arte

Tullio Crali, futurista ad oltranza

Una mostra a lui dedicata dalla Estorick Collection rende merito all’erede di Marinetti

di Nicol Degli Innocenti

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Tullio Crali. Lights at Sunset in Ostia, 1930. (Tramonto di luci a Ostia). Oil on plywood. 44 x 58 cm

Una mostra a lui dedicata dalla Estorick Collection rende merito all’erede di Marinetti


3' di lettura

Per alcuni artisti il Futurismo è stato una passione temporanea, per altri un carro sul quale saltare, per altri ancora una fase della loro carriera dalla quale hanno poi preso le distanze. Tullio Crali invece è stato un futurista a vita, convinto che il movimento non si limitasse all'arte ma fosse una filosofia esistenziale, un atteggiamento verso il mondo, una parte integrante del suo essere, una missione da compiere senza limiti di tempo.
Una mostra rivelatrice alla Estorick Collection di Londra, la prima personale dedicata a Crali in Gran Bretagna, presenta le straordinarie opere di questo artista poco conosciuto all'estero e ancora non abbastanza celebrato in patria.

Nel 1925, a soli 15 anni, Crali aveva letto un articolo sul Futurismo che lo aveva “convertito”. Tre anni dopo aveva fatto il suo primo disegno futurista, presente tra le 60 opere in mostra a Londra. Aveva toccato il cielo con un dito quando nel 1929 il fondatore Filippo Tommaso Marinetti aveva risposto a una sua lettera invitando formalmente a far parte del movimento. “Non ho riprovato un'emozione simile fino al giorno del mio matrimonio”, scrisse.

Marinetti aveva visto giusto quando, poco prima di morire nel 1944, diede a Crali l'incarico di tenere viva la fiamma del movimento futurista. Nel 1950, a un incontro a casa di Benedetta Marinetti a Milano, si trovò in contrasto con lei e altri membri che avevano sancito la fine del movimento.
“Non so chi mi diede la forza di continuare, ma penso che se in questi momenti uno non abbandona, è perché si trova sulla sua strada, - scrisse -. Vi è in noi qualcosa che non sappiamo né possiamo comandare ma a cui sentiamo di ubbidire. Dopo tanti anni mi trovo ad ubbidire e mi trovo ancora e sempre con il futurismo addosso”.

Crali era nato per essere un futurista, dato che il suo amore per la velocità, la sua passione per il volo, il suo interesse per il movimento e la modernità, erano genuini e profondi. Amava volare (“Lassù tutto è meraviglioso”, disse) e per tutta la vita ha mantenuto stretti rapporti con le Frecce Tricolori, come si vede da “Ali tricolori” del 1932 fino a “Festa tricolore in cielo” del 1986.

E' stato il più grande esponente dell'aeropittura, creando quadri vertiginosi, prospettive dinamiche e un perfetto equilibrio tra arte figurativa e astratta.
Nei quadri di Crali non c'è traccia di meccanica freddezza. La sua umanità traspare in ogni opera. In “Simultaneità aerea” vediamo l'occhio del pilota assieme al paesaggio e ai suoi macchinari e condividiamo la sua esilarante ascesa, ma anche la sua concentrazione. In “Cintura di sgancio in volo” è la mano del pilota in primo piano, colta nell'attimo prima dell'azione. I quadri hanno un'energia insopprimibile, una carica vitale che li rende estremamente moderni.

“Le forze della curva” è una sublime composizione che coglie l'attimo subito dopo che una macchina veloce ha svoltato, lasciando un turbinìo di movimento, colori e forme. L'uso del colore, parte integrante del dinamismo della composizione, è un'altra caratteristica che distingue Crali.

L’eruzione
Crali è riuscito a dare energia e vita anche ai sassi. Letteralmente: basti guardare il suo “L'eruzione” una scultura dinamica creata con sassi su legno. Appassionato di geologia, ha raccolto rocce, ciottoli e alghe e negli anni Sessanta e Settanta ha creato le originalissime “Sassintesi”, fusione di sassi e sintesi, sculture tridimensionali su tela – ai quali è dedicata una sala. In mostra anche i diari di Crali, raramente esposti, che raccontano la sua atmosfera privata.

A guardare gli straordinari quadri esposti alla Estorick sembra incredibile che Crali sia stato escluso dalla grande mostra Futurismo & Futurismi del 1986 a Palazzo Grassi, a Venezia. Un'omissione ingiustificabile che lo deluse profondamente e uno sgarbo che la mostra londinese punta a riparare.

Le mostre migliori sono il risultato di collaborazioni riuscite, che sono rare quanto le congiunzioni astrali. Il successo della retrospettiva dedicata a Crali ne è un esempio: è riuscita grazie alla lungimiranza della Estorick, guidata da Roberta Cremoncini, dedicata a rilanciare l'arte moderna italiana in Gran Bretagna; alla generosità di Anna Bartolozzi Crali e delle sue figlie, che hanno messo a disposizione l'archivio di famiglia; e all'entusiasmo, grande impegno e profonda conoscenza dei due curator, Christopher Adams della Estorick e la storica dell'arte italiana Barbara Martorelli.
Tullio Crali: A Futurist Life, fino all'11 aprile 2020, Estorick Collection, Londra

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