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Turismo, l’ecommerce torna ai livelli della pre pandemia

L'Osservatorio del Politecnico di Milano stima che tra ospitalità e trasporti il valore nel 2022 ammonti a 27,6 miliardi, +3,7% sul 2019

di Alessia Maccaferri

(Alliance - stock.adobe.com)

4' di lettura

Mentre il turismo cerca faticosamente una soluzione possibile agli effetti della crisi climatica, come la carenza di neve, gli operatori che hanno puntato sull’innovazione di lungo periodo e la transizione digitale vengono premiati. La ripartenza del 2022 c’è stata ed è stata consistente con un boom di presenze. Ma questo è ancor più vero per l’ecommerce, grazie alla ripresa dei viaggi internazionali e alla trasferte d’affari. Infatti mentre il mercato dell’ospitalità e del trasporti con 48,8 miliardi non sono tornati ai livelli pre-pandemia, l’ecommerce segna il sorpasso.

Online e offline sempre più integrati

Nel 2022 il valore complessivo dell’ecommerce nel travel è arrivato a 27,6 miliardi in crescita del 3,7% rispetto ai valori del 2019, secondo i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo che il Politecnico di Milano presenterà il 25 gennaio. In particolare l’ospitalità vale 16,4 miliardi, in crescita rispetto ai 14,6 del 2019, mentre i trasporti sono vicini al sorpasso:11,2 miliardi, rispetto ai 12 del 2019 (va precisato che i dati sui trasporti includono mercato domestico, incoming, outgoing mentre per l'ospitalità le sole componenti di incoming e domestico).

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Risultati resi possibili soprattutto per chi ha saputo cogliere alcuni trend internazionali riguardo a modelli di business che mettono al centro il consumatore. Il Politecnico sottolinea in particolare una sempre maggiore sfumatura dei confini. Per esempio la ricettività alberghiera sempre più spesso ingloba anche quella extra-alberghiera e nella mobilità, invece, coesistono negli stessi gruppi soluzioni diverse, dall’autonoleggio al car-sharing, nella distribuzione, invece, fisico e online sono sempre meno giustapposti e sempre più integrati: ad esempio, il Gruppo Tui si apre alla vendita di pacchetti dinamici grazie alla collaborazione con fornitori terzi, adottando un nuovo modello di business che lo porta ad assomigliare sempre più a un’Ota.

Avanza la transizione digitale

Il secondo trend, si legge nel report, riguarda una sempre maggiore centralità della sostenibilità, macroscopica nel comparto aereo, con obiettivi di neutralità delle emissioni entro il 2050, ma sempre più pervasiva anche in altri comparti. L'82% delle strutture ricettive italiane ha attivato azioni per l'utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale, il 78% per la riduzione degli sprechi e il 61% azioni per la sensibilizzazione di clienti e dipendenti sul tema della sostenibilità. Infine il valore delle partnership per generare un'offerta più completa e attrattiva. La digitalizzazione del journey rimane una priorità trasversale a tutte le aziende di tutti i comparti del settore. Le agenzie di viaggio stanno investendo nella digitalizzazione della relazione, ad esempio utilizzando strumenti digitali per l'invio del preventivo (36%) e piattaforme B2b2c per vendere direttamente online i servizi al cliente (25%). Anche le strutture ricettive si adoperano per la digitalizzazione del journey: l'ecommerce incide per il 51% sulle transazioni (era il 44% nel 2019). Nei trasporti l'incidenza sale addirittura al 68% dal 55% del 2019. L’orizzonte futuro lo disegna la Cina dove si diffondono nuove modalità di acquisto legate al live streaming e lo shopping tramite gruppi WeChat.

Protagoniste le start up del fintech e insurtech

«Uno dei trend già emerso l’anno scorso e che accelererà quest’anno è il sempre maggior ruolo giocato dalle start up del fintech e insurtech: soluzioni assicurative innovative o servizi basati sulla blockchain promettono di giocare una partita sempre più rilevante anche nel travel» spiega Eleonora Lorenzini, direttrice dell’Osservatorio del Politecnico, che delinea anche le tendenze di lungo periodo. «Prima di tutto la servitizzazione, ossia il fenomeno per cui l'offerta di prodotti viene sostituita dall'offerta di servizi. Nel travel il fenomeno è più evidente nell’ambito della mobilità, dove il noleggio si va almeno in parte a sostituire al possesso dei beni- spiega Lorenzini - E poi la crescita della domanda di servizi in abbonamento, modello Netflix, porta a riflettere sull'utilità di sfruttare il trend anche nell'ambito turistico». Per esempio eDreams Odigeo con il programma Prime, servizio in abbonamento nel settore dei viaggi, offre l'accesso a sconti esclusivi e promozioni su voli, hotel e servizi di autonoleggio.

Resiste la biglietteria fisica

Per i prossimi mesi ci si aspetta la crescita dell’esperienze, che dà soddisfazione agli operatori che ci investono. Come dimostra mostra il caso di Destination Italia, la tech company specializzata nel turismo incoming esperienziale nel settore luxury (quotata su Euronext Growth Milan) che ha superato 27,4 milioni di euro di prenotazioni nei primi 11 mesi del 2022 con una crescita del +275% sull’anno precedente. «Sul fronte delle esperienze un grande contributo potrebbe arrivare dal Tourism Digital Hub, finanziato dal Pnrr, che potrebbe contribuire allo sviluppo dei servizi ancora da digitalizzare» conclude Lorenzini. Che ci siano ampi margini di crescita è testimoniato dal fatto che la biglietteria fisica rimane per tour della località, musei, mostre ecc. il canale più utilizzato, seguito da sito o app del fornitore del servizio. Per il pagamento delle esperienze prevale ancora il contante, utilizzato in media nel 50% delle transazioni, in linea con quanto avveniva nel 2019.

L’online è il canale preferito per la prenotazione

Il Politecnico conferma come il canale online ormai prevalga per l'ispirazione. Il 56% dei viaggiatori dichiara di aver usato l'online come unica fonte: motori di ricerca in oltre un caso su due seguito da siti di recensione, aggregatori e comparatori di alloggi e trasporti, sito dei fornitori dell'alloggio. Anche in fase di prenotazione l'online la fa da padrone: per l'alloggio la quota di chi ha utilizzato esclusivamente canali online raggiunge il 59% (prevalentemente Ota, seguite dai canali diretti), mentre per i trasporti il 63%, con una prevalenza di chi effettua la prenotazione tramite il sito o app del fornitore del servizio.

Riproduzione riservata ©
  • Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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