summit sul clima

Onu, accordo per zero emissioni entro il 2050. Trump a sorpresa in platea

Seduta aperta dal segretario Guterres con un’intervento sull’imprescindibilità della battaglia. Il presidente Usa si siede in platea senza preavviso, la Thunberg: «Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento»


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Trump interviene a sorpresa al vertice Onu sul clima (Afp)

4' di lettura

«Sessantasei paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnate oggi a raggiungere zero emissioni entro il 2050». Lo hanno reso noto le Nazioni Unite nel corso del summit sul clima a New York. L’obiettivo è considerato vitale nella prevenzione di catastrofici cambiamenti climatici a lungo termine. Allo stato attuale, solo una ventina di paesi hanno incluso tale impegno nelle leggi nazionali o fatto piani politici concreti per attuarlo.

L’Unione europea spera di raggiungere un consenso tra i suoi membri entro il 2020. «Ai 66 governi si sono unite 10 regioni, 102 città, 93 imprese e 12 investitori», ha spiegato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres . «Tutti si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2050».

La delusione di Greta
«Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia»: lo ha detto la 16enne attivista svedese Greta Thunberg parlando al Summit sul clima in corso all’Onu. «Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai», ha aggiunto, sottolineando che «il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».

La sorpresa di Trump
Donald Trump si è presentato a sorpresa al vertice sul clima all’Onu. Il presidente americano si è seduto in sala mentre il premier indiano Narendra Modi prende la parola. Trump non avrebbe dovuto partecipare all’incontro pur essendo al Palazzo di Vetro. Trump ha presenziato al vertice sul clima per 15 minuti senza intervenire. Il presidente americano si è limita ad ascoltare gli interventi della cancelliera tedesca Angela Merkel e del premier indiano Narendra
Modi, con il quale Trump si è accompagnato domenica in un maxi
evento stile concerto a Houston, in Texas.

Trump: «Stop alle persecuzioni religiose»
«Gli Stati Uniti chiedono ai paesi del mondo di mettere fine alle persecuzioni religiose», ha detto Trump in un intervento nel quale ha definito la libertà religiosa una delle sue «priorità. Tolleranza vuol dire rispettare il diritto di tutti a esprimere i propri principi religiosi», ha aggiunto.

Merkel incontra Greta
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato Greta Thunberg, a margine della conferenza Onu sul clima. Lo riferisce il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, che ha postato su twitter una foto di Greta e Merkel sedute vicine in due poltroncine mentre parlano. Il portavoce ha postato la foto accompagnandola con la didascalia: «Incontro prima dei discorsi al @UN #ClimateActionSummit».

Il discorso di Guterres
Sul tema del clima, in apertura di seduta, si è a lungo intrattenuto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres: «L’emergenza climatica è una corsa che stiamo perdendo, ma che possiamo vincere. È una crisi causata da noi, e le soluzioni devono venire da noi». Quindi un riferimento alle giovani generazioni: «I giovani stanno portando soluzioni, insistendo sulla responsabilità e chiedendo azioni urgenti. Hanno ragione, la mia generazione ha fallito nella sua responsabilità di proteggere il nostro pianeta. Questo non è un vertice di discorsi sul clima, abbiamo avuto abbastanza discorsi - ha sottolineato Guterres -, non è un vertice di negoziati perché non si negozia con la natura, questo è un vertice di azione sul clima».

La Russia ratifica l’accordo di Parigi
La Russia intanto smette di temporeggiare e, in concomitanza con l’assemblea Onu dedicata al clima, annuncia di aver ratificato l’accordo di Parigi. Per di più con procedura blindata, dato che la firma avviene per mezzo di un ordine esecutivo del premier Dmitri Medvedev. Mosca, insomma, ha deciso di far parte del gruppetto di paesi che stileranno le regole verdi e, così facendo, proteggere «i propri interessi». Non proprio una dimostrazione di sacro fuoco ecologista ma, semmai, tanto pragmatismo, tipico della realpolitik che si respira al Cremlino. Il presidente Vladimir Putin era partito scettico - d’altra parte l’Accademia delle Scienze russa non crede, a oggi, che il climate change sia prodotto dall’uomo bensì un processo naturale - ma nel tempo si è ricreduto e adesso sostiene la necessità di azioni coordinate a livello globale per moderare gli effetti del cambiamento del clima, al netto della posizione ambigua che Mosca ha nei confronti del «green deal».

Macron: «Diventiamo carbonio-neutrali»
«Se vogliamo agire sul clima, dobbiamo dobbiamo muoverci per diventare carbonio-neutrali nel 2050», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando al Summit. «Abbiamo bisogno che i giovani ci aiutino a cambiare le cose», ha aggiunto. Plaudo alla ratificazione dell’Accordo di Parigi da parte della Russia».

Iran, Macron incontra Trump e Rohani
Non di solo clima, tuttavia, vive il summit di New York. Il presidente francese Emmanel Macron ha annunciato a margine dell’assemblea generale dell’Onu di aver parlato informalmente stamane con Trump e che lo incontrerà nuovamente martedì 24 settembre, mentre lunedì sera vede il presidente iraniano Hassan Rohani. Il fronte iraniano è molto caldo. Proprio nella mattinata di lunedì la petroliera svedese che batte bandiera britannica, sequestrata dall’Iran a luglio nello stretto di Hormuz, è stata liberata. Lo annuncia il portavoce del governo iraniano Ali Rabiei. «La procedura legale è stata terminata e le condizioni per liberare la nave cisterna sono state soddisfatte», ha detto Rabiei in una conferenza stampa.

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