Salone del Camper di Parma

Turismo, 1,8 milioni di italiani in tenda, roulotte e camper

Immatricolazioni di nuovi camper che nel primo semestre 2021 hanno fatto segnare un aumento del 38% rispetto al primo semestre del 2020

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2' di lettura

Sono circa 1,8 milioni i turisti italiani che hanno deciso quest'estate di trascorrere la vacanza all'aria aperta in tenda, roulotte o camper, per conciliare le esigenze di indipendenza, flessibilità e risparmio con la volontà di stare con la propria famiglia riducendo al minimo i contatti con l'esterno per la paura dei contagi Covid.

Turismo: l'estate soddisfa ristoranti e spiagge, non le citta' d'arte

Il Salone del Camper di Parma

Il dato di crescita emerge da una analisi Coldiretti/Ixè che, in occasione del Salone del Camper di Parma, fotografa un consolidato interesse per la vacanza all'aria aperta in tempi di emergenza sanitaria, con le immatricolazioni di nuovi camper che nel primo semestre 2021 hanno fatto segnare un aumento del 38% rispetto al primo semestre del 2020, secondo numeri di Apc. Se i più giovani - sottolinea la Coldiretti- preferiscono la tenda, le persone di età più matura e con maggiori disponibilità finanziarie privilegiano la roulotte e soprattutto il camper sul quale viaggiano la metà dei turisti open air. Un popolo in movimento che -precisa la Coldiretti- apprezza particolarmente i fine settimana anche a settembre che rappresenta una ottima occasione per visitare borghi e campagne prima di arrendersi alla quotidianità Assieme alla flessibilità -continua la Coldiretti - e alla possibilità di visitare più luoghi durante il viaggio in camper consente di fare una esperienza di turismo “integrale” in pochi giorni, ma anche di cambiare idea a seconda delle condizioni del posto o del meteo.

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Turismo e servizi spingono la ripresa

Un boom del turismo all’aria aperta che accompagna nell’estate 2021 il traino dei servizi nella spinta alla crescita economica. L'industria, principale motore finora, sta gradualmente passando il testimone ai servizi nel trainare la crescita rileva infatti il Centro Studi di Confindustria nella sua congiuntura flash. Gli indici Pmi, rileva il Csc, mostrano una frenata nell'industria negli ultimi tre mesi (60,9 in agosto da 62,3 a maggio) e una accelerazione nei servizi (58,0 da 53,1). Ciò avviene, in parte, perché inizia a pesare anche in Italia la scarsità di alcuni input produttivi, che già preoccupava da alcuni mesi. La produzione industriale è cresciuta nel 2° trimestre un po' meno del 1° (+1,2% vs +1,5%) e il 3° trimestre è partito a ritmo minore: in luglio si è avuto un +0,8% e la variazione acquisita per il trimestre è +0,9%; in agosto poi le attese su produzione e ordini sono calate. E in parte, perché non si sono avuti altri blocchi per i servizi: nel turismo la ripresa estiva c'è stata, anche se siamo ancora molto sotto i valori pre-Covid e la fiducia delle imprese di servizi ha perso pochissimo in agosto.

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