Il Salone Ttg di Rimini

Turismo: l’online corre, soffre il viaggio organizzato

Le vendite di soggiorni sul web in aumento del 51% stima il Politecnico di Milano. La protesta dei tour operator Gattinoni: «Mercato fermo, allargare i corridoi esteri»

di Enrico Netti

(ANSA)

3' di lettura

Da un lato le brillanti performance registrate nel periodo estivo ora il rimbalzo (+51% sul 2020) delle vendite online di soggiorni e viaggi. Ma anche il grido d’allarme del turismo organizzato, comparto fermo da ben venti mesi. Queste le facce contrapposte della giornata di ieri al Ttg di Rimini, il marketplace dedicato al turismo.

La vendita online di prodotti turistici torna a crescere e tocca i 10,8 miliardi di controvalore (+51%) ma resta ben distante dai 16,3 dell’epoca pre pandemia. Nel dettaglio i trasporti raggiungono gli 8,3 miliardi, con un -55% sul 2019, di cui 5,1 realizzati online che detiene una quota di mercato del 62%. L’ospitalità si attesta a quota 9,1 miliardi contro i 10,3 del 2019 (-11%) e un balzo del 66% sul 2020. Qui l’online aumenta a due cifre (+47%) e ritorna a 5 miliardi di ricavi grazie a una accelerazione delle transazioni dirette, quelle che arrivano dai clienti ai siti degli hotel. In deciso aumento anche la vendita online dell’ospitalità extra alberghiera, quella degli affitti brevi e bed & breakfast, che vale circa 3,2 miliardi contro gli 1,9 dell’alberghiero tradizionale. Queste le stime dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo della School of Management del Politecnico di Milano presentate da Filippo Renga ed Eleonora Lorenzini, responsabili dell’Osservatorio che hanno anche analizzato le vendite di tour operator e compagnie crocieristiche. I dati del turismo organizzato restano drammatici a partire dal gap del 66% rispetto al 2019. Per le agenzie di viaggio, che hanno ridotto di un quinto il personale, i ricavi online segnano un -72%. Per quanto riguarda la ripartenza ci si affida a una via strategica: innalzare la qualità dell’offerta anche grazie alle risorse del Pnrr. «È fondamentale lavorare per aumentare la qualità complessiva e del valore aggiunto generato dall’industria turistica - sottolineano i due direttori dell’Osservatorio -. Inoltre è necessario spostare l’offerta turistica italiana verso segmenti sempre più premium».

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I dati del Polimi evidenziano la situazione del turismo organizzato che nel 2019 aveva ricavi per 13,3 miliardi e a fine 2021 forse arriverà a 2,5 miliardi. Ieri pomeriggio l’ennesimo allarme e un gesto simbolico. I vertici delle associazioni del comparto, dopo 20 mesi con attività azzerata, sono saliti sul palco indossando magliette con lettere cubitali che formano la parola ”Subito” ovvero subito sostegni, subito certezza della cassa integrazione e subito riaperture di tutte le mete per riprendere a lavorare e mantenersi da soli. Gianni Rebecchi (Assoviaggi) con la S chiede sostegno perché «il settore per ripartire ha bisogno di almeno altri 500 milioni oltre ad ammortizzatori sociali almeno fino al giugno 2022». La presidente Fiavet Ivana Jelinic con la U vuole urgenza «perché ci siamo scontrati con una burocrazia complessa e tutti gli aiuti ricevuti spesso non sono stati tempestivi. Mancano informazioni e date certe». La parola passa a Enrica Montanucci, presidente Maavi, con la B di battaglia: «È un ossimoro accostare battaglia al turismo, sinonimo di leggerezza, cosa che non dovrebbe succedere mai. Ma la battaglia è l’unico modo, noi siamo abituati a non ad alzare la voce, e siamo uniti nel farci sentire. Vogliamo risposte concrete su date e risorse». La I di internazionalizzazione a Domenico Pellegrino (Aidit): «Ci manca il nostro prodotto che è il mondo mentre siamo costretti a lavorare solo in Italia. C’è una spaccatura tra l’incoming e l’outgoing, quest’ultima vista più negativamente, perché sinonimo di esportazione di valuta». Franco Gattinoni Presidente Fto e del Gruppo Gattinoni con la T «come tutto il turismo, non è chiaro forse il nostro lavoro, parliamo di turismo organizzato, il primo settore al mondo per occupati. In Italia dà lavoro a 80mila persone e fatturava nel 2019 13,5mld di euro, oggi arrivati a quota 2. Ora la nostra priorità è lavorare. L’Europa sta viaggiando e vogliamo viaggiare anche noi». Pier Ezhaya (Astoi) «O come organizzato: il valore della filiera e il valore di assistere i clienti. Il turismo è unico, non c’è differenza tra incoming e outgoing, perché fatto da aziende italiane che pagano le tasse in questo Paese».

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