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Turismo, tra giugno e settembre 17 miliardi di euro spesi dai visitatori esteri

Secondo i dati di Confcommercio i valori tornano sui livelli pre-Covid, grazie soprattutto al ritorno degli americani, che spenderanno più del 2019

di Giovanna Mancini

(robertharding / AGF)

2' di lettura

Il turismo riparte su scala globale e gli effetti si riverberano (positivamente) anche sull’industria italiana del turismo, che dallo scorso aprile sta registrando una forte crescita sia nelle località di mare e montagna, sia nelle città d’arte. Tornano infatti, e questa è un’ottima notizia per il nostro Paese, i visitatori dall’estero, soprattutto americani, quelli che – per capirsi – in vacanza tendono a spendere di più. Secondo Confcommercio, tra giugno e settembre la spesa turistica degli stranieri in Italia raggiungerà i 17 miliardi di euro.

La spesa degli americani

I valori tornano dunque ai livelli pre-pandemia, spiega l’associazione, con una quota di spesa da parte dei turisti americani di oltre 2,1 miliardi di euro (+20% rispetto al 2019), grazie anche al cambio euro-dollaro favorevole agli americani. Saranno circa 4,4 milioni le presenze da Oltreoceano nelle strutture turistico ricettive tra luglio e settembre e positivi sono anche i numeri dei visitatori europei, con gli arrivi dalla Spagna che recuperano i livelli pre-Covid (circa 1 milione di passeggeri sui voli tra giugno e settembre), mentre si sta riprendendo solo in parte il turismo tedesco che, comunque registra a luglio un calo degli arrivi in aereo del 27% rispetto al 2019. Anche dall’Asia gli arrivi restano limitati e la guerra tra Russia e Ucraina si fa sentire anche qui, con l’azzeramento o quasi del turismo russo.

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La ripresa del traffico aereo

La ripresa dunque c’è, è l’analisi di Confcommercio, tuttavia il turismo estero in Italia dipende fortemente dal trasporto aereo. L’offerta di voli da e per l’Italia sono in deciso aumento, tanto che nel mese di luglio il calo rispetto allo stesso periodo del 2019 si è ridotto all’8,1%, un risultato migliore della media europea, che registra un -13,5%, anche se al di sotto del risultato sorprendente della Grecia, che aumenta invece il proprio traffico del 6,3%.

Il turismo è tornato, dunque, ma ha cambiato volto. La pandemia e la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina stanno cambiando i comportamenti dei viaggiatori, spiegano da Confcommercio, aumentando l'incertezza nella programmazione dei viaggi: i biglietti aerei, infatti, vengono prenotati sempre più a ridosso della partenza, con una riduzione del tempo tra acquisto e viaggio che passa mediamente da 79 a 61 giorni (per gli americani da 103 a 80 giorni, mentre è addirittura più che dimezzato per i giapponesi da 76 a 32 giorni). In ogni caso, è evidente che gran parte della ripresa turistica italiana, soprattutto per questa stagione estiva, dipenderà dal protrarsi o meno dei disagi nel trasporto aereo.

«Il ritorno, dopo tre anni, del turismo straniero, contribuisce a consolidare la nostra ripresa economica – ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli –. Le prospettive, però, sono incerte a causa della diminuzione dei consumi, delle agitazioni nel trasporto aereo e dell'incognita pandemia. Occorre, dunque, che il sostegno al settore turistico sia tra le priorità del prossimo esecutivo in termini di contrasto al caro energia e riduzione del carico fiscale».

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