INDAGINE

Tumori: italiani poco informati, uno su tre scoperto per caso

Secondo una ricerca Ipsos promossa da Salute Donna onlus sono 3,46 milioni i pazienti che convivono con la malattia e solo il 55% ritiene di avere sufficienti informazioni. Il 64% dei pazienti oncologici, tuttavia, è soddisfatto dell'assistenza offerta dal Servizio sanitario nazionale

di Ernesto Diffidenti


Tumori, per la prima volta in calo nuovi casi in Italia

3' di lettura

In Italia un caso di tumore su tre viene scoperto per caso e solo il 6% delle diagnosi emerge grazie agli screening promossi dal Servizio sanitario nazionale con grandi differenze sul territorio (9% in Lombardia e 2% in Calabria). Secondo la ricerca «L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini», realizzata dall'Istituto Ipsos e presentata a Montecitorio nel forum annuale promosso da Salute Donna onlus, sono 3,46 milioni le persone che convivono con un tumore.

Ebbene, nonostante il cancro sia la seconda causa di morte, dietro le malattie del sistema cardio-circolatorio, solo il 55% ritiene di avere sufficienti informazioni.

Il Servizio sanitario nazionale ottiene la sufficienza
Gli italiani, però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più soddisfatti dell'assistenza offerta dal Servizio sanitario nazionale (64%), seppure con forti differenze: la percentuale dei giudizi positivi va dall'81% dei lombardi al 26% dei cittadini della Calabria, dove si registra anche il picco (36%) dei giudizi negativi.

Anche il tema della continuità del percorso diagnostico-terapeutico nella presa in carico dei pazienti oncologici mostra fotografa differenze tra regione e regione: si va infatti dal 64% dei pazienti siciliani interpellati che sono rimasti nella medesima struttura per l'intero percorso, ai livelli minimi di continuità che si registrano in Puglia e Lazio, dove poco più di un quarto dei pazienti intervistati hanno avuto accesso a diagnosi in una struttura differente da quella in cui si sono poi curati (rispettivamente 26% e 27%).

Salute Donna: c'è ancora tanto lavoro da fare per i diritti dei pazienti
«I risultati della ricerca Ipsos ci dicono che dobbiamo lavorare ancora molto, tutti insieme, per migliorare l'informazione, i tempi di attesa e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici - rileva Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna onlus -. Questo progetto è stato avviato al fine di superare le disparità e le differenze che ancora sussistono nell'assistenza oncologica a livello regionale, sollecitando la politica a intervenire concretamente per un equo accesso alle cure». E in questo percorso, l'accordo di legislatura votato all'unanimità da tutto il Parlamento «è un tassello fondamentale».

«Solo il 4% tra la popolazione generale e il 10% dei pazienti - spiega il presidente Ipsos, Nando Pagnoncelli - sa bene in cosa consiste la messa in rete dei servizi e delle figure professionali sanitarie in senologia. Sempre nel caso del cancro mammario, solo il 34% dei cittadini e il 26% dei pazienti sensibilizzati al problema del tumore al seno sono al corrente dell'esistenza delle Breast Unit». Numeri troppo bassi.

Le reti oncologiche attive solo in nove Regioni
«Bisogna implementare le reti delle cure palliative, anche pediatriche ma soprattutto sviluppare le reti oncologiche – ha detto il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri – che oggi sono presenti solo in 9 regioni. Con l'Intesa Stato-Regioni dello scorso aprile sono state attivate le nuove linee guida organizzative per favorire lo sviluppo omogeneo delle reti in tutta Italia per migliorare i percorsi di diagnosi e cura". In Europa comunque, ha ricordato Sileri "siamo il Paese con la più alta sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di tumore: questo significa che il nostro sistema, nonostante i tagli del passato, ha lavorato e continua a lavorare bene».

Dalla ricerca è emerso che per il 2019 sono stimati 371 mila nuovi casi di cancro con ripercussioni sul vissuto interiore. I pazienti, secondo Ipsos, concordano sull’importanza di poter disporre di supporto psicologico in condizioni di malattia: tale opinione è più intensamente sentita tra i cittadini che non tra i malati. Il 33% dei pazienti o dei loro congiunti ha ricevuto supporto psicologico, con un elevato grado di soddisfazione.

Cancer Policy Award: un premio alla buona politica
Al termine della cerimonia sono stati proclamati i politici vincitori della prima edizione del Cancer Policy Award, riconoscimento onorario promosso da Salute Donna Onlus e dalle altre 24 Associazioni dei pazienti del progetto "La Salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere". «Quando il mondo della politica si avvicina ai cittadini in modo concreto, ascolta le loro richieste e soddisfa i loro bisogni - conclude Mancuso - allora è giusto che questo impegno sia riconosciuto e premiato, soprattutto se riguarda i temi della salute e della tutela dei diritti dei pazienti».

Per approfondire:
Svolta nella cura dei tumori solidi
Tumore al colon: il flop degli screening, al Sud aderisce uno su tre
In calo le diagnosi di tumore: 2mila casi in meno nel 2019. È la prima volta

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