tensioni sul fronte energia

Trump sfida Merkel e Putin sui dazi: «Esenzioni? Il prezzo è Nord Stream»

di Antonella Scott


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Vladimir Putin e Donald Trump insieme l’11 novembre scorso, al vertice dei Paesi Asia-Pacifico in Vietnam

3' di lettura

La rinuncia a Nord Stream 2 in cambio dell’esenzione permanente per la Ue dai dazi americani sull’import di alluminio e acciaio: è il “patto” che Donald Trump avrebbe proposto ad Angela Merkel. Un problema che il cancelliere tedesco affronterà venerdì a Sochi proprio con Vladimir Putin, alla ricerca di un compromesso difficilissimo.

Per lungo tempo gli incontri tra i due sono stati dominati dalle divergenze, prima di tutto sulla crisi ucraina: ma ora, malgrado queste restino tutte da risolvere, le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Europa stanno riavvicinando Mosca e Berlino su alcuni fronti. Per prima cosa, sulla necessità condivisa di salvare l’accordo nucleare con l’Iran, firmato anche da Germania e Russia (oltre che da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Iran) e rinnegato da Donald Trump l’8 maggio scorso. E ora il caso Nord Stream 2, riacceso alla vigilia del ritorno della signora Merkel in Russia, aumenta ulteriormente la posta del confronto con Putin. Washington ha scaraventato il gasdotto russo del Baltico al centro dei negoziati che stanno cercando di evitare una guerra commerciale transatlantica, che verrebbe combattuta a colpi di dazi sull’alluminio europeo o quote sull’export di automobili tedesche. Secondo il Wall Street Journal, una retromarcia di Berlino su Nord Stream 2 sarebbe il prezzo chiesto Trump per evitare la guerra.

Nelle acque territoriali tedesche, i primi lavori per la posa del gasdotto sono iniziati martedì, malgrado l’offensiva americana contro l’industria russa dell’energia sia iniziata diversi mesi fa: la sezione 257 della legge Usa del 2 agosto 2017, che autorizza nuove sanzioni contro la Russia, cita espressamente Nord Stream 2, invitando il presidente degli Stati Uniti a contrastarlo. E autorizza sanzioni anche contro qualunque compagnia - non soltanto americana - che «contribuisca significativamente allo sviluppo di gasdotti russi».

Nord Stream 2 unirà la Russia alla Germania, correndo sul fondo del Baltico in parallelo al primo Nord Stream, già in funzione. Un raddoppio contrastato da diversi Paesi Ue, che temono un eccessivo rafforzamento di Gazprom sul mercato europeo, e non approvano la determinazione del Cremlino a escludere l’Ucraina dalle rotte di esportazione del gas, così come intende fare Turkish Stream a Sud, attraverso il mar Nero. Il progetto Nord Stream 2 è al 100% in mano a Gazprom a cui però un gruppo di compagnie europee - le tedesche Uniper e Wintershall, l’anglo-olandese Shell, la francese Engie e l’austriaca Omv - hanno assicurato la copertura di metà dei finanziamenti previsti, 9,5 miliardi di euro. Il gasdotto sarà lungo 1.200 km, con una capacità prevista 55 miliardi di metri cubi l’anno; il completamento dei lavori è previsto nel 2019.

Ma quelle compagnie, ha ricordato giovedì da Berlino l’americana Sandra Oudkirk, sottosegretario di Stato per la diplomazia energetica, sono ad alto rischio sanzioni. Washington intende fermare Nord Stream 2, ha detto chiaro. Aggiungendo che il gasdotto preoccupa gli Stati Uniti sia sul fronte militare che su quello dell’intelligence, perché consentirebbe alla Russia di piazzare sotto il mar Baltico - una regione militarmente sensibile e già congestionata - strumenti e tecnologie di monitoraggio dei Paesi occidentali. Secondo Sandra Oudkirk, Nord Stream 2 è una minaccia perché perpetuerebbe la vulnerabilità europea nei confronti della Russia di altri 30-40 anni. Il sottosegretario di Stato ha respinto l’ipotesi che l’offensiva contro il gasdotto punti piuttosto a favorire l’export Usa di gas naturale liquido: «Gli americani - ha contrattaccato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov - stanno solo cercando brutalmente di promuovere i propri produttori di gas».

A Sochi, Merkel - che non ha mai preso le distanze da Nord Stream - arriva con la decisione dei leader europei di offrire agli Stati Uniti la disponibilità a cooperare più strettamente sul fronte del gas in cambio dell’esenzione permanente per i Paesi Ue dai dazi minacciati su alluminio e acciaio in ingresso negli Usa. Secondo fonti tedesche citate da Wall Street Journal, Merkel in Russia cercherà un compromesso che potrebbe rassicurare le preoccupazioni americane riguardo a Kiev:  Putin dovrebbe continuare a garantire il transito di gas attraverso l’Ucraina, e le relative entrate in diritti di passaggio, anche una volta ultimato Nord Stream 2. Sarà sufficiente per Trump?

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