IL RICORDO DEL PROF. CILIBERTO

Tullio Gregory, studioso severo ed esigente che amava la vita

di Michele Ciliberto

2' di lettura

Ho conosciuto Tullio Gregory nel novembre del 1968, appena laureato. Fu il mio maestro, Eugenio Garin, che lo stimava molto, a propormi di concorrere a una borsa di studio del Lessico intellettuale europeo, che Gregory aveva appena fondato. In verità, quando me lo propose io cercai di sottrarmi: mi era laureato sulla fortuna di Machiavelli nel Novecento e avrei dovuto preparare un Lessico di Giordano Bruno, un autore che non amavo in modo particolare. Ma ricordo ancora l'argomento che Garin usò per convincermi: se vuole diventare un bravo studioso deve scendere di alcuni secoli . È bene che lasci la fortuna di Machiavelli e si metta a studiare Bruno. Cosa che in effetti feci: il Lessico di Giordano Bruno uscì infatti nel 1979.

Fu in quegli anni che cominciò una frequentazione, diventata poi una saldissima amicizia, con Tullio Gregory. E fu al Lessico che io feci con lui una esperienza fondamentale per la mia formazione di studioso come aveva previsto Garin: fu lì che imparai a capire fino in fondo l'importanza del testo, dei lemmi, delle parole di cui un‘opera è costituita, ad apprezzare il valore delle varianti, degli strati attraverso cui essa si svolge. Una esperienza fondamentale, da ogni punto di vista.

Ma Gregory, per me come per tanti di noi, è stato importante anche per altri motivi: per l'importanza decisiva che attribuiva alle istituzioni, all'impegno istituzionale. E anche qui ebbi la fortuna di vederlo all'opera, alla Enciclopedia Treccani e alla Accademia dei Lincei: due grandi istituzioni con cui ebbe un legame profondissimo.

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C'è però soprattutto un punto che resta del suo insegnamento: la moralità consiste nel lavoro fatto in modo serio, rigoroso, senza concessioni alle mode. Così inteso, è motivo di gioia, di felicità: e così è stato per lui fino alle ultime ore. Era un uomo severo, esigentissimo con sé e con gli altri, ma amava la vita in tutte le sue forme. Come dimostrano anche le sue collaborazioni al nostro giornale.

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Michele Ciliberto è professore emerito titolare della cattedra di Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale superiore di Pisa e socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei

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