sull'incontro al quale, come detto, non sono stati invitati. The Internet Association, il gruppo di pressione che rappresenta le Big tech, ha affermato: «Le Internet company non sono prevenute verso nessuna ideologia politica e in particolare, in questi anni, le voci conservatrici hanno usato i social media con grande efficacia».

Trump contro Libra
Donald Trump ha attaccato anche Libra, la criprovaluta proposta da Facebook. «Non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla», ha twittato il presidente americano. «Similmente Libra, la 'moneta virtuale' di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre società vogliono diventare una banca devono ottenere l'autorizzazione bancaria ed essere soggetti a tutte le regole bancarie, come le altre banche, sia nazionali che internazionali». Secondo il tycoon i «cripto asset non regolati possono facilitare le attività criminali, compreso il commercio di droga ed altre attività illecite». «Negli Stati Uniti abbiamo slo moneta reale, ed è più forte che mai. È di gran lunga la moneta dominante nel mondo, e sarà sempre così. È chiamata dollaro statunitense!». Nella sua doppia audizione al Congresso anche il presidente della Fed Jerome Powell aveva espresso preoccupazione per Libra, riferendo che se ne parlerà la prossima settimana tra i ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei Paesi del G7 in Francia.

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