I rincari

Turchia, inflazione alle stelle: a marzo s’impenna al 61%

A crescere maggiormente sono i prezzi del settore dei trasporti che hanno segnato un aumento del 99% in un anno. Seguono alimentari e bevande analcoliche (70%)

La basilica di Santa Sofia a Istanbul (Epa)

2' di lettura

In Turchia l’inflazione ha raggiunto nuovi massimi ventennali a marzo al 61,14% su base annua, in aumento di 5,46 punti in un mese, secondo le statistiche ufficiali appena diffuse. A febbraio il rialzo dei prezzi al consumo aveva raggiunto il 54,4% su base annua, accumulando record legati al crollo della lira turca e all’impennata dei prezzi dell’energia in particolare. I prezzi alla produzione da due mesi sono in aumento a tre cifre.

Volano trasporti e alimentare

A crescere maggiormente sono i prezzi del settore dei trasporti che hanno segnato un aumento del 99,12% in un anno. Seguono alimentari e bevande analcoliche (70,33%), arredamento per la casa (69,26%), hotel, bar e ristoranti (60,4%) e servizi (60,2%). I dati sull’inflazione confermano una tendenza all’aumento dei prezzi iniziata nell’autunno del 2021 contemporaneamente al crollo della valuta nazionale che lo scorso anno ha perso il 44% del suo valore rispetto al dollaro.

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Lira sempre debole

La lira turca si è indebolita parallelamente alla decisione della Banca centrale di tagliare il proprio tasso di interesse di riferimento (oggi al 14%, -500 punti base da settembre a dicembre) in linea con la visione economica del presidente Recep Tayyip Erdogan. La valuta turca è scambiata a 14,7 contro il dollaro mentre un anno fa era intorno a quota 8. Negli ultimi 3 mesi la Banca centrale non ha più toccato i tassi d’interesse che in termini reali al momento sono i più bassi del mondo (-47%).

La Banca centrale non si muove

Il governatore Sahap Kavcioglu ha detto che il sostegno alla valuta locale sarebbe stato un obiettivo chiave quest’anno, ma finora non ha agito di conseguenza con una politica monetaria più restrittiva. La banca centrale spera di frenare la crescita dei prezzi adottando misure per incoraggiare la de-dollarizzazione, cioè incentivi finanziari per convertire i risparmi dalle valute forti alla lira. La prossima riunione della Banca centrale sui tassi è prevista per il 14 aprile.

Lievita il deficit commerciale

L’impennata dei prezzi dell’energia ha spinto il deficit commerciale della Turchia a 8,24 miliardi di dollari a marzo. Il deficit trimestrale si è attestato a 26,4 miliardi di dollari, il 138% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, secondo i dati preliminari pubblicati lunedì dal ministero del Commercio.Le esportazioni sono aumentate di circa il 20% a marzo a 22,7 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono salite del 31% a 30,9 miliardi di dollari. Le importazioni di energia sono aumentate del 156% a 8,4 miliardi di dollari.

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