le prime mosse del neopresidente usa

Trump subito all’attacco dei media: mentono sull’inaugurazione

di Marco Valsania


default onloading pic
(AFP)

3' di lettura

NEW YORK - Le prime ore da presidente Donald Trump le ha passate a disfare l'eredità liberal di Barack Obama, dalla sanità al cambiamento climatico e ai diritti dei gay. Ma soprattutto le ha spese a vantare i propri meriti e denunciare i demeriti di critici e avversari, in uno sfoggio spesso stridente di rabbia e autodifesa. I media americani sono stati attaccati come il nemico pubblico numero uno: in un controverso discorso alla Cia e nella prima, lunga, dichiarazione serale del suo addetto stampa Sean Spicer alla Casa Bianca, Trump ha aggredito i giornalisti definendoli «tra i più disonesti esseri umani sulla terra». E nel farlo è ricorso ad accuse e informazioni dimostratamente false, spingendo il New York Times a sbugiardarlo, nero su bianco, nel titolo del suo articolo sul neopresidente.

Anche da presidente, Trump contro i media

Trump ha cominciato il suo mandato firmando un ordine esecutivo per dare flessibilità a ministeri e autorità locali nell'applicare Obamacare, una decisione non chiara nelle implicazioni immediate ma certa nel messaggio: la cancellazione della riforma sanitaria del suo predecessore è una priorità, nonostante la maggioranza repubblicana al Congresso debba ancora trovare un'alternativa.

In azioni minori Trump ha “ripulito” il sito della Casa Bianca da pagine e menzioni del cambiamento climatico e dei diritti dei gay, mentre sono comparsi i grandi temi della sua campagna, dal muro anti-immigrati al confine con il Messico alla rinegoziazione di accordi commerciali, dall'incremento delle forze armate alla vittoria contro Isis.

Ma la giornata - mentre Washington veniva invasa pacificamente da centinaia di migliaia di dimostranti contro Trump, una folla forse doppia rispetto all'inaugurazione - è stata dominata per il neopresidente da una visita a Langley, quartier generale della Cia. È da qui che ha infierito di persona sulla stampa «disonesta», affermando che i giornalisti hanno inventato la sua disputa con l'intelligence. Anche se è facilmente verificabile come Trump abbia ripetutamente criticato pesantemente e per iscritto, nei suoi tweet, i servizi segreti per la loro conclusione che la Russia ha interferito a suo favore nelle elezioni con operazioni di hacking. È arrivato a paragonarli alla Germania nazista.

Nel prosieguo del discorso Trump ha assicurato di rispettare gli agenti dell'intelligence «più di chiunque altro al mondo», un complimento già riservato ad altri. Ma ha poi ignorato la comunità di intelligence e le sue sfide preferendo parlare di sè: ha detto di esser certo che tutti i presenti avevano votato per lui e, in una ulteriore digressione, ha assicurato di essere «una persona intelligente» e di sentirsi come se avesse 39 anni. Il direttore dimissionario della Cia, John Brennan, ha fatto sapere di considerare l'atteggiamento di Trump «indegno» e la sua auto-promozione «vergognosa».

Dalla Casa Bianca, nel frattempo, il suo portavoce Spicer ha scagliato un'altra bordata contro i media. Solo in chiusura ha aggiunto rapidamente che Trump ha contattato i leader di Canada e Messico per discutere di come migliorare le relazioni. Prima Spicer ha accusato la stampa di una grave menzogna quando un reporter ha frettolosamente twittato che un busto di Martin Luther King era stato rimosso dalla White House, un errore che era stato rapidamente corretto.

L'accusa principale è stata però quella di aver intenzionalmete usato fotografie viziate o falsificate per mostrare una piccola folla all'inaugurazione. Spicer ha citato barriere e protezioni al verde che avrebbero condizionato «per la prima volta» l'evento e la sua resa nelle immagini, ma simili protezioni erano già in vigore nel 2009 . Ha stimato la folla in oltre 700.000 persone - Trump le ha moltiplicate a 1,5 milioni - ma le foto aeree mostrano fuor di dubbio molta meno gente, con intere zone del cuore della capitale e della spianata del Washington Mall semivuote.

Spicer ha citato numeri errati sull'uso della metropolitana - ha parlato di 420.000 viaggi nella mattinata di venerdì mentre sono stati, dati ufficiali, 193.000 contro i 317.000 del 2009. Per l’intera giornata sono stati 570.000 contro i quasi 800.000 del 2013 e gli 1,1 milioni di 2009, la prima inaugurazione di Obama. I rating tv hanno a loro volta rivelato circa 30 milioni di telespettatori contro i quasi 38 milioni del 2009.

Il vanto di Trump e dei suoi collaboratori di esser stati protagonisti della più grande e guardata inaugurazione della storia è così, per prendere in prestito le parole di Spicer, falso. Anche se Spicer ha minacciato che sarà la stampa a essere chiamata dall'amministrazione Trump a rispondere delle sue «menzogne».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...