le stime dell’enit

Turismo, da Firenze a Roma a Venezia: nel 2020 oltre il 60% in meno di turisti stranieri

Secondo l’Agenzia nazionale turismo i visitatori internazionali pernottanti in Italia dovrebbero diminuire del 55% (35 milioni di turisti in meno) nel 2020

di Andrea Gagliardi

Turismo in lieve ripresa a luglio, presenze a -50%

Secondo l’Agenzia nazionale turismo i visitatori internazionali pernottanti in Italia dovrebbero diminuire del 55% (35 milioni di turisti in meno) nel 2020


3' di lettura

La pandemia di coronavirus avrà un impatto significativo sul turismo italiano. Malgrado alcuni segnali di ripresa (il sindaco di Firenze Dario Nardella ha dichiarato che in queste ultime due settimane «si comincia a vedere un certo numero di turisti, molti italiani ma anche europei come francesi, tedeschi, inglesi») l’Enit (Agenzia nazionale turismo) prevede che il totale dei visitatori (l'aggregato internazionale e nazionale) diminuirà del 44% nel 2020 rispetto all'anno precedente. Il che equivale a 51 milioni di turisti in meno. Le notti turistiche totali diminuiranno di 165milioni e le spese turistiche di 67 miliardi di euro.

Persi nel 2020 35 milioni di turisti stranieri

Gli impatti dovrebbero essere molto maggiori per gli arrivi internazionali rispetto ai viaggi nazionali. I visitatori internazionali pernottanti dovrebbero diminuire del 55% (pari a 35 milioni) nel 2020. Mentre si stima che i visitatori domestici caleranno del 31% (16 milioni) rispetto al 2019. E si prevede che tutte le città italiane avranno un impatto significativo. Tuttavia, quelle che dipendono maggiormente dai visitatori internazionali rispetto ai domestici dovrebbero essere maggiormente colpite.

Il calo a due cifre nelle città d’arte

In un confronto europeo tra singole destinazioni turistiche, il forte tasso di internazionalizzazione delle nostre città d'arte le porti nel 2020 a tassi negativi (Firenze -63,9% di arrivi internazionali, Napoli -61,5%, Venezia -60,7%, Roma -60,5%, Milano -58,5%, Genova -57,2%, Torino -53,2%), comparabili con quelli di Nizza-Cannes (-61,8%), Barcellona (-59,2%) e Parigi (-57,9%).

I timidi segnali di ripresa

Tutto questo mentre nelle prime due settimane di luglio, in base alle stime dei principali operatori del settore, risale la curva delle presenze. I primi segni di ripresa riguardano le località d mare e montagna, ma le città d'arte sono ancora semivuote. Dal -80% di giugno si passa a un -50%, grazie al mercato italiano. Ma a Roma, Firenze, Venezia, il calo è ancora tra il 70 e l'80% rispetto a un anno fa: pesa l'assenza dei viaggiatori stranieri (che d'estate sfiorano in media il 70% del totale), in particolare dagli Usa. Sono, che chiedono al governo “interventi urgenti a sostegno delle imprese”. L’Enit registra un lieve miglioramento delle prenotazioni straniere dal 13 luglio al 23 agosto, con un calo del -90,1% (era -91,7% 15 giorni fa). Da alcuni mercati c'è una frenata alle disdette: in particolare, la Germania passa da -83,7% a -75,7%, e la Francia da -79,1% a -64,9, il Regno Unito da -90,6% a -86,5%. Scontato il calo dagli Usa, in considerazione della fase acuta della diffusione del virus che sta vivendo quel Paese (-94,3%) e per analoghi motivi la Russia (-93%).Dall'estero alcune novità si segnalano alla luce delle riaperture, dell'allentamento delle misure e delle facilitazioni per l'ottenimento dei visti in Italia: il calo delle prenotazioni estive per l'Italia registra una leggerissima ripresa complessiva (da -89,4% a -85,4%).

Il confronto internazionale

Gli arrivi internazionali in tutto il 2020 calano comunque del -55% rispetto al 2019 . Come proiezione per tutto il 2020 in termini di arrivi internazionali l'Italia è linea con la Francia e la media dell'Europa Occidentale (-52%). Ha più appeal di Croazia (-68%) e Grecia (-58%), mentre è in linea con la Turchia che è ha ugualmente arrivi internazionali in calo del -55%. Perde 5 punti in più della Spagna (-50%).

Palmucci: Italia leader assoluto in Europa per turismo a lungo raggio

«Il turismo italiano è per il 50 per cento composto da stranieri e l'Italia è ai primi posti per i viaggiatori big spender oltreoceano (Stati Uniti, Cina, Giappone, Australia) che quest'anno è la quota di mercato più in affanno. La spesa turistica totale diminuirà di 67 miliardi circa ma nonostante una perdita di quasi il 50 per cento si innescano fenomeni compensativi e gli italiani stanno rispondendo bene, con località già sold out e con la Penisola che recupera una parte degli italiani esterofili. In questo momento è importante concentrarsi su una promozione che consolidi l'immagine del turismo in Italia. La voglia di Italia è tanta. Il nostro Paese è leader assoluto in Europa per il turismo a lungo raggio e rappresenta il 23 per cento circa di questo mercato» dichiara il presidente Enit Giorgio Palmucci.


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