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Trump, visita a sorpresa in Afghanistan: «Negoziati di pace con i talebani»

Il presidente americano, per la prima volta nel Paese, mangia il tacchino con i militari, conferma la riduzione del contingente e spera in un cessate il fuoco a breve

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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(AFP)

3' di lettura

NEW YORK - È tradizione che il presidente americano visiti i militari all'estero durante la Festa del ringraziamento. Donald Trump ieri a sorpresa, per la prima volta, si è recato per una visita lampo rimasta segreta fino all'ultimo minuto in Afghanistan, per salutare i militari americani nella base aerea di Bagram, vicino a Kabul, quello che è il contingente Usa da più tempo all'estero, impegnato in una guerra cominciata 18 anni fa.

Nell'occasione il presidente ha annunciato la ripresa dei negoziati di pace con i talebani e ha detto che spera si possa arrivare a un cessate il fuoco imminente. «I talebani ora vogliono davvero raggiungere un accordo per un cessate il fuoco. Credo che lavorerò in questa direzione», ha detto Trump.

Secondo viaggio in zone di guerra
Si tratta della seconda visita del presidente americano in una zona di guerra. Trump aveva incontrato le truppe in Iraq, anche quella volta in un viaggio a sorpresa, il giorno di Santo Stefano dello scorso anno. «Io sono qui oggi non solo per dirvi Happy Thanksgiving, ma anche per ringraziarvi», ha detto il presidente ai militari radunati in un hangar dell'aeroporto. Dopodiché Trump ha servito il tacchino ai militari nella mensa e ha posato per le foto con molti di loro.

Il presidente americano ha incontrato anche il presidente afghano Ashraf Ghani e ha confermato l'intenzione di ridurre al più presto il numero di militari americani, dispiegati nella coalizione internazionale arrivata a combattere i talebani dopo l'11 settembre 2001, a 8.600 unità dagli attuali 13mila. Uno dei punti del suo programma elettorale era quello di riportare a casa i soldati americani dalle guerre infinite, prima tra tutte quella in Afghanistan. Il presidente più volte ha ribadito la sua posizione, così come ha fatto anche in occasione di quest’ultima visita, sostenendo che i soldati americani, «i migliori che ci sono», non possono essere «la polizia del mondo».

Dopo mesi di negoziati di pace nel settembre scorso Trump ha annullato l'incontro tra le parti per firmare un accordo di pace a Camp David, in seguito a un attentato dei talebani. «Hanno ucciso 12 persone, non hanno il potere di negoziare», aveva twittato subito dopo, annunciando la cancellazione del vertice. L'accordo di pace per l'Afghanistan era pronto, al termine di mesi di trattative tra le parti. Avrebbe dovuto essere annunciato al termine di un meeting con i leader dei talebani e il presidente afghano Ghani, ex funzionario della Banca mondiale.

La situazione in Afghanistan
I talebani controllano gran parte delle regioni rurali dell'Afghanistan. E rappresentano ancora una minaccia alla pace e alla stabilità del paese, forti ancora di un numero di miliziani stimati tra le 40 e le 60mila persone. Non riconoscono il governo di Ghani, che ritengono essere un “fantoccio” degli occidentali. E vogliono rientrare nella partita per la spartizione del potere. Il voto delle elezioni politiche di settembre, finito con un esito incerto, ha complicato il quadro, con Ghani che cerca un secondo termine per portare avanti il suo lavoro nonostante l'ostilità dei talebani che chiedono più potere.

In Afghanistan la situazione è tutt'altro che stabile. Nel 2018 secondo l'Onu sono stati uccisi 3800 civili, tra cui mille bambini. Il più alto numero di vittime tra la popolazione in un anno. Quest'anno finora hanno perso la vita 19 militari americani. Dall'inizio della guerra in Afghanistan hanno perso la vita oltre 2mila militari americani.

Per approfondire:
Corrispondenze afghane, storie da un conflitto dimenticato
Afghanistan, duplice esplosione in moschea: almeno 62 morti
Afghanistan, drone Usa uccide 30 civili

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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