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Turismo: la crisi Air Italy mette in ginocchio la Sardegna

Operatori nel caos: alla luce delle incertezze sui collegamenti per la Sardegna i principali tour operator si stanno disimpegnando dagli accordi con molte strutture dell’isola

di Davide Madeddu

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(IMAGOECONOMICA)

Operatori nel caos: alla luce delle incertezze sui collegamenti per la Sardegna i principali tour operator si stanno disimpegnando dagli accordi con molte strutture dell’isola


3' di lettura

Un terremoto. Con 1.200 posti di lavoro in bilico e una stagione turistica in fase di programmazione e alle prese con quello che è stato definito il caos dei cieli. L'avvio della liquidazione di Air Italy apre uno scenario definito dal mondo imprenditoriale, da quello sindacale e dalle istituzioni «preoccupante». Perché a fare i conti con gli effetti del processo di chiusura c'è il sistema produttivo ma anche quello dei collegamenti tra la Sardegna e la penisola. «Dall'11 al 25 febbraio 2020 incluso - si legge sul sito della compagnia - tutti i voli Air Italy saranno operati da altri vettori agli orari e nei giorni già previsti; tutti i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza o in arrivo in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente».

In mezzo poi anche la questione «continuità territoriale» . Ossia la convenzione che consente l'emissione di biglietti a tariffa calmierata in cambio di compensazioni economiche. Una partita che vale circa 90 milioni di euro ma che deve essere ancora definita con la predisposizione e pubblicazione di un bando. Procedura ancora da definire e per cui si annuncia una dilatazione dei tempi. I primi a fare i conti con le decisioni dei soci di Air Italy saranno i lavoratori, 1.200 in tutto distribuiti tra Olbia (550) e Milano.

«Ci sono competenze e professionalità che rischiano di essere cancellate da un momento all'altro - dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt trasporti -. A Olbia ci sono tecnici aeronautici con elevata specializzazione. Con la cessazione dell'attività si ritroverebbero in giro. Senza dimenticare poi che per il centro gallurese Air Italy ha, più o meno lo stesso valore che ha la Fiat per Torino».

A indicare le conseguenze per il settore turistico della liquidazione è il presidente di Federalberghi Paolo Manca che parla di «scenari disastrosi per la Sardegna e per la Gallura». «Proprio in queste ore alla Bit di Milano - commenta - abbiamo avuto la conferma, dati alla mano, che alla luce delle incertezze sui collegamenti per la Sardegna i principali tour operator si stanno disimpegnando dagli accordi con molte delle nostre strutture». Con il risultato che, «fioccano le cancellazioni delle prenotazioni di pacchetti di camere già bloccate e questo, oltre a vanificare molti mesi di lavoro delle imprese, sta creando forti danni e grave preoccupazione per gli operatori».

Alla luce della decisione degli azionisti, auspicando un blocco del provvedimento, c'è chi comincia a guardare avanti. «Sgombrato il campo dallo spettro della liquidazione – dice Michele Carrus, segretario regionale della Cgil - occorre svolgere subito un'attività di scouting per trovare soggetti interessati a rilevare la quota maggioritaria della compagnia dentro un progetto industriale che Qatar Airways si è già detta disponibile a sostenere».

Auspica la salvaguardia dell'occupazione dei lavoratori Air Italy e la tutela dell'economia turistica della Gallura “priorità imprenscindibili”, Christian Solinas governatore della Sardegna che per i prossimi giorni ha convocato vertici aziendali e azionisti della compagnia aerea. «Vogliamo conoscere i reali motivi che hanno portato l'azienda in una situazione di sofferenza e disimpegno la cui liquidazione rappresenterebbe un duro colpo per il territorio gallurese e per tutta la Sardegna. Ma vogliamo anche conoscere il perché non sono state portate avanti tutte le iniziative per evitare la crisi».

Continuità territoriale , il caso Moby
Il nodo continuità territoriale non riguarda comunque solamente il settore aereo. A fare i conti con i tempi dilatati è anche la convenzione per la Continuità marittima. Ossia lo strumento che vale complessivamente 72 milioni di euro di compensazioni (40-45 milioni per le tratte su Porto Torres, Olbia, Arbatax e Cagliari e la restante parte per i collegamenti con la Sicilia e le isole Tremiti) per cui deve essere fatto il bando. Per il momento la convenzione attualmente in vigore, e in mano al gruppo Moby Tirrenia, è in scadenza. La stagione turistica, come assicurano dalla compagnia, sarà garantita (solo la rotta su Arbatax potrà essere prenotata sino a luglio). Quanto al bando per la continuità territoriale marittima, ancora non si conoscono tempi e condizioni.

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