Crisi valutaria

Turchia, la tempesta sulla lira travolge il ministro delle Finanze. Al suo posto un fedelissimo di Erdogan

Un altro cambio al vertice imposto da Erdogan: via il ministro delle Finanze Elvan sostituito da un fedelissimo del presidente

Il presidente Erdogan (Reuters)

2' di lettura

Continuano a cadere teste al vertice dell’establishment economico turco travolto dall’ennesima tempesta che da settimane si sta abbattendo sulla lira. L’ultima vittima del presidente Erdogan è il ministro delle Finanze Lufti Elvan, 59 anni, che lascia l’incarico dopo solo un anno dalla nomina su sua espressa richiesta, secondo il decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale turca.

La «colpa» di Elvan è di essere rimasto l’ultimo difensore di politiche economiche e monetarie ortodosse basate sulla lotta all’inflazione e sulla difesa della lira. Tutto il contrario di quanto chiede Erdogan, impegnato ormai da anni in una personale battaglia contro i governatori della Banca centrale che per tenere a bada il carovita hanno alzato i tassi d’interesse, una politica che secondo il presidente frena la crescita economica e le esportazioni. Dal 2019, già 3 presidenti sono stati silurati per non aver rispettato le indicazioni di Erodgan.

Loading...

Il governatore attualmente in carica ha invece eseguito i diktat presidenziali abbassando il costo del denaro a più riprese fino al 15% - contro un’inflazione che galoppa intorno al 20% - innescando massicce vendite sulla lira turca, che si è ormai deprezzata di quasi il 40% su dollaro ed euro dallo scorso settembre. Solo nell’ultimo mese la lira ha perso il 27%.

Al posto di Elvan è stato nominato Nureddin Nebati, 57 anni, già vice ministro delle Finanze, considerato un fedelissimo di Erdogan e molto vicino al genero del presidente Bert Albayrak, che a sua volta aveva ricoperto l’incarico prima di Elvan. Nebati negli ultimi giorni si è schierato apertamente a favore di una riduzione dei tassi d’interesse pur in presenza di un’alta inflazione e di una lira nella bufera, spiegando che «non ci sono problemi» a portare avanti una politica monetaria espansiva nelle attuali condizioni di mercato.

Nelle prime battute dopo l’annuncio,la lira turca ha continuato a svalutarsi segnando un nuovo record negativo rispetto all’euro. In mattinata la valuta nazionale turca ha sfondato per la prima volta la soglia di 1 euro per 15 lire.

Mercoledì 1 dicembre per la prima volta dal 2014 la Banca centrale turca ha annunciato un intervento sul mercato dei cambi per frenare la caduta della lira. La Banca centrale a ottobre aveva 76,4 miliardi di dollari in riserve valutarie.

«La recente turbolenza da record della lira turca - osserva Michael Ganske, Portfolio Specialist di T. Rowe Price - evidenzia la fragilità delle valute emergenti di fronte ad azioni di politica monetaria fuori luogo. La spinta poco ortodossa del presidente Erdogan per ulteriori tagli da parte della Banca Centrale (il terzo da settembre) illustra gli effetti che tale decisione può avere sulle valute volatili durante i periodi di inflazione». Al contrario, «i Paesi che si stanno muovendo in anticipo sulla pressione dei prezzi, inasprendo le politiche proattivamente, come Perù, Messico e Russia, dovrebbero essere premiati con una sovraperformance della valuta nel medio termine».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti