Bilancio di mezza estate

Turismo, Ferragosto da record ma senza i big spender extra Ue

Sono 25,4 i milioni di italiani in vacanza sia nelle località marine che in montagna. Lalli: «Il bilancio dell'anno resta comunque difficile». Bocca: «Settembre decisivo»

di Vincenzo Chierchia e Enrico Netti

Turismo, 13 milioni gli italiani in vacanza ad agosto: numeri migliori del periodo pre Covid

4' di lettura

Ferragosto positivo per l’industria delle vacanze, con 25,4 milioni di italiani in vacanza, secondo un’indagine effettuata da Coldiretti/Ixè. Risultati trainati soprattutto dal mare e dalla montagna. Ma segnati anche dall’emergenza Covid e dai green pass. Mancano però all’appello milioni di stranieri soprattutto i big spender extra Ue.

Lo scenario

«Queste due settimane stiamo lavorando bene, almeno al mare e in montagna, è un messaggio di speranza ma vogliamo specificare che questo non può compensare un anno intero. Abbiamo perso 6 mesi, abbiamo cominciato alla fine di giugno» dice la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli, ricordando che continua a mancare il grande bacino del turismo internazionale.

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Le città d’arte soffrono

«E infatti continuano a essere in crisi - spiega Lalli - le città d’arte, continuano a essere in crisi le strutture di lusso. Gli italiani, che pure stanno viaggiando, non possono compensare le spese dei viaggiatori di lusso internazionali. Siamo ancora molto in sofferenza. Ora bisogna vedere se possiamo lasciarci alle spalle tutto o bisogna correre ai ripari un’altra volta e allora il nostro problema diventerebbe molto serio».

Il Bonus Terme

«Buone notizie anche dal settore termale - conclude Lalli - anche per la novità del bonus termale, deciso dal Governo. Non abbiamo ancora la metodologia di applicazione ma a breve dovrebbe esserci questa piattaforma per richiederlo. Le Terme sono ripartite, non siamo certo ancora ai livelli del 2019 ma c’è un riavvicinamento. Segnalo che ci sono anche dei trattamenti post Covid molto utili in ambito termale e questo è un altro segnale che le terme sono cure mediche prima che centri per il benessere».

«Molto bene Riviera romagnola, riviera ligure, Nord Sardegna, costiera adriatica-abruzzese - fanno sapere da Fipe-Confcommercio -, bene anche per Lignano Sabbiadoro, Iesolo, Lago di Garda, Salento, Sud Sardegna, costiera sorrentina e amalfitana, isole siciliane, costiera laziale, e per la montagna, Trentino, Valle d’Aosta e Valtellina, montagne bellunesi ed entroterra abruzzese. Quanto alle città: male Venezia, Verona; come il 2020 per Roma, Napoli e Firenze».

Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, sottolinea che «Il mare sta funzionando molto bene ad agosto e abbiamo una grande affluenza soprattutto italiana e anche in parte europea. Ma vanno molto meno bene quelle che sono le mete tradizionali del pubblico internazionale quindi in primis le città d’arte».

Incognita stranieri

«Un pezzo della stagione estiva l’abbiamo salvata - aggiunge Bocca -, certo giugno e luglio non sono andati bene come agosto ma questo mese ci ha fatto tornare ai livelli di agosto 2019 nelle località di mare. Adesso il problema sarà a settembre quando il turismo internazionale - americano, giapponese, russo e cinese continuerà a non venire e quindi le nostre magnifiche Roma, Firenze, Venezia ricomiceranno a soffrire. Ora stiamo vedendo svizzeri, francesi, tedeschi, europei del Nord che vengono per il mare e spesso ci raggiungono con la macchina. Abbiamo bisogno anche degli altri stranieri, che sono poi i big spender».

«Questo ponte di Ferragosto non ci ha tradito e si conferma con delle presenze significative con grande soddisfazioni di tutta la filiera ma questo non deve far pensare che la crisi del turismo sia passata. Il vero banco di prova sarà settembre» sottolinea il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina. «Quindi un Ferragosto anche al di sopra delle nostre aspettative - aggiunge - ma che rappresenta solo una piccola boccata d’aria rispetto alla ripresa che ancora dobbiamo apprezzare all’inizio di settembre, anche se i segnali che stiamo avendo non sono del tutto positivi e non ci fanno stare tranquilli. Gli stranieri che stiamo rivedendo sono essenzialmente europei, non sono percentualmente significativi e sono a macchia di leopardo. Vedremo a settembre ma crediamo, purtroppo, che la ripresa non ci sarà».

Puglia da record

«Bari e la Puglia tornano la meta turistica preferita dall’Italia e dall’Europa - dice il sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Nel weekend di Ferragosto, appena trascorso, il 90% delle strutture ricettive cittadine era occupato. Il turismo è ormai un settore importante dell’economia e dopo quasi due anni di stallo, in cui pensavamo di non riprenderci più, oggi si riaccende la speranza. Con le dovute cautele e qualche attenzione in più, Bari torna a vivere offrendo la sua bellezza, la sua storia e tutto ciò che ha da raccontare».

La Toscana recupera

Sembra che l’interesse dei turisti per le destinazioni toscane sia aumentata sensibilmente negli ultimi giorni: dal 28 luglio in poi le ricerche sono aumentate ad un tasso medio giornaliero del 6,0%, passando da una media di 128 mila posti letto al giorno a 208 mila, secondo Destination Travel Demand Report di Lybra.

Il nodo Green Pass

«A settembre con l’eventuale cambiamento di colori di alcune regioni o altre restrizioni o ancora il banco di prova del Green Pass nei locali al chiuso (ora in tantissimi posti si può mangiare all’aperto e l’impatto è stato limitato) - spiega Messina - vedremo e verificheremo soprattutto la ripartenza delle città d’arte che di fatto sono bloccate da marzo 2020». «L’orientamento degli operatori - sottolineano da Fipe - si divide più o meno a metà tra chi ritiene che il green pass stia avendo un impatto negativo sulla stagione turistica e chi, al contrario, ritiene di no».

Corsa alle aree verdi

Presenze da record alla Cascata delle Marmore, nel Ternano, nella giornata di Ferragosto. Il parco della cascata ha superato il tetto dei 10mila ingressi. Fino al 25 agosto, tutto esaurito in Trentino. Con picchi di prenotazioni confermate fino a metà settembre. In val di Fassa tutti i 65 mila posti letto sono prenotati.

«È una stagione che ci riporta alla pre pandemia. Anzi, forse addirittura meglio. Merito degli italiani che hanno riscoperto il piacere del nostro Paese» dice Fausto Lorenz, presidente dell’associazione di promozione turistica Fassa.

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