INCONTRO ALLA CASA BIANCA

Trump vede il ceo di Google: chiede garanzie su Cina e politica

di Marco Valsania

La proposta di Trump a marzo: chiesto a Cina via dazi su prodotti agricoli

2' di lettura

NEW YORK - Donald Trump ha incontrato a sorpresa il chief executive di Google Sundar Pichai alla Casa Bianca per discutere dei rapporti di business del gruppo con la Cina e dell'atteggiamento politico in patria del re dei motori di ricerca, due grandi preoccupazioni del Presidente. E Trump ha assicurato di aver ottenuto soddisfazione da Pichai: in un tweet serale ha detto che il top executive ha «espresso con forza il completo impegno a favore delle forze armate statunitensi, non dell'esercito cinese».

Stando a Trump, accanto al delicato capitolo cinese, Pichai ha anche «discusso dell'equilibrio politico e di varie altre cose che Google può fare per il Paese. L'incontro si è concluso molto bene!». Il Presidente ha spesso accusato i social media statunitensi di pregiudizi contro di lui e di favorire opinioni progressiste a quelle conservatrici, un'accusa sempre respinta delle società. Google ha commentato di essere stata a sua volta «soddisfatta dell'incontro costruttivo».

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Il dirigente di Google si è recato a Washington per discutere i progetti in Cina, compresi incontri con il capo degli stati maggiori riuniti delle forze armate americane, generale Joseph Dunford. Il meeting con Trump non era però nel calendario ufficiale.

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Washington e Pechino sono al centro di un difficile momento tra incerti negoziati commerciali, timori di spionaggio e controllo di future infrastrutture strategiche globali quali la rete 5G per le comunicazioni mobili, e aggressività militare in Asia.

Secondo alcune indiscrezioni, Google sta pensando a un motore di ricerca censurato nella potenza asiatica che rispetti quindi i rigidi dettami del governo di Pechino su Internet. Il sito investigativo The Intercept ha rivelato che Google sta conducendo un'analisi - o meglio una “performance review” - del controverso progetto che ha il nome in codice Dragonfly. L'esame è stato affidato a un ristretto e segreto gruppo di alti funzionari di Google, una pratica altamente insolita per la stessa azienda. I temi censurati andrebbero dai diritti umani alla democrazia, dalla religione al diritto a proteste pacifiche.

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