terza volta nella storia

Impeachment, Trump accusato di abuso di potere e ostruzione. Ok in commissione alla Camera

La Camera a maggioranza democratica voterà per accusare il Presidente di abuso di potere e ostruzione del Congresso nella vicenda ucraina. Intanto l'indagine interna dell'Ispettore Generale del Dipartimento della Giustizia ha trovato gravi errori ma non complotti nelle indagini dell'Fbi sulle relazioni pericolose del magnate con Putin

di Marco Valsania


Usa, Pelosi: "Procediamo con articoli di impeachment per Trump"

4' di lettura

NEW YORK - Abuso di potere e ostruzione del Congresso. Sono i due “articoli” che saranno messi al voto per l'impeachment di Donald Trump nella vicenda del cosiddetto Ucrainagate. Ad annuciarlo è stata la presidente della commissione giustizia Jerrold Nadler, sostenendo che il presidente ha «messo se stesso davanti al paese» minacciandone la sicurezza, corrompendo le elezioni e violando la costituzione.È la terza volta nella storia degli Usa che vengono proposti capi di imputazione per la messa in stato d'accusa del presidente.

Dalle indagini sono emerse «prove schiaccianti e incontestabili, non ci ha lasciato altra scelta», ha detto il presidente della commissione intelligence Adam Sxchiff che ha coordinato le indagini dei dem. «Ha cercato aiuto dall'Ucraina per i suoi interessi personali, essere rieletto, e non per il bene del Paese. E la sua cattiva condotta continua ancora in questi giorni», ha aggiunto Schiff.

Non è l’unica novità della giornata. Mentre la Camera a maggioranza democratica si prepara a votare, l’inchiesta dell’Fbi sul Russiagate, cioè sugli originali sospetti di legami illeciti tra la campagna di Trump e Mosca, viene dichiarata legittima. Anche se gli agenti federali si sono resi responsabili di «significative mancanze» nella loro condotta.

Legittima l’inchiesta dell’Fbi
Il giudizio sul Russiagate, la madre di tutti gli scandali della Casa Bianca, è contenuto nell’attesissimo rapporto della authority interna di controllo dello stesso Dipartimento della Giustizia, l’ufficio dell’Ispettore Generale Michael Horowitz: 400 pagine che vorrebbero dire l’ultima parola sullo scandalo. Ma che, dato il verdetto con luci e ombre, promettono al contrario di infiammare ancora la battaglia politica.

Da una parte i repubblicani, che difendono a spada tratta Trump e accusano i critici di cospirazioni ai suoi danni. Dall’altra i democratici, che denunciano gli avversari come disposti a chiudere gli occhi su gravi violazioni prima della campagna di Trump e poi di Trump da Presidente.

«Non abbiamo trovato alcuna prova, documenti o testimonianze, che pregiudizi politici o motivazioni improprie abbiano influenzato» le decisioni di far scattare l’inchiesta sul Russiagate, ha fatto sapere Horowitz.

La difesa a oltranza del segretario alla Giustizia
L’ispettore ha interrogato centinaia di persone e visionato oltre un milione di documenti per completare la sua analisi. Ma in un segno della tensione che rimane alta il Segretario alla Giustizia William Barr, che sta conducendo un ulteriore, separato esame sulle origini del Russiagate con la tesi cha sia stato un tentativo di golpe anti-Tump, ha subito dichiarato pubblicamente di non condividere il giudizio dell’Ispettore Generale, che cioè l’inchiesta sul Presidente e la sua campagna elettorale fosse giustificata. Barr ha definito quelle indagini «intrusive» e basate «su sospetti estremamente aleatori».

Il rapporto: nessuna cospirazione
Il rapporto, come indicato, esclude che l’Fbi si sia prestato a una cospirazione anti-Trump nel lanciare e condurre le sue indagini sulle relazioni pericolose tra la campagna del candidato repubblicano e Mosca, impegnata a interferire nelle elezioni degli Stati Uniti nel 2016.

E conclude che l’agenzia federale aveva valide ragioni per aprire l’inchiesta nel 2016, che avrebbe poi ha trovato sbocco nel Mueller Report, l’indagine del procuratore speciale Robert Mueller.

Il fronte Ucrainagate
Sono affermazioni che confortano l’opposizione democratica in un momento cruciale, quando è protagonista d’una nuova offensiva: lo sforzo di impeachment di Trump, accusato di aver orchestrato negli ultimi mesi un vero e proprio ricatto all’alleato Ucraina per influenzare indebitamente questa volta le elezioni del 2020.

Trump accusato di pressioni su Kiev per danneggiare Biden
Trump avrebbe bloccato aiuti militari e sostegno politico a Kiev, impegnata in un conflitto armato con Mosca, chiedendo in cambio indagini, dai più oltretutto considerate infondate, contro il rivale democratico Joe Biden.

Al voto giovedì sull’impeachment
Venerdì 13 dicembre la Commissione Giustizia della Camera ha approvato i due capi d’accusa, aprendo la strada al voto dell’aula. I legali democratici hanno affermato che il Presidente rappresenta un «chiaro e presente pericolo» per le elezioni del prossimo novembre e va quindi rimosso. Se l’approvazione della Camera, a maggioranza democratica, appare scontata, è tutta un’altra storia quella del Senato, controllato dai Repubblicani e dove serve una super-maggioranza di due terzi per approvare definitivamente l’impeachment.

Tornando al Russiagate, l’Ispettore Generale Michael Horowitz, ha tuttavia anche dato credibilità ad almeno una parte delle critiche mosse dalla Casa Bianca all’Fbi e agli inquirenti. Ha denunciato gli errori dell’organismo nell’investigare il caso - un’operazione battezzata Crossfire Hurricane. Ha scoperto che l’Fbi era in possesso di informazioni che sollevavano dubbi su alcuni aspetti dello scandalo e che non le ha comunicate né al Dipartimento, né allo speciale tribunale che doveva approvare le operazioni di sorveglianza della campagna Trump.

Errori da parte di agenti
In particolare il rapporto esamina le indagini su Carter Page, allora consigliere di Trump. Tre diverse squadre di agenti avrebbero commesso errori «fondamentali» che mettono in dubbio «la gestione della catena di comando». L’Fbi avrebbe in particolare rafforzato ad arte le sue richieste alla corte speciale, la Fisa, che doveva autorizzare la sorveglianza di Page. Avrebbe omesso, tra l’altro, che Page aveva già cooperato con la Cia a proposito di contatti con funzionari russi.

Un legale di basso livello dell’Fbi avrebbe persino alterato un documento presentato in corte era facilitare la procedura e potrebbe essere incriminato. Più in generale l’Fbi avrebbe fatto uso eccessivo, nonostante la mancanza di prove, del cosiddetto Dossier Steele, compilato da un ex agente segreto britannici per contro di oppositori di Trump.

Horowitz, nonostante gli errori riscontrati, conclude tuttavia che l’Fbi non ha aperto l’inchiesta sulla base dello Steele Dossier oppure di altre motivazioni partigiane che la squalifichino. L’agenzia investigativa ha anzi seguito le tradizionali procedure per decidere di indagare. Che prescrivono «ragionevoli indicazioni» dell’esistenza di un possibile reato o di una minaccia alla sicurezza nazionale.

Articolo aggiornato il 13 dicembre alle 16.49

Per approfondire:
La decadenza dell'impero americano all'ombra dell'impeachment
Trump, abuso di potere e ostruzionismo: «Merita l'impeachment

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...