ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa manovra fiscale britannica

Truss tira dritto: sì al taglio delle tasse nonostante le turbolenze sui mercati

Il primo ministro del Regno Unito difende le sue scelte mentre riprendono le vendite dei titoli di Stato e i rendimenti salgono

di Nicol Degli Innocenti

La premier britannica Liz Truss (Reuters)

3' di lettura

LONDRA - Liz Truss è riemersa oggi per rassicurare i mercati, ma la “mission impossible” è fallita. La premier britannica, che era rimasta invisibile negli ultimi giorni di tempesta finanziaria, ha rilasciato una serie di interviste, insistendo che il Governo intende proseguire con la sua strategia di indebitarsi ulteriormente per tagliare le tasse con l'obiettivo di rilanciare la crescita.

«Il nostro piano è corretto», ha detto la Truss,dichiarando che il suo Governo è pronto «a prendere decisioni difficili» per il bene del Paese. La turbolenza sui mercati passerà, mentre le misure annunciate venerdì scorso porteranno a un aumento della produttività e faranno crescere il Pil del 2,5% all'anno, eliminando il rischio di recessione già segnalato dalla Banca d'Inghilterra.

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Mercati all’attacco

I mercati non hanno reagito positivamente alla determinazione della premier di mantenere la rotta, ignorando le critiche di molti economisti, del Fondo monetario internazionale, dell'opposizione ma anche di un numero crescente di deputati conservatori. La sterlina ha perso lo 0,9% sul dollaro, mentre i rendimenti sui titoli di stato a lunga scadenza sono tornati a salire, segnalando una mancanza di fiducia nel Governo.

Mercoledì la Banca d'Inghilterra era stata costretta a intervenire acquistando gilt a 10 e 20 anni, una misura senza precedenti che costerà 65 miliardi di sterline, che ha evitato il tracollo imminente di molti fondi pensione britannici. La Banca aveva avvertito di un «rischio materiale per la stabilità finanziaria del Regno Unito».

Mark Carney, ex governatore della Banca d'Inghilterra fino al 2020, oggi ha accusato il Governo di agire in modo irresponsabile, di fatto remando contro la BoE che è dovuta correre ai ripari per tamponare una ferita del tutto auto-inflitta. Può darsi che il piano della Truss porti a una maggiore crescita, ha detto Carney, ma ci vorrà molto tempo e nel frattempo la reputazione della Gran Bretagna come Paese “fiscalmente responsabile” è stata gravemente danneggiata.

La premier si difende

La Truss oggi ha puntato il dito contro la turbolenza sui mercati globali, dichiarando che le motivazioni per il calo della sterlina e la corsa alla vendita di titoli di Stato britannici sono da cercare all'estero. «Questo è un problema globale -, ha detto -. Il Governo ha agito correttamente in un periodo difficile. La situazione internazionale è difficile e serviva un'azione decisa da parte del Governo. Abbiamo messo il Paese sulla giusta traiettoria sul lungo termine».

Alla domanda se la decisione di eliminare l'aliquota massima del 45% per chi guadagna oltre 150mila sterline all'anno sia giusta in un periodo di aumento del costo della vita e recessione che incombe, la premier ha risposto «la recessione non è giusta». Il Tesoro si è impegnato a presentare un piano fiscale di medio termine il 23 novembre, spiegando in dettaglio come intende ridurre l'indebitamento. L'aspettativa è che il Governo intenda tagliare la spesa pubblica e non procedere con il previsto aumento delle pensioni sociali e dei sussidi per i meno abbienti, per compensare i 45 miliardi di sterline di tagli alle tasse che ha annunciato. Dopo molti anni di austerità, misure simili sarebbero estremamente impopolari e potrebbero esacerbare le tensioni sociali, con proteste e scioperi di massa. L'inflazione a due cifre e l'aumento delle bollette stanno facendo lievitare il costo della vita e la gente è preoccupata in vista dell'inverno. Al carovita ora si è aggiunto l'aumento dei tassi d'interesse e la paralisi del mercato immobiliare: in seguito alla tempesta degli ultimi giorni il 41% dei mutui sono stati sospesi. Le banche hanno deciso di non erogare nuovi mutui a causa dell'incertezza sull'andamento dei tassi d'interesse.


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