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Trump rompe il silenzio post-elettorale per sfoggiare ottimismo sui vaccini. Ma negli Usa è spirale di infezioni e lockdown

Il Presidente eletto Biden lavora all’emergenza ma chiede azioni subito. New Mexico e Oregon si fermano. New York City, scuole forse chiuse da lunedì.

di Marco Valsania

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Donald Trump (Epa)

Il Presidente eletto Biden lavora all’emergenza ma chiede azioni subito. New Mexico e Oregon si fermano. New York City, scuole forse chiuse da lunedì.


4' di lettura

Donald Trump, mentre la pandemia fa segnare nuovi drammatici record negli Stati Uniti, rompe il silenzio post-elettorale davanti alle telecamere. Ma lo fa senza riconoscere la furia del coronavirus, concentrandosi piuttosto nel celebrare i successi nella ricerca sui vaccini sostenuti dalla Casa Bianca. E offrendo una previsione considerata dagli esperti troppo ottimistica sui tempi del loro impiego: ha detto che potrebbero essere disponibili per la “popolazione generale” già entro aprile. Trump ha invece rifiutato di adottare o promuovere immediati interventi di precauzione e salute pubblica, che numerosi stati stanno adottando per cercare di arginare l’escalation della crisi. Nelle ultime ore New Mexico e Oregon hanno fatto scattare lockdown completi o parziali e New York City ha indicato che forse già da lunedì le scuole potrebbe essere chiuse.

Trump, niente lockdown (e mezza ammissione di sconfitta)

“Questa amministrazione non andrà verso un lockdown”, ha detto il Presidente dal Giardino delle Rose della Casa Bianca dove resterà in carica fino al 20 gennaio. Ha ribadito che la cura non può essere peggiore della malattia, insistendo che l'economia deve rimare aperta. E che l’impennata della malattia sarebbe legata a un maggior numero di tamponi, tesi smentita da record anche di ricoveri e aumenti dei decessi. Poi ha fatto per la prima volta riferimento pubblico all'incertezza sul suo futuro politico, pur senza ancora ammettere una sconfitta alle urne ormai data per certa. E continuando così, secondo i critici, a complicare una necessaria transizione di potere e leadership a favore del leader democratico Joe Biden. “Quel che accadrà in futuro, chissà quale amministrazione ci sarà, ce lo dirà il tempo”, ha chiosato. Trump ha anche rincarato, più tardi su Twitter, che potrebbe recarsi a salutare dimostrazioni a suo favore programmate per sabato a Washington e in altre decine di città americane, promosse da esponenti ultra-conservatori.

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I dilemmi dei vaccini di Pfizer e Moderna

Esponenti della task force sul virus della Casa Bianca, con toni più sobri, hanno indicato di credere che Moderna potrebbe riportare risultati sul proprio vaccino la prossima settimana, dopo che Pfizer ha dato conto di una efficacia del 90% della suo prodotto. I due vaccini sperimentali usano una simile tecnologia, il cosiddetto mRna. Richieste di approvazione d'emergenza per un loro uso da parte delle autorità mediche sono possibili nel giro di alcune settimane. Entro fine anno la speranza citata dai funzionari è che possano a quel punto essere vaccinate forse 20 milioni di persone, tra lavoratori della sanità e più a rischio. Ulteriori sfide non solo di produzione ma logistiche e di distribuzione rimangono tuttavia aperte.

Le vendette di Trump

Il Presidente, anzichè offrire chiarimenti sulla strategia di salute pubblica, ha utilizzato le sue dichiarazioni, oltre che per sfoggiare ottimismo, per alzare il tiro contro presunti torti subiti. Ha criticato la stessa Pfizer per aver asserito di non esser stata parte integrale del piano federale Operation Warp Speed, perché non ha accettato finanziamenti governativi per lo sviluppo del vaccino optando al contrario per un successivo accordo di vendita di dosi al progetto. Trump era già irato con la casa farmaceutica perchè aveva annunciato i risultati del vaccino dopo anziché prima delle elezioni. Soprattutto ha però attaccato il governatore democratico di New York Andrew Cuomo, indicando che New York potrebbe non ricevere il vaccino quando verrrà distribuito. Potrebbe essere, ha detto, una “eccezione”. Questo perché Cuomo aveva indicato di voler sottoporre ogni farmaco approvato dall’amministrazione Trump all'esame di una commissione statale indipendente. Trump ha precisato che non lo stato non riceverà il vaccino se prima Cuomo non lo avrà autorizzato. Cuomo ha replicato che il Presidente usa il governo per le vendette personali e che l’esame statale non causerà alcun ritardo, sarà concomitante a quello federale.Diversi stati hanno annunciato simili analisi indipendenti.

Gli impegni del Presidente eletto

Biden, da parte sua, ha incalzato Trump, tacciandolo di irresponsabile latitanza contro una pandemia che peggiora giorno dopo giorno. “Sono il Presidente eletto ma sarò in carica solo dall'anno prossimo”, ha dichiarato. “Questa crisi richiede azioni federali immediate da parte dell'attuale amministrazione, a cominciare dal riconoscere la serietà della situazione. Il virus non rispetta date, sta accelerando adesso”. Biden ha già creato una task force di scienziati sul coronavirus e ha briefing quotidiani sulla crisi, focalizzati sulla necessità di far partire, non appena sarà alla Casa Bianca, una strategia nazionale su precauzioni, rafforzamento dell'assistenza sanitaria e reti di distribuzione del vaccino. Mettere a fuoco quest'ultima appare però particolarmente difficile senza accesso e cooperazione dei ministeri oggi sotto Trump. Il leader democratico vuole anche prendere rapidamente l'iniziativa su nuovi soccorsi economici, finora bloccati da scontri con i repubblicani.

Casi record e nuovi lockdown

Il problema, come ha sottolineato da Biden, è che i numeri mostrano una situazione sempre più critica nel Paese. Un dramma che non può attendere: nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati ancora una volta superiori ai 160.000, con una diffusione su scala nazionale e una concentrazione considerata particolarmente pericolosa nei Midwest e in regioni con scarse risorse ospedaliere. Un crescente numero di stati ha risposto facendo scattare più severi provvedimenti di salute pubblica. Il New Mexico ha dichiarato un lockdown totale con ordine di restare in casa per due settimane. L'Oregon un lockdown parziale, che chiuderà da mercoledì e sempre per due settimane ristoranti, palestre e luoghi di intrattenimento, oltre a limitare gli incontri a non più di sei persone. La Virginia ha fatto scattare restrizioni a riunioni di oltre 25 persone e un obbligo di mascherina per adulti e bambini dai 5 anni in sù. In Idaho è stata mobilitata la guardia nazionale, un centinaio di soldati, per aiutare le strutture mediche. L'Ohio ha adottato da alcuni giorni un obbligo di mascherina. Il sindaco di New York City Bill de Blasio ha indicato che le scuole, le più affollate del Paese, potrebbero essere chiuse già da lunedì per passare a lezioni solo remote. Il tasso di positività in città si è avvicinato al 3%, la soglia che era stata concordata da autorità e sindacato degli insegnanti per cancellare almeno temporaneamente l’istruzione in classe. Il Governatore Cuomo aveva già deciso maggiori restrizioni economiche nello stato con chiusure anticipate di ristoranti, bar e palestre alle 10 di sera.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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