plauso del giappone al presidente usa

Trump rimette la Nord Corea tra gli Stati che sostengono il terrorismo

dal nostro corrispondente Stefano Carrer


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(Ap)

2' di lettura

Approvazione piena da parte del governo giapponese e reazioni più misurata in Corea del Sud alla decisione del presidente americano Donald Trump di rimettere la Corea nel Nord nella lista nera degli Stati sponsor del terrorismo, dalla quale l’amministrazione di George W. Bush l’aveva rimossa nell'ottobre 2008.
La decisione spiana la strada a ulteriori sanzioni e penalità (anche con portata «extraterritoriale», nel senso di una estensione della portata della giurisdizione statunitense a soggetti di Paesi terzi) per il regime di Kim Jong Un che sta perseguendo un programma di sviluppo missilistico e nucleare sfidando le risoluzioni Onu. Trump ha citato la circostanza che Pyongyang minaccia il mondo di devastazione nucleare e ha «ripetutamente supportato atti di terrorismo internazionale, compresi omicidi all’estero», in apparente riferimento all’eliminazione di Kim Jong Nam, fratellastro di Kim Jong Un, avvenuta all’aeroporto di Kuala Lumpur con gas nervino. Trump ha citato esplicitamente il caso del 22enne studente americano Otto Warmbier, morto nel giugno s corso dopo il suo rilascio – già in coma – seguito a 17 mesi di detenzione per futili motivi.

L’approvazione di Abe
«Approvo e supporto la designazione in quanto aumenta le pressioni», ha affermato il primo ministro giapponese Shinzo Abe. Sula stessa linea il premier australiano Malcom Turnbull che ha colto l’occasione per stigmatizzare il regime di Kim con parole dure.

Un comunicato del ministero degli esteri sudcoreano rileva più sobriamente la speranza che il blacklisting contribuisca a una pacifica denuclearizzazione della Corea del Nord, sottolineando peraltro che l’obiettivo ultimo resta quello di riportare Pyongyang al tavolo dei negoziati.

I timori di nuove provocazioni
Seppure la designazione ha una portata più simbolica che sostanziale alla luce delle rafforzate sanzioni internazionali, alcuni osservatori temono che Pyongyang possa reagire con una nuova provocazione di carattere militare.

Alcuni esperti, peraltro, ritengono che tecnicamente la Corea del Nord non corrisponde ai criteri per l’inclusione nella lista nera. La precedente designazione Usa, avvenuta all’inizio del 1988, seguiva l’attentato del 29 novembre 1987 a un aereo di linea sudcoreano perpetrato da agenti nordcoreani, che provocò l'uccisione di tutti i 115 passeggeri.

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