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Turismo fai-da-te: vademecum contro truffe e cattive sorprese

Vademecum: tutti i consigli per evitare le cattive sorprese che possono rovinare la vacanza. Anche dalle polizze assicurative uno scudo efficace

di Maurizio Di Rocco

Turismo: 50% italiani punta a viaggiare di più nel 2023

6' di lettura

Tutti i consigli per evitare le cattive sorprese che possono rovinare la vacanza. Anche dalle polizze assicurative uno scudo efficace.

Negli anni passati ho sempre effettuato le mie prenotazioni tramite un’agenzia di viaggi, anche quando dovevo prenotare solo un pernottamento in hotel. Seguendo i consigli dei miei figli vorrei ora provare ad arrangiarmi da solo navigando su internet. Quali rischi corro?

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Con il diffondersi delle prenotazioni “fai da te” a mezzo internet è aumentato anche il rischio di “incappare” in situazioni poco piacevoli o vere e proprie truffe, ideate da soggetti che approfittano dei grandi portali presenti sul web per approfittare dell’inesperienza di molti consumatori. In effetti, quando ci si rivolge ad operatori turistici già presenti da tempo sul mercato, anche il consumatore meno esperto potrà effettuare, con un minimo di diligenza, le opportune verifiche per potersi tutelare; quando, invece, ci si affida ad operatori poco conosciuti od a privati non di rado accade che ci si debba fidare solo di quanto pubblicizzato, col rischio di scoprire a proprie spese se vi sono sostanziali differenze con quanto promesso; senza considerare, poi, che nel caso degli operatori privati, potrebbe essere anche più complicato riuscire a recuperare i soldi versati.

Ovviamente il discorso cambia parecchio anche in funzione del fatto che alla nostra vacanza sia applicabile, o meno, la normativa inerente i “pacchetti vacanza” disciplinata dal Codice del turismo (articoli 40 e seguenti). Invero, tale normativa, che comunque si rivolge solo ad operatori turistici di tipo “professionale”, è particolarmente favorevole per il viaggiatore prevedendo dei rimedi specifici in caso di ritardi od altri inadempimenti sorti durante il viaggio, rimedi che vanno dalla possibilità di godere di un viaggio alternativo, a quella di ottenere una riduzione del prezzo o di recedere dal contratto, ferma restando la possibilità di ottenere anche il risarcimento del danno “da vacanza rovinata”.

A ciò si aggiunga che, essendo gli intermediari e gli organizzatori turistici professionali obbligati a vendere pacchetti di viaggio “coperti” da adeguate polizze assicurative o garanzie bancarie, al turista sarà sempre garantito il rimborso del prezzo versato per il caso di insolvenza o fallimento dell’impresa, nonché il rientro immediato in caso di necessità. Diversamente, quando l’acquisto della nostra vacanza avviene tra privati o comunque al di fuori di un pacchetto turistico, la nostra tutela passerà soltanto per le norme ordinarie del Codice civile, salvo che non sia possibile rifarsi a specifiche discipline speciali, come, ad esempio, nell’ambito dei viaggi aerei o ferroviari oppure nell’ambito del trasporto passeggeri effettuato con autobus o, ancora, nell’ambito del trasporto passeggeri per vie navigabili.

Anche le locazioni turistiche i B&B o gli affittacamere che, nell’insieme, rappresentano l’ipotesi più frequente di contratti turistici stipulati tra privati, risultano sostanzialmente soggetti al sistema del Codice civile, con tutti i limiti conseguenti che sussistono nel momento in cui si intende agire per sollevare un reclamo o proporre una richiesta di rimborso o risarcimento dei danni.

Ferme restando le differenze tra le tre tipologie contrattuali, in tutte e tre le ipotesi bisognerà porre particolare attenzione a premunirsi di elementi che possano effettivamente dimostrare qual era il servizio turistico richiesto, così come eventuali danni o disservizi subiti, posto che l’onere della prova, come generalmente previsto dal codice civile, graverà su di noi più che sulla controparte.Di norma, comunque, un ottimo strumento di prevenzione, sia per i viaggi tutto compreso che per i viaggi “fai da te”, risultano essere le polizze assicurative sottoscritte su base volontaria le quali, oltre a fornire servizi e assistenza adeguati in caso di problemi, possono proteggere dalle truffe, permettendo quantomeno di riavere indietro il denaro speso.

La piattaforma online aiuta a dribblare il rischio truffa

L’estate scorsa ho prenotato un alloggio via internet. Sebbene sprovvista di recensioni, la casa era molto bella e il proprietario gentile e disponibile. Su consiglio di quest’ultimo ho proseguito la trattativa direttamente per email, per risparmiare la commissione richiesta dal portale, ma una volta incassato il bonifico, il proprietario è sparito, cosa posso fare?

