PREVISIONI degli operatori

Turismo: ancora tante incognite. Segni di ripresa non prima dell’estate

Ancora scarse le prenotazioni sui maggiori portali per la primavera. A prevalere è sempre il last minute

di Gianni Rusconi

REUTERS/Rafael Marchante/

4' di lettura

Difficile, ancora oggi, fare delle proiezioni precise su quali saranno i flussi turistici nel 2021. Il persistere dello stato di emergenza sanitaria, e le conseguenti restrizioni agli spostamenti, lasciano operatori e viaggiatori in una sorta di limbo, impattando in modo significativo sulla dinamica delle prenotazioni, solitamente già sostenute in questo periodo dell'anno.

Il ritorno degli stranieri in Italia

Il consuntivo dell'ultima settimana del mese di gennaio e la prima di febbraio registrato sulla piattaforma SiteMinder, per esempio, ci dice che il 30% di tutto il booking effettuato per gli hotel italiani riguarda soggiorni per il mese corrente. Una conferma, dunque, della tendenza, dominante nel 2020, che privilegia la scelta “last minute” della destinazione e della location. Rispetto ai mesi precedenti, per contro, molti viaggiatori stanno giocando d'anticipo (anche grazie all'avvio delle vaccinazioni su scala globale) e c'è chi ha addirittura riservato una struttura per dicembre e gennaio 2022. Guardando al breve e medio termine, invece, poco meno della metà di tutte le prenotazioni registrate negli ultimi quindici giorni a favore di strutture alberghiere della Penisola sono relative a soggiorni da maggio in avanti, mentre il 45% di tutte le prenotazioni effettuate dall'inizio dell'anno fino a oggi decorre dall'ultima settimana di maggio fino alla fine di agosto. É interessante notare, inoltre, come dalla primavera in avanti (dal mese di aprile) la quota di turisti internazionali che hanno scelto gli hotel italiani attraverso SiteMinder diventi preponderante rispetto a quella dei viaggiatori domestici, segno che la speranza di tornare a viaggiare oltre i confini nazionali è decisamente aumentata e che il Belpaese torna a essere una meta sensibile anche per i vacanzieri stranieri.

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Corridoi turistici cercasi

Lo scenario, osservano gli esperti della piattaforma australiana dedicata agli hotel non è troppo dissimile a quello di tre, sei o nove mesi fa, ma presenta la grande differenza di un cambiamento che appare (almeno sulla carta) dietro l'angolo. I viaggiatori sono pronti a ricominciare a spostarsi, anche se prevalentemente sul territorio nazionale, ed è anche lecito aspettarsi l'apertura di più “travel bubble”, e cioè di corridoi di viaggio percorribili (con o senza obbligo di quarantena) per raggiungere un Paese all'estero. Nuova Zelanda e isole Cook, Hong Kong e Singapore, sono solo alcune delle “bolle” che potrebbero dare il là alla ripresa del turismo internazionale e i vaccini non faranno altro che accelerare la formazione di altre situazioni di questo genere.

La tecnologia sarà sempre più importante

Flessibilità, velocità e sicurezza saranno i cardini del viaggiare nel 2021 e questo comporta per gli operatori dell'hospitality la necessità di affidarsi alle soluzioni digitali per fornire il miglior servizio possibile e garantire la massima efficienza delle attività. Il check-in contactless, la cui adozione è stata fortemente accelerata dalla pandemia, è forse l'emblema dell'accelerazione all'uso delle tecnologie per aumentare il livello di soddisfazione di viaggiatori sempre più esigenti. Per hotel e alberghi, la ricerca di innovazione sarà quindi la strada per rispondere alle nuove variabili della domanda, ripensando le modalità di utilizzo degli spazi, attivando nuovi servizi e garantendo sempre e comunque l'osservanza delle misure in materia di salute, pulizia, igiene e la sicurezza, che resteranno una priorità per gli albergatori anche una volta terminata la pandemia di Covid-19.

A che velocità si riprenderà il turismo nel 2021?

Parola agli operatori

Quando il mondo del travel tornerà ai livelli pre-Covid? Su questa domanda si interrogano da tempo tutti gli esperti del settore e al partito degli ottimisti (la maggioranza) secondo cui questo avverrà fra il secondo e il terzo trimestre dell'anno fanno eco operatori, come Hotelbeds, che invece posticipano il ritorno alla “normalità” fra la seconda metà del 2022 e l'inizio del 2023. Dalla piattaforma britannica MyHotelBreak.com, per contro, si aspettano una ripresa sostanziale degli spostamenti in Europa già a partire da questa primavera mentre la convinzione di Tourplan, software house specializzata in soluzioni per i tour operator, è quella di una ripresa che prenderà consistenza solo quando i vaccini avranno iniziato a essere distribuiti in un numero significativo di Paesi, e quindi non prima di questa estate. Per i primi quattro/sei mesi del 2021 è facile invece pensare a un andamento che rifletterà, più o meno, quello della metà del 2020.

I consigli degli Otp e di Airbnb

Offrire termini di cancellazione flessibili sarà fondamentale per garantire agli ospiti la massima tranquillità e approfittare di questo momento per trasformare i propri spazi e renderli adatti ai soggiorni a lungo termine. È molto esplicito il suggerimento che i portavoce di Airbnb hanno confezionato per un rapporto (pubblicato sempre da SiteMinder) che ha classificato i canali di prenotazione più redditizi dell'anno passato ed è altrettanto mirato il consiglio rivolto alle strutture ricettive partner da parte di Booking.com, che punta sull'accessibilità di dati in tempo reale per ottimizzare le promozioni offerte online dei viaggiatori. Sulla qualità delle informazioni al consumatore punta infine anche Expedia, dalla quale arriva per gli albergatori l'invito ad aggiornare i contenuti e i punteggi di qualità pubblicati sulle varie piattaforme, a comunicare con chiarezza i protocolli utilizzati in materia di salute e sicurezza e a non rinunciare al volano delle tariffe rimborsabili. Guardando ai canali di booking che hanno generato più ricavi nel 2020 prendendo in esame 20 tra le destinazioni più visitate al mondo dagli utenti di SiteMinder, emerge non a caso una crescita di oltre il 30% delle prenotazioni dirette agli hotel (attraverso il sito Internet) che fa il paio con l'esplosione dei viaggi non organizzati che hanno preso forma da portali come Lastminute.com o HotelTonight. Lo strumento di prenotazione per gli hotel in Italia del 2020 si conferma in ogni caso Booking.com, mentre Airbnb entra per la prima vola nella top 12.


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