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Turismo di lusso, positive le attese dei grandi gruppi alberghieri

Le stime raccolte a Duco Firenze: l’estate 2022 potrebbe essere addirittura migliore di quella 2019 grazie alla clientela americana e europea

di Silvia Pieraccini

I punti chiave

  • Lo scenario
  • I fattori critici
  • Le strategie

3' di lettura

Gli asiatici sono (ancora) assenti, costretti dalla pandemia a rimanere in patria, ma dopo due anni di sofferenza l’ospitalità italiana di lusso ha imparato a sostituirli, e così farà anche nella stagione alle porte. Sarà una primavera-estate di buon recupero, nonostante la guerra in Ucraina che sparge timori (e cancella i clienti russi), secondo gli operatori del settore.

La rassegna Duco

Gran parte dell’offerta italiana di alto livello (230 tra alberghi cinque stelle e tour operator che fanno incoming) in questi giorni è riunita a Firenze per Duco, la rassegna di incontri b2b che porta nel Belpaese circa 200 consulenti di viaggio americani, canadesi e australiani, figure strategiche per il mercato del lusso perché consigliano strutture e destinazioni a clienti facoltosi e famiglie che magari vogliono riunire più generazioni in una location abbagliante.

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L’Italia in cima alle scelte

I travel advisor di lingua inglese non hanno saltato l’appuntamento fiorentino («dobbiamo dare l’esempio ai nostri clienti, altrimenti come possiamo convincerli a prenotare in Italia?») e, soprattutto, non hanno cambiato idea rispetto al pre-Covid: l’Italia resta in cima alle scelte vacanziere del mercato del lusso. «L’andamento delle prenotazioni è estremamente positivo – spiega Robert Koren, vicepresidente Emea del gruppo alberghiero Belmond che in Italia possiede nove hotel dal Cipriani di Venezia allo Splendido di Portofino, da Villa San Michele di Firenze al Caruso in Costiera Amalfitana – e l’estate 2022 potrebbe essere addirittura migliore di quella 2019 grazie alla clientela americana e europea.

Enogastronomia e arte

La guerra in Ucraina? Belmond non ha mai avuto grande presenza di russi. Per il resto c’è tanta curiosità da parte del mercato, noi stiamo investendo sulla gastronomia e sull’arte e stiamo organizzano eventi con grandi marchi della moda, per fare in modo che il viaggio diventi un’esperienza coinvolgente». Torna a sorridere anche Massimiliano Musto, direttore del Four Seasons di Firenze, considerato uno dei più begli alberghi del brand: «S’annuncia un’estate ad altissimo livello – afferma – dopo due anni in cui i clienti sono rimasti vicino a casa, adesso hanno grande voglia di viaggiare: mi riferisco al mercato americano, ma anche Regno Unito, Francia, Svizzera, Germania.

Buone le stime per maggio e giugno

Non raggiungeremo ancora i livelli-record del 2019, che forse recupereremo nel 2024, ma i mesi di maggio e giugno hanno un’occupazione simile a tre anni fa e fanno ben sperare». La guerra in Ucraina ha portato qualche disdetta: «Abbiamo perso 120 notti dal mercato russo – aggiunge Musto – ma le abbiamo subito rimpiazzate con altri mercati». Vede grande effervescenza nel segmento lusso Filippo Curinga, titolare della destination management company (Dmc)Idi Travel di Mogliano Veneto (Treviso), specializzata nell’incoming di clientela americana: «Allo scoppio della guerra in Ucraina le prenotazioni si sono fermate – spiega – ma dopo qualche giorno sono ripartite a ritmi più intensi di prima, delineando una vera ’invasione’ estiva. Anche gli australiani si stanno risvegliando e, rispetto al passato, vediamo più prenotazioni last minute, scelta di camere di livello superiore e soggiorni più lunghi».

Non boom ma fioritura

Non lo chiama boom ma “blooming” (fioritura) Marco Malacrida, direttore Italia di Str, società di analisi dei dati alberghieri: «I resort italiani sono quasi al completo per l’estate grazie anche alla clientela nazionale – spiega –. Quello che stiamo vedendo è la sostituzione di parte della clientela straniera con quella italiana altospendente, che magari prima della pandemia passava le vacanze all’estero e che ora, dopo l’esperimento degli ultimi due anni, decide di rimanere in Italia in strutture da 1.000-1.500 euro a notte». Sulle destinazioni preferite dal lusso, la situazione è a macchia di leopardo.

Costa amalfitana sopra tutti

«Ravello è al primo posto - dice Koren di Belmond – seguita da Venezia che attirerà con la Biennale d’arte e da Portofino». «La Costiera amalfitana è sopra a tutti – conferma Curinga – seguita dai laghi, Sicilia e Puglia». Le città d’arte, provate da due anni di pandemia, saranno quelle che continueranno a soffrire di più.

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