ALIMENTI A FINI MEDICI SPECIALI

Tumori: su 180mila decessi, 35mila sono dovuti alla malnutrizione

L’Unione italiana food lancia un Manifesto per chiedere di garantire a tutti i pazienti, in particolare a quelli oncologici, il diritto alla nutrizione medica, superando le diseguaglianze territoriali. Cancellati gli sconti fiscali, l'acquisto di alimenti a fini medici speciali resta a carico dei cittadini. Sileri: il ministero della Salute ha avviato un monitoraggio

di Ernesto Diffidenti


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3' di lettura

Su 180mila decessi causati dal tumore ogni anno, 35mila avvengono a causa della malnutrizione. E se ovunque si intervenisse, è la stima del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, «lo Stato potrebbe salvare delle vite umane e risparmiare almeno 2 miliardi di euro l'anno». Per questo l'Unione Italiana Food, l'associazione di Confindustria che riunisce le aziende che si occupano di nutrizione medica in Italia, ha presentato il Manifesto «Nutrizione Medica: più forza alla cura».

L'obiettivo è quello di portare alla luce questo drammatico problema dimostrando nello stesso tempo l'efficacia terapeutica e la sostenibilità economica degli «alimenti a fini medici speciali», sia per i pazienti, sia per il sistema sanitario.

Garantire un adeguato percorso in tutte le strutture
Il ministero della Salute è già al lavoro. «Abbiamo iniziato un'attività di monitoraggio sull'attuazione delle linee d'indirizzo nazionali approvate in sede di Conferenza Stato-Regioni nel dicembre 2017 – spiega Sileri -. Per adesso ci sono arrivati i dati solo di alcune regioni, che stanno mettendo in piedi dei team multisciplinari dedicati. Ma è indispensabile garantire in tutte le regioni e in tutte le strutture sanitarie un adeguato percorso nutrizionale del paziente oncologico».

Cancellata la detrazione fiscale del 19%
La situazione è complessa. Fino al 2018 era prevista la possibilità di detrarre nella dichiarazione Irpef il 19% della spesa sostenuta per l'acquisto degli alimenti a fini medici speciali. Sconto decaduto per il 2019 e il 2020. E non è prevista nemmeno l'erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale, ancorché tali alimenti, iscritti in un registro del ministro della Salute, debbano essere utilizzati sotto controllo medico. Li eroga solo la Regione Piemonte che ha anche istituito una rete dedicata. Nel resto del territorio c'è una situazione disomogenea con prontuari non aggiornati o limiti di spesa troppo esigui. In poche parole gli alimenti a fini medici speciali sono a carico dei cittadini.

Un paziente su 5 muore di malnutrizione prima che di tumore
«Il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali – sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo -. Il 43% è a rischio di malnutrizione mentre la malnutrizione è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio). Un paziente oncologico su 5 muore di cachessia neoplastica prima che per la malattia». In Europa il rischio di malnutrizione riguarda circa 33 milioni di persone affette da diverse patologie, generando una spesa sanitaria enorme, stimata in 170 miliardi.

I diritti non riconosciuti al paziente
«Per il paziente oncologico ricevere un corretto trattamento nutrizionale dovrebbe rappresentare un diritto – afferma Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva –. Tuttavia, la malnutrizione nel malato oncologico è ancora un problema sottovalutato e poco conosciuto, nonostante la sua frequenza e le importanti ripercussioni che può avere».

La malnutrizione deve invece essere prevenuta ed eventualmente individuata precocemente e trattata tempestivamente, per questo è necessaria la sua valutazione e misurazione, dalla presa in carico sino al follow up. Altrettanto importante, secondo Cittadinanzattiva «è chiarire la differenza tra prodotti utilizzati nella nutrizione clinica, destinati a persone affette da patologie, e gli integratori destinati alla popolazione generale».

I passi concreti di Unione italiana food
«Il Manifesto che sintetizza la posizione di Unione Italiana Food è il primo passo di un'attività che proseguirà nel 2020 - spiega Marco Alghisi dell'Associazione confindustriale - volta a creare consapevolezza in tutti gli attori e gli enti istituzionali coinvolti affinché si trovino soluzioni condivise per risolvere urgentemente le diseguaglianze di accesso dei pazienti oncologici agli alimenti a fini medici speciali». I prossimi passi concreti saranno «la richiesta per la reintroduzione della detraibilità fiscale per tali alimenti, già prevista nella Legge di Bilancio 2018, l'adozione dello screening nutrizionale al momento della presa in carico di ogni paziente oncologico e l'introduzione degli alimenti a fini medici speciali nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), garantendo quindi uniformità di accesso alle terapie nutrizionali su tutto il territorio nazionale».

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