tra nato e cremlino

Turchia a rischio sanzioni Usa per i sistemi di difesa russi

A luglio il governo di Ankara comincerà a ricevere i sistemi di difesa aerei russi S-400 incompatibili tecnicamente con i sistemi di arma della Nato. A rischio il programma dei caccia americani F-35 stealth che diventano visibili. La Casa Bianca pronta a decidere sanzioni economiche

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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4' di lettura

NEW YORK - La Turchia a luglio comincerà a ricevere i sistemi di difesa aerei S-400 della Russia. L'S-400 è considerato il sistema di difesa missilistico terra-aria tra i più avanzati al mondo al momento, capace di intercettare missili in volo a 400 chilometri di distanza.

Schiaffo agli Usa e alla Nato
Si tratta di uno schiaffo agli Stati Uniti e alla Nato: il sistema russo è incompatibile tecnicamente con il sistema di armamenti dell'Alleanza Atlantica. Inoltre, la decisione di Ankara rende vulnerabile il programma dei caccia americani F-35 della Lockeed Martin a cui partecipa la Turchia: aerei stealth che rischiano di diventare visibili e intercettabili agli occhi del sistema di difesa russo. Di fatto Ankara si sposta verso l'asse Russia-Cina-Iran. E si allontana da Europa e Stati Uniti.

S-400 già acquistato da Cina e India
Il sistema russo S-400 è già stato acquistato dalla Cina e, in ultimo, dall'India con una commessa da 5 miliardi di dollari. Ankara sostiene che è un suo diritto acquistare un sistema di difesa avanzato e che questo non mette in discussione il programma degli F-35. Diversa la posizione del Pentagono preoccupato dalle conseguenze della condivisione dei suoi database militari e dell'indebolimento del programma stealth dei suoi caccia militari.

Stop al programma degli F-35
La Turchia per questo motivo al prossimo consiglio dei ministri della Difesa della Nato, in programma da martedì a giovedì di questa settimana a Bruxelles, verrà con elevata probabilità espulsa dal programma degli F-35: le consegne di aerei americani ordinati da Ankara verranno cancellate e, soprattutto, la Turchia perderà le commesse industriali e non parteciperà più al redditizio consorzio internazionale per la produzione dei caccia americani.

Le sanzioni economiche Usa
Il Pentagono ha già sospeso i programmi di addestramento dei piloti militari turchi sui caccia F-35 nelle basi in Arizona. Inoltre la Casa Bianca sta valutando la possibilità di decidere sanzioni economiche contro la Turchia, che andrebbero ad aggiungersi alle possibili sanzioni in arrivo dall'Unione europea in questi giorni per le esplorazioni petrolifere illegali di Ankara nella zona di Nicosia, a Cipro. Sanzioni che rischiano di pesare sul sistema industriale e sulla crescita economica turca già traballante.

Il divieto di acquisto di armi dalla Russia
Gli Stati Uniti possono decidere le sanzioni alla Turchia in base a quanto previsto dal Countering America's Adversaries Through Sanctions Act (Caatsa) istituito dal Congresso degli Stati Uniti sugli acquisti di armi dalla Russia. E' la prima volta che una misura del genere viene applicata a un alleato della Nato. Si tratta di una frattura dell'Alleanza Atlantica e indirettamente di una vittoria della Russia che rafforza l'asse con Turchia e Iran. Per Ankara lo strappo con la Nato, oltre alle sanzioni in arrivo dall'Ue per il petrolio, questa decisione pone fine inevitabilmente alle ambizioni di diventare un membro dell'Unione europea.

Incontro Trump-Erdogan al G-20
Al prossimo G-20 di Osaka il 28 e 29 giugno tutti gli occhi sono puntati sul vertice tra Donald Trump e Xi Jinping per la guerra commerciale. Ci sarà anche un faccia a faccia tra Trump e Vladimir Putin per parlare della situazione dell'Iran e del Medio Oriente, che probabilmente non cambierà molto i termini della situazione. Ma l'incontro che rischia di diventare importante è proprio quello tra Trump e il leader turco Tayyip Erdogan, alla luce dello strappo di Ankara all'alleanza con la Nato e con la prima potenza militare mondiale.

Il neo segretario alla Difesa a Bruxelles
Il neo segretario alla Difesa Mark T. Esper arriva in queste ore a Bruxelles per partecipare al meeting dei ministri della Difesa Nato dedicato allo strappo della Turchia dal 25 al 27 giugno. Esper ha preso il posto del dimissionario Patrick Shanahan, che ha lasciato l'incarico nelle difficili ore della crisi con l'Iran per il clamore della causa intentata dalla ex moglie per violenze. Il nuovo responsabile della Difesa americana ha frequentato l'accademia militare con il segretario di Stato Mike Pompeo ed è stato, dopo una lunga carriera militare, da civile lobbista di lungo corso a Washington di Raytheon, tra le più importante aziende Usa produttrici di missili e armamenti.

Washington pronta a partire
Il Pentagono in una nota ha fatto sapere che Washington è pronta a cancellare gli ordini di acquisto degli F-35 stealth se Ankara procederà con i suoi piani sul sistema di difesa aereo russo S-400. Nella nota della Difesa americana viene spiegato che questa operazione permetterà ai russi di “ottenere informazioni importanti sulle caratteristiche di invisibilità degli F-35, i caccia più avanzati al mondo”. Una decisione che gli Stati Uniti non possono accettare. La Turchia è ferma sulle proprie posizioni e non sembra intenzionata a fare dei passi indietro.

Nessun passo indietro da Ankara
Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu in una conferenza stampa ha biasimato la sospensione americana del training ai piloti dell'aviazione turca sui caccia F-35 in Arizona e ha confermato che Ankara andrà avanti con i russi: “Qualsiasi sanzione sarà decisa, qualsiasi decisione potrà arrivare dagli Stati Uniti noi abbiamo acquistato i sistemi di difesa russi S-400 e ora stiamo cercando di capire quando verranno consegnati”. Decisivo sarà l'incontro tra Trump ed Erdogan in Giappone.

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