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Tu sparala grossa, vedrai che qualcuno ci crederà

Chiamandole in inglese abbiamo pensato che fossero una novità di oggi, ma le fake news sono antiche quanto il mondo. Da Nerone “il piromane” alle dicerie su Carola Rackete, passando per la Donazione di Costantino e i Protocolli dei Savi di Sion: la fabbrica dei falsi non chiude mai. Vogliamo davvero provare a debellare le bufale? Incominciamo a leggere qualche buon libro di storia

di Giorgio Ieranò

1' di lettura

Le bugie hanno le gambe lunghe. Condizionano le idee, determinano le azioni, mettono in moto la storia. Oggi le chiamiamo «fake news» ma esistono da sempre, sotto nomi diversi. Una delle fake news più famose è stata, per esempio, quella che attribuiva all'imperatore Costantino un decreto che accordava alla Chiesa il dominio sull'Italia e sulla parte occidentale dell'impero. Non era vero, il decreto non è mai esistito: ma senza il sostegno del (falso) testo che ce lo ha trasmesso, probabilmente i Papi avrebbero fatto molto più fatica a imporre il loro potere temporale e a difendere l'autorità ecclesiastica dalle mire imperiali. E, senza quel testo, probabilmente anche i nostri Capodanni sarebbero diversi.

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