Social all’attacco

Trussardi nel mirino di Diet Prada: accuse di razzismo allo sketch di Michelle Hunziker

Sotto accusa una scena di Striscia la Notizia con protagonista la conduttrice, moglie di Tomaso Trussardi. Lei e l’azienda si scusano con dei post: basteranno a evitare i danni che subirono Dolce&Gabbana nel 2018?

di Redazione Moda

Gaffe a Striscia, Hunziker chiede scusa: “Sono contro ogni discriminazione”

2' di lettura

Diet Prada colpisce ancora: dopo il caso di Dolce&Gabbana del 2018, con l’azienda accusata di aver diffuso una campagna pubblicitaria in tre video pubblicati su Weibo con atteggiamenti giudicati razzisti nei confronti della comunità asiatica, anche Trussardi finisce nel mirino dell’attento account Instagram da 2,7 milioni di follower che esamina e denuncia i passi falsi dell’industria della moda. Stavolta sotto la lente di Diet Prada è finito uno sketch di Michelle Hunziker, moglie di Tomaso Trussardi, presidente dell’azienda di famiglia, nell’ambito di una puntata di Striscia la Notizia, il programma satirico di Canale5: insieme al co-conduttore, Gerry Scotti, Hunziker ha imitato la pronuncia cinese allungando il taglio degli occhi.

Diet Prada, fondata e alimentata negli Stati Uniti dal lavoro di due ex stilisti, di cui uno di origini asiatiche, non ha esitato a criticare fortemente l’accaduto, raccontando lo sviluppo dei fatti e citando che l’Italia è il Paese europeo con la più numerosa comunità cinese, composta da 310mila persone. Oltre 11.300 i commenti indignati all’accaduto.

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Da parte sua, Michelle Hunziker ha pubblicato un video di scuse sul suo profilo Instagram, accompagnandolo con questo testo: «Nella mia carriera vi ho sempre ascoltato con attenzione e ho imparato dai vostri feedback giorno dopo giorno. Sono profondamente dispiaciuta per ciò che è accaduto ieri sera e per tutte le persone che ho offeso. Non era mia intenzione farlo. Ribadisco che sono sempre stata contro qualsiasi forma di discriminazione. Grazie».

Poco dopo, anche sull’account Instagram di Trussardi è apparso un altro post di scuse, a firma del ceo Sebastian Suhl, arrivato in azienda a novembre dello scorso anno per seguire il rilancio della casa del levriero, soprattutto all’estero: «Trussardi nasce come un brand di lifestyle inclusivo. Come azienda condanniamo il razzismo e la discriminazione in ogni sua forma - si legge -. Qualsiasi associazione di Trussardi a episodi di razzismo è priva di fondamento. L’inclusività è un valore in cui crediamo ed è ciò che sta trainando il corso di Trussardi sotto la nuova guida. Siamo vicini alla comunità italo-asiatica e a tutte le comunità asiatiche del mondo»

Quali conseguenze avrà, se ne avrà, quello che è accaduto sul business di Trussardi nel prezioso mercato cinese, dove è presente già dal 2002? Dopo i post di accusa di Diet Prada, Dolce&Gabbana furono costretti ad annullare la sfilata-evento di Shanghai e le loro vendite subirono un boicottaggio nelle settimane successive. I due stilisti si scusarono con un video, ma poche settimane fa è stato reso noto come abbiano in realtà anche citato in causa Diet Prada chiedendo danni per un totale di quattro milioni di euro.

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