ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl bilancio delle vacanze

Turismo, città d’arte e agriturismi pieni a Pasqua riaccendono il settore

Riprendono le presenze degli stranieri in Italia ma restano ancora lontani i livelli pre-Covid

Turismo: +35% presenze. Garavaglia: "miglioreremo"

3' di lettura

Dopo un’assenza di due anni imposta dalla pandemia da coronavirus e grazie a una maggiore libertà nelle norme anti-Covid, la Pasqua 2022 accende segnali di speranza per il turismo italiano: i visitatori sono tornati ad affollare città d’arte, spiagge (oltre il 50% degli stabilimenti balneari aperti) e agriturismi. Si segnala un po’ ovunque (dalla Lombardia alle isole Eolie) il ritorno degli stranieri, europei e americani, anche se per recuperare i livelli dell’epoca pre-Covid ci vorrà tempo: l’Istat ricorda, nel documento sul Def, che nel 2021 le presenze di stranieri in Italia sono state pari a poco più di 280 milioni di notti, -36% circa rispetto al 2019, e «vicino a valori che non si osservavano dalla metà degli anni '90 (circa 286 milioni di presenze nel 1995)» osserva l’istituto di statistica.

Roma sold out

Intanto, però, dopo 25 mesi di presenze stiracchiate, cancellazioni e in alcuni casi “vuoto pneumatico”, le città d’arte si godono un bagno di turisti e visitatori per le vacanze pasquali. «Roma finalmente torna a fare il tutto esaurito» ha dichiarato Alessandro Onorato, assessore allo Sport, grandi eventi, turismo e moda. Secondo fonti Federalberghi di Roma in totale sono 235mila i turisti arrivati nella Capitale: circa 155mila per alberghi e 80mila negli esercizi complementari. «Un grande segnale di ripartenza. Una boccata di ossigeno per la nostra città per l’economia della Capitale. Anche se mancano i turisti di Russia e Cina», ha detto Onorato. Un movimento registrato all’aeroporto di Fiumicino con una media di circa 75mila viaggiatori giornalieri. Molti i turisti da Nord Europa, Spagna e Francia, in arrivo per visitare, dai tre ai cinque giorni in media, le città d’arte - oltre Roma Firenze, Venezia in testa - isole e circuiti come la costiera amalfitana, Umbria, Toscana.

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Venezia e Firenze affollate

«A Venezia è un delirio» ha detto preoccupato il comandante dei vigili Marco Agostini. Che, parlando del flusso ininterrotto di turisti, ha quantificato in 120mila gli arrivi già nella giornta di venerdì 15 aprile. Anche se non si registra il tutto esaurito, tanta folla anche a Firenze: lunghe file per entrare in Duomo, sul campanile di Giotto, agli Uffizi e davanti agli altri monumenti e musei cittadini. Affollato il Ponte Vecchio, così come piazza della Signoria, via Calzaioli e piazza del Duomo.

Alla riapertura nel dopo pandemia, il museo Egizio di Torino ha sfiorato le presenze pre-Covid con 18.643 biglietti staccati da venerdì (nel 2019 erano stati 21.750). Alla Reggia di Caserta, sono stati calcolati quattordicimila visitatori tra venerdì, sabato e domenica e per Pasquetta turisti in coda con tagliandi quasi esauriti e biglietteria chiusa temporaneamente

In Liguria il turismo torna a numeri prima del Covid

Ottimo il bilancio per le vancanze di Pasqua in Liguria, dove il turismo torna ai numeri del 2019 ovvero a quelli prima del Covid. A confermarlo è stato Aldo Werdin, presidente di Federalberghi Liguria. «Il bel tempo e la sospensione dei cantieri autostradali hanno facilitato anche le prenotazioni dell’ultimo momento. Siamo tornati ai numeri del 2019 - sottolinea Werdin - e questo è un segnale positivo».

Cia: agriturismi completi a tavola ma camere a 80%

Nei 24mila agriturismi d’Italia a Pasquetta tutto esaurito. Ma se sono al completo a tavola per il 100%, non altrettanto accade per i soggiorni che sono andati a rilento con le camere piene all’80% e prenotazioni “last second”. È il primo bilancio stilato da Cia-Agricoltori Italiani con Turismo Verde, la sua Associazione per la promozione agrituristica che allunga le aspettative sull’estate. «È difficile - sottolinea Cia - parlare già di vera ripartenza. In atteggiamento contenitivo per la guerra e il caro-energia, gli italiani che tornano a concedersi il fuori porta, tra questa prima festività dell’anno e i prossimi 25 aprile e primo maggio, stanno già rinunciando a due gite su tre, si concedono un solo pernotto e spenderanno in totale tra il 10 e il 25% in meno rispetto al 2019, anno in cui i turisti di Pasqua crearono un giro d’affari sopra gli 8 miliardi, ma quello fu anche l’anno del lungo ponte. Per il prossimo bisognerà aspettare il 2025».

Si guarda alle previsioni di ripresa di tutto il turismo nazionale con il ritorno degli stranieri già in questa primavera, pari al 30% delle presenze tra Pasqua e Pasquetta, rappresentate per lo più da tedeschi e inglesi. Nell’incertezza generale, conclude Cia, ciò che resiste e cresce «è il valore delle destinazioni regionali per riscoprire l’Italia delle piccole comunità e delle autentiche ricette tradizionali, in montagna e collina, dove si trovano l’84% degli agriturismi del Paese».

Spesa a tavola a 1,8 miliardi

La Pasqua 2022 è stata un tributo alla tradizione a tavola con un aumento della spesa che ha toccato 1,8 miliardi di euro, il 25% in più rispetto allo scorso anno per effetto dei rincari ma anche della voglia di convivialità con le tavolate che si sono allungate ad una media di sei persone, 2 in più rispetto al 2021, secondo i dati della Coldiretti.

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