dopo il massacro di parkland

Trump agli studenti superstiti delle stragi: «Armiamo gli insegnanti»

Florida: personale autorizzato con armi a scuola


2' di lettura

In America alle armi si risponde con le armi. Sembra questo l’orientamento del presidente Trump dopo l’ultimo massacro in una scuola, a Parkland, in Florida, dove un ex studente di liceo, Nikolas Cruz, ha sparato all’impazzata uccidendo 17 persone. Lo sceriffo della contea della Florida, teatro della sparatoria nella scuola, ha ordinato che alcune persone autorizzate siano munite di fucili nei pressi degli istituti scolastici, mentre nelle stesse ore Donald Trump incontrava gli studenti superstiti dalla strage di Parkland e i familiari delle vittime.

Dopo avere ascoltato le loro drammatiche testimonianze il presidente ha detto di considerare anche l’ipotesi di armare gli insegnanti - appositamente formati - per evitare che si ripeta una strage come quella del giorno di San Valentino. «Capisco che è un'ipotesi controversa, ma siamo qui per ascoltare», ha detto Trump, tornando a garantire che si lavorerà sui controlli e le verifiche cosiddette di “background” per i detentori di armi o potenziali tali. Il presidente ha menzionato la possibillità di alzare i limiti di età per l’acquisto di armi, ed è tornato quindi a rimarcare anche la necessità di vigilare sulla salute mentale. «Ascoltiamo, poi ci mettiamo subito al lavoro. E non solo a parole come in passato. Lo risolveremo», ha affermato.

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Intanto gli studenti, sotto lo slogan “Never again”, hanno lanciato le loro accuse alla politica in un’affollata manifestazione davanti al parlamento della Florida, che ha appena respinto una mozione per bandire le armi d’assalto e i caricatori ad alta capacità. «Si supponeva che questi adulti, questi politici, questi parlamentari ci proteggessero. Invece non l’hanno fatto: quante persone devono morire ancora?». Il sit-in è stato ripetuto anche dai loro coetanei di Washington davanti alla Casa Bianca, in quella che è la prima vera protesta del mondo giovanile e studentesco ad una settimana dal massacro di Parkland.

E i vip dello spettacolo fanno a gara per donare fondi alla “marcia per le nostre vite” organizzata dagli alunni del liceo di Parkland a Washington per il 24 marzo: i primi sono stati i Clooney staccando un assegno da 500 mila dollari, subito emulati dagli Spielberg, dai Katzenberg e da Oprah Winfrey, che li ha paragonati ai “Freedom Riders” degli anni '60, gli attivisti per i diritti civili che percorsero in bus le strade nel Sud degli Stati Uniti per far valere le sentenze della Corte Suprema contro la segregazione sui mezzi di trasporto.

Florida, la coreografa degli studenti: un cuore contro le armi

Gli studenti chiedono azioni incisive, come il bando della vendita delle armi da guerra, il divieto di acquistare armi online o alle fiere eludendo i controlli, togliere il diritto di portare armi alle persone con comportamenti violenti, guardie e metal detector nelle scuole. Ma non sarà facile aprire una breccia così ampia sul parlamento locale né su quello nazionale, dove la potente lobby della armi può contare sull’appoggio sia del partito repubblicano che di molti democratici. Più probabile una svolta “soft”, come quella suggerita da Trump, con maggiori controlli sugli acquisti di armi e il bando del potenziatore delle armi semi-automatiche, usato nella strage di Las Vegas lo scorso ottobre. Ancora troppo poco per gli studenti.

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