Trend in crescita

Turismo e presenze, Umbria dei record Gli italiani trainano il rimbalzo (+22,3%)

di Giorgio Dell'Orefice

2' di lettura

Un forte rimbalzo turistico anche per una regione che pur non affacciandosi sul mare ha registrato numeri record in estate, presenze numerose in autunno con un sold out nel Ponte di Ognissanti e che ora guarda al Natale per consolidare questo trend di crescita puntando sulla serata di Capodanno di Rai 1 in diretta da Terni e soprattutto sulle iniziative previste per il Natale ad Assisi.

Si tratta dell'Umbria regione che sotto il profilo della ricettività ha messo a segno risultati di tutto rispetto nonostante non sia un’area del paese dotata di grandi infrastrutture: attraversata marginalmente dall’autostrada del sole, priva di aeroporti, sfiorata dall'alta velocità ferroviaria.

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Ma nonostante questi aspetti l'Umbria ha riportato in estate con numeri record: a giugno si sono registrate 370mila presenze (+143% rispetto a 12 mesi prima), a luglio 800mila (+60%) e ad agosto il boom con 1,3 milioni di presenze. Per dare un ordine di grandezza i numeri di luglio e agosto hanno di fatto eguagliato e superato la popolazione regionale che è di circa 880mila abitanti. La chiave del rimbalzo turistico dell'Umbria sono stati innanzitutto gli italiani (+22,3% rispetto al 2019) che hanno trainato il rilancio anche perché gli arrivi dall'estero sono ancora lontani dalle cifre pre Covid.

Ma una forte spinta è venuta dall'agriturismo settore che da sempre contraddistingue l'offerta umbra. Un segmento che, a tutto ottobre, non solo ha recuperato le perdite del 2020 ha registrato una crescita del 17,8% nel numero degli arrivi e del 13,3% in quello delle presenze anche rispetto al 2019.

«Con il sold out del Ponte di Ognissanti– ha commentato l'assessore regionale al Turismo, Paola Agabiti – abbiamo avuto la conferma della forte ripresa del comparto in regione. La seconda parte dell'anno è stata molto positiva con progressi in doppia cifra sia nel numero degli arrivi che delle presenze e che confermano l'interesse dei turisti per la nostra regione, un'area che sotto il profilo culturale non ha nulla da invidiare ad altre regioni magari più note. Risultati che costituiscono inoltre uno stimolo a continuare la strada intrapresa, che ci ha visto in questi anni modificare in maniera radicale e strutturale il modo di comunicare il nostro territorio e la nostra Regione. Oggi tra gli operatori e i turisti non si parla più di singole località regionali ma solo di Umbria e in questo possiamo dire di aver centrato uno dei nostri obiettivi, che vedeva in una prima fase proprio il riconoscimento e il riposizionamento del Brand Umbria. Un obiettivo sul quale stiamo ancora lavorando e che riserverà a breve ulteriori novità».

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