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Turismo nautico: è crisi. Ma l’estate 2020 può segnare una crescita

Secondo un report di Risposte turismo, oltre l’89% delle marine prevede che il 2020 si chiuderà con cali di traffico. Ma il 32,9% delle imprese del comparto ritiene che per il solo periodo estivo ci sarà una crescita della domanda

di Raoul de Forcade

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(lukaszimilena - stock.adobe.com)

Secondo un report di Risposte turismo, oltre l’89% delle marine prevede che il 2020 si chiuderà con cali di traffico. Ma il 32,9% delle imprese del comparto ritiene che per il solo periodo estivo ci sarà una crescita della domanda


3' di lettura

Un alone di incertezza si propaga sul turismo nautico nel 2020 per effetto dell’emergenza Covid e del conseguente lungo lockdown che è stato imposto al Paese. Se, da un lato, 0ltre l’89% delle aziende che operano nel settore prevede che il 2020 si chiuderà in calo sul 2019, quanto ad aspettative di traffico.

Tuttavia il 32,9% delle imprese del comparto (una percentuale trainata soprattutto quelle più grandi) ritiene che, per quanto riguarda il solo periodo estivo 2020, ci sarà «una crescita della domanda turistica rispetto al medesimo periodo del 2019».

È quanto emerge da un report di Risposte turismo, messo a punto su un campione di 76 strutture, tra porti turistici, approdi e punti di ormeggio, distribuite su tutto il territorio italiano. Un campione rappresentativo dell’offerta ricettiva nautica italiana ed eterogeneo per localizzazione e dimensioni.

In crisi soprattutto le strutture di piccole dimensioni

L’indagine, realizzata attraverso la somministrazione di un questionario online, analizza gli impatti dell’emergenza sanitaria e mostra che il 52,6% del campione nutre aspettative di traffico negative per il 2020 e ritiene che si rimarrà sotto i volumi del 2019 per tutto l’anno.

Un ulteriore 36,8% prevede un calo «con un recupero nella seconda parte dell’anno» ma «non sufficiente a compensare le perdite iniziali». Il 7,9% prevede una chiusura dell’anno «in linea col precedente» e solo il 2,6% prefigura «un recupero nella seconda parte» che «compenserà le perdite iniziali».

Chi vede il 2020 in negativo ritiene, inoltre, essenziale per «un eventuale cambio di opinione» la ripresa «della domanda estera, che incide in maniera prevalente sul totale rispettivi fatturati» delle aziende.

Per quanto riguarda, invece, l’estate di quest’anno, come si è accennato, il 32,9% delle strutture oggetto del campione prevede una crescita della domanda turistica rispetto al medesimo periodo del 2019. Il 28,9%, invece, non si aspetta variazioni; e il 27,6% prevede un crollo della domanda, dovuto soprattutto al persistere di limitazioni a certe tipologie di spostamenti, la diminuzione del potere di acquisto, nonché un ancora evidente timore delle persone nel compiere alcune scelte.

Dall’indagine emerge anche che, tra le strutture adibite al turismo nautico, le più piccole (con capacità inferiore ai 400 posti) manifestano maggiore preoccupazione per l’estate alle porte, con una forte contrazione della domanda prevista dal 31,5%, rispetto al 18,2% delle strutture di dimensioni maggiori.

Per contro, una crescita moderata, entro il 10%, è preannunciata dal 40,9% dei porti turistici più grandi e solo dal 16,7% di quelli di dimensioni minori; a dimostrazione, sostiene il report, di un maggior ottimismo, dovuto a una più alta capacità di investire in promozione, per stimolare la domanda.

«Il contributo dell’estate sul totale del 2020 sarà determinante - afferma Francesco di Cesare, presidente di Risposte turismo - e molto dipenderà da quanto la domanda estera, nel momento in cui fosse nelle condizioni di farlo, vorrà visitare l'Italia attraverso questa forma di turismo. La percezione che prevarrà relativamente a questo modo di fare vacanza avrà un ruolo decisivo».

Secondo di Cesare, dunque, «se prevarrà l’idea di una soluzione maggiormente sicura perché isolata dal resto del traffico turistico, il turismo nautico potrà beneficiare di una spinta nei prossimi mesi superiore a quanto oggi immaginabile. Se, al contrario, escludendo le vacanze in famiglia, i più riterranno la barca una scelta complessa, per via dello spazio troppo limitato da condividere, le previsioni meno incoraggianti non potranno che essere confermate».

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