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Trump vara sussidi per i disoccupati e sospende le imposte sui salari

Il presidente firma quattro ordini esecutivi a sostegno dell’economia. Sospesi gli sfratti e le rate dei mutui degli studenti. I casi di Covid superano 5 milioni

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

(AFP)

4' di lettura

NEW YORK - In assenza di un accordo al Congresso per i nuovi aiuti anti crisi per il coronavirus, Donald Trump ha firmato quattro ordini esecutivi con una serie di misure di sostegno all'economia. Vengono reintrodotti i sussidi aggiuntivi alla disoccupazione di 600 dollari settimanali, scaduti a fine luglio, ma diminuiti a 400 dollari a settimana «per non disincentivare i disoccupati a cercare un nuovo lavoro», ha detto. Con altri decreti il presidente ha sospeso il pagamento della “payroll tax” dal primo agosto sino a fine anno, cioè una parte delle imposte federali sui salari che pesa sui datori di lavoro e sui lavoratori. Sospesi anche gli sfratti per gli affitti non pagati e il pagamento delle rate dei prestiti degli studenti universitari.

Congresso bypassato
Non è chiaro come il presidente americano possa autorizzare i nuovi sussidi bypassando di fatto il Congresso. Il potere esecutivo negli Stati Uniti ha limiti precisi: Trump non può approvare nessuna nuova legge di spesa – un potere che la Costituzione americana attribuisce al Congresso – ma solo eventualmente spostare in avanti il pagamento delle scadenze previste. I sussidi di disoccupazione, stabilisce il provvedimento, saranno pagati utilizzando il Disaster Relief Fund, fondi governativi di solito utilizzati per le emergenze come calamità naturali. I sussidi di disoccupazione extra da 400 dollari settimanali saranno disponibili fino al 6 dicembre, circa un mese dopo le elezioni del 3 novembre.

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Lo stop alle tasse sui salari
Da mesi l'amministrazione Trump aveva messo a punto una proposta di taglio delle imposte sui salari ai lavoratori dipendenti, che segue la riforma delle imposte aziendali del gennaio 2018 che ha ridotto le aliquote per le tasse federali alle società dal 35% al 21%. Trump aveva proposto ai senatori repubblicani di inserire l’eliminazione della “payroll tax” nel nuovo pacchetto di aiuti federali varato dal Senato. La “payroll tax” è una tassa federale che pesa per il 6,2% sulle buste paga, utilizzata per finanziare i programmi di assistenza sanitaria Medicare e quelli previdenziali legati al Social Security. Il taglio della “payroll tax” aiuterebbe i dipendenti ma anche le imprese riducendo il costo del lavoro. Una mossa che lo avrebbe rafforzato in vista delle elezioni, anche se avrebbe fatto salire alle stelle il deficit federale già schizzato a livelli record con la sua amministrazione e con previsioni di ulteriore peggioramento per i vari programmi di aiuto alla crisi del coronavirus. I senatori repubblicani non hanno ritenuto di inserire questa misura nel nuovo pacchetto per l'emergenza Covid perché ritenuta troppo costosa per i bilanci federali. Trump alla fine ha deciso di far da sé, introducendo non un taglio della “payroll tax” ma una sospensione della tassa, a meno di tre mesi dalle elezioni. Per aiutare certo lavoratori e datori di lavori ma anche per cercare di rilanziare le sue chance di rielezione.

Negoziati bloccati
«Se i democratici continueranno a tenere in ostaggio questo piano di aiuti, io userò i miei poteri presidenziali per dare agli americani i fondi di cui hanno bisogno», aveva detto Trump in una conferenza stampa dal suo golf club di Bedminster, in New Jersey. I negoziati sui nuovi aiuti economici contro la crisi del coronavirus al Congresso sono finiti in un vicolo cieco venerdì, dopo due settimane di negoziati a porte chiuse tra i quattro leader di maggioranza e opposizione.

Due proposte
I democratici hanno offerto di ridurre il loro pacchetto di aiuti per il coronavirus da 3.400 miliardi di dollari, varato dalla Camera a maggio. Dall'altro lato, almeno un terzo dei repubblicani è favorevole a più che raddoppiare la contro-proposta da mille miliardi varata dal Senato.Nel pacchetto democratico ci sono anche mille miliardi di finanziamenti a città e stati. Per ragioni elettorali Trump e i repubblicani rifiutano di sostenere gli enti locali, in prima linea nella lotta alla pandemia, molti a guida democratica.

Il deficit degli enti locali
Il 90% delle città americane prevede un deficit di bilancio nell'anno fiscale in corso a causa del coronavirus. Il numero di default dei bond municipali è ai massimi dalla crisi subprime. Oltre 300 sindaci questa settimana hanno scritto una lettera a Trump nella quale lamentano la mancanza di risorse e chiedono aiuti federali straordinari per 250 miliardi. I governatori di molti stati americani, sia democratici che repubblicani, hanno chiesto al Congresso 500 miliardi di finanziamenti.

Trenta milioni di senza lavoro
Oltre trenta milioni di americani hanno perso il lavoro a causa del coronavirus. Molti di questi posti di lavoro non torneranno perché tante attività, come nel turismo, non ripartiranno subito. A New York diversi hotel super lusso come il Peninsula hanno spostato la riapertura al 2021. Tutto il personale è a casa. Molti americani non riescono a pagare gli affitti e le bollette. Per evitare il taglio della luce 32 stati hanno imposto alle utilities il divieto di tagliare le utenze in caso di morosità. Molti di questi divieti sono scaduti a maggio, per altri stati la scadenza è fissata a settembre. In North Carolina, ad esempio, nell'ultimo trimestre le bollette non pagate hanno raggiunto la cifra di 218 milioni di dollari. Il conto è pesante per le società elettriche con i consumi in aumento nel periodo estivo per l'aria condizionata.

I casi di coronavirus oltre i 5 milioni
La crisi del coronavirus sta mettendo in luce le diseguaglianze della società americana. Tanti sono finiti sotto la soglia della povertà.Trump sostiene “che il virus sta scomparendo”. Ma i casi di Covid-19 negli Usa, pur registrando una leggera diminuzione, sono arrivati superare il tetto dei 5 milioni. I morti sono oltre 160mila.Secondo il Cdc stanno aumentando i casi di Covid anche tra i bambini. Un terzo dei bambini ricoverati per Covid finisce in terapia, sostiene lo studio dell'agenzia federale che ha analizzato i dati di 576 ospedali pediatrici in 14 stati. Afroamericani e latini sono i bimbi che si ammalano di più.

Il maxi raduno dei bikers
A Sturgis, in South Dakota, in questo fine settimana sono arrivati biker da tutto il paese per il Motorcycle Rally, un festival musicale di 10 giorni nel quale è prevista la partecipazione di oltre 250mila persone. Maxi-evento che tra musica, birra e moto potrebbe essere diventare un cluster esplosivo per la diffusione di nuovi casi di coronavirus.

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