editorialeSALE IN ZUCCA

Trump, il riscatto possibile con un accordo Usa-Cina

di Giancarlo Mazzuca

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(Ap)

2' di lettura

L'ultima settimana si è conclusa con un bilancio molto negativo per Donald Trump. Da una parte, infatti, il vertice di Hanoi con Kim Jong-un, il dittatore della Corea del Nord, pompato dai “mass media” di tutto il mondo, si è risolto con un deludente nulla di fatto, dall'altra la testimonianza davanti al Congresso dell'ex-avvocato del presidente americano, Michael Cohen, ha segnato una svolta nelle indagini sul “Russiagate” perché il cerchio si è ora stretto attorno al “number one”, un po' come era capitato a Richard Nixon con lo scandalo Watergate. Eravamo nel 1972: due giovani giornalisti del “Washington Post”, Bob Woodward e Carl Bernstein, fecero lo “scoop” pubblicando le intercettazioni nel quartier generale dei democratici compiute illegalmente da alcuni esponenti repubblicani vicini al presidente che, poi, fu costretto a dimettersi.

Ma nel mare in tempesta, negli ultimi giorni c'è stata qualche schiarita anche per la Casa Bianca: è il caso dei nuovi dati dell'indice PMI globale che fanno adesso sperare in una stabilizzazione della congiuntura a livello mondiale mentre, fino a qualche tempo fa, le previsioni parlavano di un rallentamento diffuso del quadro economico. Inoltre le più importanti banche centrali hanno cambiato atteggiamento e sono ora pronte a scendere in campo: la Bank of Japan avrebbe in cantiere alcune misure per stimolare l'economia ma anche la Banca centrale europea pare intenzionata a varare nuove misure d'intervento. In particolare Draghi punterebbe all'emissione di altri titoli obbligazionari (i Tltro: prestiti quadriennali di Francoforte a favore delle banche del Vecchio Continente).

Ad alimentare le speranze di un miglioramento della situazione, diversi osservatori hanno anche registrato una maggiore disponibilità della banca centrale americana, la Federal Reserve, che, in attesa di rendere noti i dettagli del suo bilancio, potrebbe chiudere in anticipo il cosiddetto “quantitative tightening”, cioè la fase di drenaggio della liquidità seguita al “quantitative easing”. Sono segnali certamente positivi, ma, a questo punto, per voltare definitivamente pagina, ci vorrebbe il disco verde finale all'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina che, in effetti, sembra proprio in dirittura d'arrivo. Trump, se ci sei batti un colpo: hai l'occasione per recuperare.

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