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Turismo, il governo corra ai ripari prima che “Herr Muller” vada altrove

L’esecutivo sta studiando l’idea dei corridoi per aprire la strada verso l’Italia ai turisti tedeschi, russi e cinesi anche in questa difficilissima estate 2020

di Giancarlo Mazzuca

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L’esecutivo sta studiando l’idea dei corridoi per aprire la strada verso l’Italia ai turisti tedeschi, russi e cinesi anche in questa difficilissima estate 2020


2' di lettura

Vi ricordate il corridoio di Danzica? Era una striscia di terra istituita poco più di cento anni fa con il trattato di Versailles per dare alla Polonia la possibilità di uno sbocco sul Mar Baltico. Oggi, in tempi di “coronavirus”, si torna a parlare di corridoi: sarebbero quelli che il governo sta studiando per aprire la strada verso l’Italia ai turisti tedeschi, russi e cinesi anche in questa difficilissima estate 2020.

In effetti, mai come in questi giorni, bisogna dedicare particolare attenzione a certi settori in “panne”. E, giustamente, Dario Franceschini, ministro della Cultura e del Turismo, in vista dell'estate, si sta impegnando moltissimo per sensibilizzare l’esecutivo su un tema così delicato. Mai come adesso è, infatti, evidente che la ripartenza del Belpaese ha alcune priorità, a cominciare proprio dal recupero di quelle che, da sempre, rappresentano il meglio del “made in Italy”.

Ecco perché il percorso per uscire dal tunnel del “coronavirus” ha un “must”obbligato: rivitalizzare i gioielli di casa. In tal senso, Franceschini è sulla stessa linea del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: entrambi sono convinti che sarà necessario risolvere la difficilissima equazione tra le misure adottate per difendere la salute dei turisti e gli interventi che occorrono per evitare che un comparto così vitale finisca per affondare definitivamente. E si deve anche far presto perché le ultime previsioni parlano di un calo di quasi il 70 per cento delle prenotazioni aeroportuali tra l’inizio di giugno e la fine d'agosto: un vero “flop”.

Ora dobbiamo ammetterlo: per tanto tempo non abbiamo forse dedicato al turismo, che soprattutto in Italia è da sempre abbinato al capitolo-cultura, la stessa attenzione data ad altri settori perché l'intero comparto ha continuato a vivere di luce propria ed ha potuto tranquillamente marciare da solo. Ma oggi non è più cosi: e bene stanno facendo alcuni ministri a studiare corridoi dall'estero ed altre soluzioni per cercare di evitare che il nostro fiore all'occhiello diventi davvero un “Titanic” destinato a schiantarsi contro l' “iceberg” di una crisi senza fine.

E mi riferisco, in particolare, ai turisti tedeschi che, dagli anni Sessanta, sono stati il principale serbatoio, soprattutto nella stagione calda, dell'industria tricolore delle vacanze mentre oggi i giornali stanno parlando del dirottamento di tantissimi “Herr Muller” verso altri lidi, a cominciare dalla Croazia. Ecco perché, prima che sia troppo tardi con la chiusura definitiva di tanti alberghi ed esercizi commerciali, bisogna davvero correre ai ripari. Franceschini pensaci tu.

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