NUOVA BOCCIATURA

Trump silura via Twitter il «falco» Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale

Con due tweet a metà mattina, Donald Trump fa un’altra vittima eccellente: il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, considerato un «falco» in politica estera

di Riccardo Barlaam


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John Bolton

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK – “You‘re fired”, licenziato in tronco. Come nel reality show “The Apprentice” che conduceva in passato, Donald Trump ha scaricato anche John Bolton, il settantenne Consigliere della sicurezza nazionale, falco interventista, in disaccordo sui principali dossier caldi in politica estera come Iran, Afghanistan e Corea del Nord.

«Ho informato John Bolton ieri notte – ha annunciato il presidente in un tweet – i suoi servizi non sono più richiesti alla Casa Bianca. Sono in forte disaccordo su molte cose, e quindi ho chiesto a John di dimettersi». Bolton ha presentato le dimissioni sul tavolo del presidente che lo ha ringraziato e ha fatto sapere che nominerà la prossima settimana un nuovo Consigliere della sicurezza nazionale. Il quarto da quando è presidente, in un turnover che non ha precedenti alla Casa Bianca.

Vince la linea più prudente di Pompeo
Tra i falchi dell'amministrazione, ha prevalso la linea del segretario di Stato Mike Pompeo a quella di Bolton. La linea del dialogo e dei negoziati del capo della diplomazia di origini abruzzesi, già direttore della Cia. Rispetto alla linea dura a oltranza dell'ex ambasciatore con i “baffoni” che spingeva per il cambiamento di regime in Iran, in Siria, Libia, Venezuela e anche in Corea del Nord.

L’ultimo scontro sul dialogo con i talebani
Gli ultimi punti di disaccordo tra i due sono emersi lo scorso fine settimana, quando Trump ha annunciato di aver cancellato gli incontri a Camp David per firmare un accordo di pace per l'Afghanistan. Incontri organizzati in gran segreto da Pompeo con i leader talebani e il presidente afghano Ashraf Ghani. Trump ha cancellato i negoziati dopo l'ultimo attentato a Kabul rivendicato dai talebani, nel quale sono state uccise 12 persone, tra cui anche un militare americano.

Alla fine il presidente ha deciso di seguire le indicazioni di Pompeo e dopo un briefing di due ore alla Casa Bianca lunedì sera ha scaricato Bolton, ex diplomatico, già commentatore di politica estera e ambasciatore all'Onu con George W. Bush, ritenuto ormai troppo intransigente per gli Stati Uniti sulle partite calde aperte in politica estera. Trump lo aveva nominato Consigliere della sicurezza nazionale nell'aprile del 2018. Il terzo dopo Michael Flynn, costretto ad abbandonare per il Russiagate, ed Herbert Ray McMaster entrato in conflitto subito con il “commander in chief”.

Da mesi a Washington circolavano rumors sulle relazioni tese tra Bolton e Pompeo e su una possibile sua sostituzione. Lo stesso Trump a inizio anno ci aveva scherzato sopra dicendo che amava molto ascoltare le idee di Bolton anche se era spesso in disaccordo con lui.

Per uno strano scherzo del destino, il licenziamento di Bolton è arrivato sulla scia di quella che è stata vissuta come una vittoria di Bolton contro Pompeo, dopo il rifiuto dell'accordo di pace in Afghanistan con i talebani frutto del lavoro negoziale di mesi del Dipartimento di Stato. Bolton era contrario all'accordo di pace. La sua idea era quella del ritiro totale delle truppe statunitensi dall'Afghanistan dopo 18 anni, senza alcun accordo con i militanti. Lasciando le porte spalancate ai nuovi attori che già si sono affacciati nella polveriera afghana, primi tra tutti i cinesi pronti già a profittare economicamente dell'abbandono americano.

Bolton contrario al disgelo con Kim
Bolton, dicono fonti della Casa Bianca, di recente aveva evitato di apparire in televisione pur di non difendere le posizioni dell'amministrazione Trump sull'Afghanistan e sulla Russia. La sua intransigenza aveva creato un muro nel cerchio magico del presidente. Con Trump le differenze di vedute ormai erano non solo di forma ma sostanziali. Bolton non ha mai gradito gli incontri del presidente con il leader nordcoreano Kim Jong-un e i tentativi di arrivare a un accordo sul nucleare. La stessa linea dura con l'Iran. Funzionari della Casa Bianca hanno riferito di discussioni tra Trump e Bolton contro la possibilità di incontrare il presidente Hassan Rouhani. Bolton era contrario all'idea di Trump di far rientrare la Russia nel G-7.

«Ecco il guerrafondaio»
Insomma, ultimamente erano in disaccordo su tutto, tanto che Trump, raccontano i suoi collaboratori, ormai quando lo incontrava lo accoglieva sempre prendendolo in giro: «Ecco il guerrafondaio». Oppure gli domandava, scherzando: «Quali paesi dobbiamo invadere oggi?».
Così nel 18esimo anniversario dell'attentato dell'undici settembre l'America si ritrova senza il Consigliere della sicurezza nazionale. A Robert Costa del Washington Post, Bolton ha detto che è stato lui a offrire le dimissioni. Che ora non vuole dire altro, ma che presto parlerà. Ma ha ribadito la sua “missione”: «La mia unica preoccupazione è stata la sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

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