La regina delle Dolomiti

Turismo, dalla Marmolada una spinta alla ripresa

Le Dolomiti rappresentano una delle mete turistiche di maggiore attrattività, da potenziare e valorizzare anche nella prospettiva del pieno utilizzo delle risorse del Recovery Fund europeo

di Dino Pesole

Legambiente: ghiacciai alpini ridotti del 60% in 150 anni

4' di lettura

All’ingresso della funivia in località Malga Ciapèla (comune di Rocca Pietore in provincia di Belluno) per salire alla Marmolada non occorre esibire il green pass, che viene richiesto solo per accedere al museo e al ristorante. Le precauzioni legate al green pass non hanno avuto particolari conseguenze sui flussi turistici diretti alla “regina delle Dolomiti”, 3.343 metri di altitudine. Lo spettacolo in vetta è mozzafiato al pari della visita al museo della grande guerra, dedicato alla commemorazione del fronte bellico, il museo “più alto d'Europa”, e della visita alla zona monumentale.

Il ghiacciaio, causa riscaldamento, non è quello di anni fa

Il ghiacciaio in vetta non è certo quello di anni fa, causa il riscaldamento che lo sta lentamente erodendo, ma resta pur sempre una delle maggiori attrattività delle Dolomiti. Dal 19 giugno le Funivie Marmolada hanno aperto la stagione estiva che si protrarrà fino a 13 settembre. Gli operatori della zona registrano una buona affluenza ma guardano con preoccupazione alla stagione invernale. L'andamento dell'estate è giudicato comunque non ancora sufficiente a compensare le perdite subite dalla scorsa stagione invernale, con gli impianti chiusi dopo settimane di stop and go vissute all'insegna dell'incertezza.

Loading...

Marmolada – ferrata eterna (archivio Dolomiti - Claudio Minardi)

Dal turismo possibile spinta alla ripresa

Se si considera che il comparto del turismo nel suo insieme contribuisce per circa il 13% al Pil, il risultato della stagione estiva è considerato di grande importanza per centrare l'obiettivo di una crescita che quest'anno certamente supererà il 5% e che secondo le ultime proiezioni potrebbe anche attestarsi nei dintorni del 5,8 per cento. Le Dolomiti rappresentano una delle mete turistiche di maggiore attrattività, da potenziare e valorizzare anche nella prospettiva del pieno utilizzo delle risorse del Recovery Fund europeo. Stando ai dati più recenti diffusi dallo sportello Iat di Piazza Duomo a Belluno, il numero dei turisti è cresciuto in misura significativa tanto che nel mese di luglio sono stati 991 gli accessi all'ufficio in centro città, +17,2% rispetto allo scorso anno. «È il segno che si sta lentamente tornando alla normalità, e questi primi dati sono la miglior risposta a chi sostiene che in città non arrivino turisti», osserva l’assessora al turismo Yuki d'Emilia. Belluno si conferma «meta attrattiva anche per i cittadini stranieri». Non vi sono stati «grossi impatti per la questione green pass - aggiunge Lucia Farenzena, presidente del Consorzio turistico Marmolada -. Il tempo non è stato dei più clementi, penalizzando quindi le attività in quota, che purtroppo non hanno avuto una grande affluenza di ospiti. A luglio alcune strutture hanno avuto un aumento rispetto allo scorso anno e c'è stata una crescente domanda rispetto a periodi lunghi».

La Marmolada conserva intatto il suo fascino

Patrimonio Unesco (Mario Vascellari è l'attuale presidente delle Funivie), la Marmolada resta la meta più ambita dagli alpinisti. Le stazioni sono prive di barriere architettoniche e consentono di ammirare una vista spettacolare oltre che toccare con mano le tracce della storia e di luoghi sacri. La sua stazione a monte, Punta Rocca (3.265 mt) posta di fronte alla vetta principale di Punta Penia è raggiungibile in poco più di 10 minuti da Malga Ciapèla con la funivia Marmolada. Poi fino alla terrazza panoramica con balaustre e vetrate, dove la vista si estende a perdita d'occhio dalle cime dolomitiche fino alla laguna di Venezia e alle vette austriache ma anche verso il basso mostrando in tutta la sua bellezza la parete sud della Marmolada, da un lato e dall'altro verso il ghiacciaio più ampio delle Dolomiti e il Lago Fedaia.

Sulla Marmolada anche la storia è protagonista

É Punta Rocca (3.265 mt), il punto più alto raggiungibile direttamente con la funivia. Scendendo di quota, presso la stazione di Punta Serauta, è la storia a essere protagonista. Il Museo Marmolada Grande Guerra, completamente rinnovato e ampliato nel 2015, propone un percorso multimediale attraverso la vita quotidiana dei soldati, testimonianze e resti emersi dalle gallerie scavate nel ghiacciaio della Marmolada durante la Prima Guerra mondiale. Dalla stazione di Serauta si snoda un percorso alla scoperta della Zona Monumentale Sacra, uno stretto sentiero sul versante sud-est di Serauta, che attraversa antichi camminamenti da cui si possono vedere la caverna del posto di comando, l'osservatorio, l'infermeria e la stazione della teleferica del Fortilizio Italiano. Poi l'itinerario che conduce a Forcella Vu, dove probabilmente si trovano ancora sepolti 15 fanti italiani caduti a causa di una mina austriaca.

Come è nata la funivia sulla montagna

Nei primi anni Sessanta del Novecento, il territorio dell'Agordino basava la sua economia ancora sull'agricoltura e sull'allevamento. Il Cavalier Furio Bianchet, membro del Cai e visionario, guardando verso l'alto della cima della Marmolada, matura l’idea di costruire sulla montagna una funivia, che trasporti sul ghiacciaio visitatori e sportivi, appassionati di sci. Una sorta di mission impossible per quei tempi. Oltre al sostegno del comune, entra in campo un investitore, la famiglia Vascellari. Sono gli anni della nazionalizzazione dell’energia idroelettrica (settore in cui opera la famiglia Vascellari). Completata la nazionalizzazione delle loro imprese, Valentino e i figli Bruno e Giorgio possono disporre di notevoli ricorse che decidono di investire, scegliendo diversi progetti fra i quali proprio l'idea di Bianchet. Con il benestare del comune di Rocca Pietore, a metà anni Sessanta prendono avvio i lavori di costruzione della prima funivia (900 metri di dislivello da superare in una sola campata e senza sostegni intermedi). Una vera impresa per l'epoca. A dicembre del 1968, i primi due tronchi vengono aperti al pubblico, e il primo biglietto è proprio quello di Bianchet. Nel 1970 arriva anche il terzo tronco, il più complesso da realizzare a causa delle condizioni meteo proibitive.

In vetta anche Dino Buzzati

Sulla vetta la funivia trasporta turisti di tutte le nazionalità, scrittori del calibro di Dino Buzzati, giornalisti come Indro Montanelli, campioni di sci, come Alberto Tomba, ma anche attori, come Silvester Stallone, che gira qui alcune scene di “Cliffhanger”. Nel 2004/2005 prende avvio un'opera di rinnovamento dell'impianto, che si conclude con l'aumento della portata, la costruzione di una nuova terrazza panoramica, la totale accessibilità ai disabili dell'impianto, il nuovo museo e due accessi panoramici per velocizzare la discesa degli sciatori dal piano d'imbarco della pista nella stazione di Punta Rocca.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti