slittano al 15 ottobre

Trump rinvia di due settimane l'aumento dei dazi contro la Cina

Il Presidente americano ha rinviato di due settimane un previsto aumento di dazi su 250 miliardi di dollari di importazioni di beni industriali da Pechino, che avrebbero dovuto scattare dal primo ottobre

di Marco Valsania


Trump annuncia rinvio di nuovo aumento dazi su prodotti cinesi

2' di lettura

NEW YORK - Nuovo gesto distensivo di Donald Trump verso la Cina. Il Presidente americano ha rinviato di due settimane un previsto aumento di dazi su 250 miliardi di dollari di importazioni di beni industriali da Pechino, che avrebbero dovuto scattare dal primo ottobre. Un rinvio che Trump, annunciandolo via Twitter, ha definito quale atto di “buona volonta'” in risposta a una richiesta che sarebbe stata avanzata dal vicepremier cinese Liu He, il capo-negoziatore della potenza asiatica nel confitto commerciale con Washington.

Il primo ottobre cade anche il 70esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. E nella prima settimana del mese prossimo dovrebbero riprendere la trattative commerciali tra le parti, con incontri tra delegazioni nella capitale americana.

«Su richiesta del vice Premier della Cina Liu He, e in seguito al fatto che la Repubblica Popolare Cinaese celebrerà il 70esimo anniversario il primo ottobre, abbiamo concordato, come gesto di buona volontà, di spostare l'incremento dei dazi su 250 miliardi di dollari di merci (dal 25% al 30%) dal primo ottobre al 15 ottobre», ha twittato Trump nella serata di ieri.
L'aumento dei dazi adesso rinviato porta il balzello sui beni cinesi colpiti dall'attuale 25% al 30 per cento. Nella guerra commerciale in corso tra i due paesi, recenti escalation hanno già visto gli Stati Uniti far scattare dal primo settembre dazi del 15% su circa 111 miliardi di dollari di made in China con in particolare, per la prima volta, nel mirino alcuni beni di consumo. Altri 156 miliardi di dollari di simili importazioni, compresi smartphone, giocattoli e abbigliamento, saranno colpiti da altrettante penali da metà dicembre. Pechino ha risposto con rappresaglie e Trump ha rilanciato ancora, fino a ordinare alle aziende americane di abbandonare la Cina, minacciando altrimenti di punirle.

All'escalation, che ha scosso il business e i mercati, ha però fatto seguito un ritorno a toni meno bellicosi. Un nuovo appuntamento negoziale è stato confermato per il mese prossimo. E Pechino proprio ieri ha reso note due liste di prodotti americani che saranno esenti da ritorsioni a partire dal 17 settembre.

L’incertezza rimane tuttavia elevata. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina minaccia di aggravare i rischi per un’economia globale e americane in frenata, dove affiorano indebolimenti del settore manifatturiero, tra i più esposti a shock su catene globali di forniture e produzione, e arretramenti della generale fiducia di imprese piccole e grandi. Le borse, da parte loro, hanno oscillato nervosamente sull'onda di peggioramenti o schiarite sul fronte dell'interscambio.

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