Fondi Ue

Turismo, energia e ricerca: la Calabria investe sui porti 120 milioni dei fondi di coesione

L'obiettivo è raddoppiare i posti barca che oggi sono meno di un terzo del valore medio nazionale, nonostante i 750 chilometri di coste. Nei nuovi porti sarà inserito un sistema realizzato dall'Università di Reggio Calabria in grado di ricavare energia elettrica dalle dighe portuali

di Donata Marrazzo


Nuovi porti, energia e ricerca: la Calabria investe 120 milioni di risorse per la coesione sull’economia del mare

4' di lettura

La Calabria punta sull'economia del mare: ha pianificato tutti gli interventi per i porti con 120 milioni di euro integrando risorse europee e fondi nazionali aggiuntivi (Programma Operativo Regionale, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, Piano di Azione Coesione).
Nuovo avviso esplorativo
Con un nuovo avviso esplorativo, pubblicato sul sito di Calabria Europa, la Regione intende valutare le iniziative dei Comuni per la realizzazione di nuovi porti o la rifunzionalizzazione di quelli esistenti non attivi, considerando però con grande attenzione le conseguenze degli interventi sui litorali, a tutela dell' ambiente marino: 23 le localizzazioni di nuova portualità, già contenute nel Piano regionale dei trasporti. «Questo avviso è una ricognizione utile per la programmazione 2021-2027 - spiega il vicepresidente della giunta regionale Francesco Russo - abbiamo necessità di raddoppiare i posti barca, da 5mila a 10mila, e anche di più, considerato il livello della domanda».
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Le infrastrutture portuali di interesse nazionale (Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Villa S. Giovanni) e internazionale, come Gioia Tauro, e quelle di rilevanza regionale (13 in tutto, più altri “nodi” della rete nautica locale), «hanno creato un sistema che rafforza l'attrattività di ogni singolo punto d'ormeggio, migliorando l'accessibilità alla regione via mare», ha dichiarato il governatore Mario Oliverio, in occasione del seminario tecnico-scientifico sui porti regionali nel Programma di Azione Coesione che si è svolto a Catanzaro Lido, ponendo l'accento sul ruolo strategico della Calabria nello spazio euro-mediterraneo.

Valorizzazione della rete dei porti regionali
Adeguamento, miglioramento e riqualificazione delle strutture esistenti, attrezzature di supporto alla nautica da diporto e aumento dei posti barca. Così la Regione progetta il rilancio turistico dei territori, da Isola Capo Rizzuto a Roccella Ionica, da Cetraro a Scilla, puntando – con risorse provenienti prevalentemente da fondi Por - sulla sostenibilità e su una maggiore capienza delle aree portuali di interesse regionale. Per recuperare anni di ritardi, gli interventi per il potenziamento del porto di Catanzaro sono stati finanziati con 20 milioni di fondi Pac.
Noel, infrastrutture portuali e piattaforme galleggianti innovative
A spingere sul futuro delle aree portuali calabresi è anche la ricerca: Noel, (Natural Ocean Engineering Laboratory), laboratorio di ingegneria del mare dell'università Mediterranea di Reggio Calabria, è un centro unico al mondo, che opera direttamente sullo Stretto. Attraverso il programma Horizon 2020, il laboratorio sta realizzando una piattaforma galleggiante offshore per l'itticoltura, che produce energia elettrica dalle onde del mare. L'ingegnere Felice Arena, ordinario di Costruzioni marittime, studia, inoltre, l'impatto delle infrastrutture portuali sui litorali.

E progetta dighe attive, capaci di produrre energia dal moto ondoso, mediante l'installazione di speciali cassoni (Rewe C3) accoppiati a turbine. «Il brevetto è di Paolo Boccotti che ha fondato la scuola di Ingegneria marittima dell'università Mediterranea di Reggio Calabria e il nostro laboratorio», sottolinea Arena. Avviata una collaborazione con la scuola Sant'Anna di Pisa, per l'utilizzo di membrane capaci di convertire l'energia ondosa in elettrica.

Dighe attive nei porti
Un prototipo dei cassoni tecnologici è in funzione nel porto di Civitavecchia. Sono in fase di costruzione quelli che verranno installati nel porto di Salerno. Per Roccella Ionica è già tutto deliberato: il progetto è finanziato con 5 milioni di fondi europei. Sono molto interessati alle nuove tecnologie per i porti e per il mare anche il Principato di Monaco e Genova: l'architetto Renzo Piano ha inserito le dighe attive, progettate in Calabria, nella pubblicazione “Genova e il suo porto: la città che cambia”.
Parte la Zes a Gioia Tauro
Intanto, nel retroporto di Gioia Tauro, è stata attivata la Zes (Zona economica speciale), con il regolamento del comitato di indirizzo: è già in vigore il credito d'imposta per gli investitori e le imprese e sulla pagina dell'Agenzia delle Entrate è stato pubblicato il modulo per accedere alle agevolazioni per progetti fino a 50 milioni di euro. Sul porto, però, ci sono ancora 150 milioni di euro da cantierizzare, come ricorda il presidente della Regione Mario Oliverio: «Si tratta di fondi Pon, stanziati con il Patto per la Calabria. Ho chiesto un incontro alla ministra Paola De Micheli affinché acceleri la realizzazione del programma».

In stand by i progetti per Vibo e Reggio Calabria
E alla De Micheli è stata indirizzata anche la lettera del vicepresidente della giunta regionale, per la mancata realizzazione degli interventi nei porti di interesse nazionale di Vibo Valentia e Reggio Calabria, che sono condotti in gestione diretta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (la riforma dell' Autorità di Sistema Portuale è ancora inattuata in Calabria). «Stante l'assenza del Governo negli investimenti, la Regione ha inteso assumere a proprio carico l'onere finanziario necessario mettendo a disposizione le risorse del Patto per lo Sviluppo della Calabria finanziato con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020», ha scritto Russo. Nonostante l'accordo siglato tra il Provveditorato ai lavori pubblici e la Regione, «l'iter si è inspiegabilmente arrestato». Il risultato? «Che le risorse della Regione, stanziate sulla base di impegni reciprocamente assunti sono bloccate oramai da oltre un anno».

«Il paradosso – conclude Russo nella sua missiva – è che lo Stato, che a norma di legge è titolare in via esclusiva delle funzioni amministrative sui porti di Vibo Valentia e Reggio Calabria, non solo non interviene con risorse proprie per corrispondere alle esigenze infrastrutturali, ma ritiene finanche di potere tardare indefinitamente ad individuare le modalità di utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla Regione». Ventiquattro milioni e mezzo di euro.

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