Una volta subita una truffa come quella descritta dal lettore rimane poco da fare se non sporgere denuncia presso le autorità competenti con la speranza, almeno, di individuare l’autore della truffa attraverso l’intestazione del conto corrente su cui si è fatto il versamento. L’esperienza insegna a diffidare di chi propone di lasciare il portale che funge da intermediario nella prenotazione per procedere con trattative dirette. In questo modo si perde la tutela della piattaforma e si riduce enormemente la possibilità di recuperare quanto versato. In genere, infatti, i siti specializzati nelle intermediazioni immobiliari turistiche trattengono la somma dovuta fino al momento del check-in, dando il tempo all’ospite di verificare che la casa sia esattamente come pubblicizzata.

Ok a rimborso e risarcimento per pubblicità ingannevole

Il mese scorso ho prenotato un weekend presso una struttura alberghiera a 4 stelle che pubblicizzava diversi servizi esclusivi, come la possibilità di fruire di piscina, palestra e spa. In realtà, la piscina era poco più di una vasca di tre metri per tre e la spa non era utilizzabile perché l’unica persona addetta era ammalata. Posso chiedere il rimborso di quanto pagato?

Da tempo, ormai, la giurisprudenza, rifacendosi alle norme ordinarie del Codice civile, ha stabilito che se una struttura alberghiera non si presenta nelle condizioni in cui è stata pubblicizzata, oppure non fornisce i servizi descritti, dovrà provvedere al rimborso delle prezzo pagato dall’ospite, per intero o parzialmente a seconda della gravità della carenza o del disservizio. Qualora, poi, la prenotazione rientri nel contesto di un pacchetto di viaggio, l’applicazione del Codice del turismo consentirà di chiedere, oltre al rimborso, anche il risarcimento del danno “da vacanza rovinata”, ovvero del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta.

Protezione europea per chi percorre in treno la Ue

Prossimamente intendo realizzare un viaggio fai da te girando per l’Europa col treno. Mi chiedo se ci sono tutele uniformi per il rimborso o l’assistenza dei passeggeri in caso di ritardi o soppressione dei convogli.

Il Regolamento (CE) 1371/2007 regola i diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario e si applica a tutti i viaggi e servizi forniti nella Comunità europea dalle imprese ferroviarie titolari di licenza in base alla direttiva 95/18/CE. Fermo restando che i singoli Stati membri possono escludere dall’applicazione del Regolamento alcuni servizi ferroviari urbani, suburbani e regionali, la norma di per sé fissa diverse previsioni a favore dei passeggeri, stabilendo, ad esempio, che in caso di ritardi superiori ai 60 minuti in partenza o all’arrivo nella stazione finale essi possano scegliere tra il rimborso del biglietto oppure il proseguimento del viaggio con itinerari alternativi e senza sovraprezzo. Oltre al rimborso del biglietto, per ritardi superiori a 60 minuti la norma prevede anche l’obbligo di corresponsione di una indennità commisurata all’entità del ritardo stesso. In tutti i casi di ritardo superiore ai 60 minuti, poi, ai passeggeri va fornita adeguata assistenza fino alla ripresa del viaggio.

Volo cancellato e danno, quale indennizzo si può attivare

Nel corso del mio ultimo viaggio mi è stato cancellato un volo ed ho dovuto far fronte a delle spese impreviste che la compagnia aerea si rifiuta di riconoscermi perché sostiene siano ricomprese nell’indennizzo pecuniario già versatomi. È corretto?

Nell’ipotesi in un volo cancellato si può fare riferimento a diverse norme di settore, tra cui, in primis il Regolamento comunitario 261 del 2004 e la Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999. In base a queste normative ai passeggeri vanno riconosciute specifiche tutele, come, ad esempio, il diritto a ricevere una adeguata compensazione pecuniaria, da calcolarsi in funzione della lunghezza della tratta aerea soppressa, nonché il diritto ad ottenere una tempestiva “riprotezione” sul primo volo disponibile, sempre che il passeggero non preferisca vedersi rimborsato il biglietto. Ciò detto, eventuali ed ulteriori richieste di risarcimento del danno non possono essere escluse a priori, purché risultino direttamente connesse all’intervenuta cancellazione del volo e sempre che siano effettivamente comprovate attraverso l’esibizione di appropriata documentazione, quali scontrini o fatture.

Viaggio in traghetto o crociera: cambia il perimetro garantito

Nel caso di ritardi o disservizi nel viaggio in traghetto è applicabile la stessa disciplina dei viaggi in crociera?

Di norma, il semplice acquisto di un biglietto per l’effettuazione di una tratta di navigazione col traghetto, con o senza auto al seguito, trova la sua disciplina nell’ambito del Codice della navigazione, agli articoli 396 e seguenti, che attengono alle obbligazioni relative all’esercizio della navigazione, nonché nel Regolamento (UE) 1177/2010 sui diritti dei passeggeri nel trasporto per vie navigabili, il cui ambito di applicazione riguarda tutti gli Stati membri. Nel caso delle crociere, invece, si può fare riferimento alla diversa disciplina del Codice del turismo, trattandosi di viaggi comprensivi di servizi ulteriori e connessi (ad esempio escursioni e intrattenimento), che, nel loro insieme costituiscono veri e propri “pacchetti turistici”.

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