sostenibilità

Turismo, le piattaforme che danno valore ai territori

Iniziative come Fairbnb, che parte a fine mese, vogliono arginare impatto negativo dell’overtourism. Puntano su aree interne, fuori stagione e cooperative

di Alessia Maccaferri


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4' di lettura

L’ombra lunga delle navi da crociera non oscurerà più San Marco. Dopo anni di proteste il traffico dovrebbe essere trasferito a Marghera. Una svolta tardiva per una Venezia tant importante quanto tardiva. «Quando sono arrivata a Venezia ero sconcertata. Io, che avevo viaggiato mezzo mondo, ero davvero in difficoltà nel trovare locali e attività commerciali veneziani, facevo fatica a capire ciò che era vero e ciò che era finto» spiega Valeria Duflot, cofondatrice di Venezia Autentica, social business.

Venezia Autentica ha creato in due anni un impatto di tre milioni di euro a favore di 150, tra artigiani, ristoratori e professionisti veneziani. La piattaforma è attenta nel diffondere non solo la cultura veneziana, i locali, le esperienze ma anche i comportamenti virtuosi: dalla selezione di un alloggio che rispetti le regole della legalità alla protezione dell’ambiente: così 40 milioni di contenuti (in inglese) sono stati visualizzati da una community di 80mila persone, per due terzi dall’estero. «Il problema di Venezia - spiega Sebastian Fagarazzi, cofondatore - è simile a quello di altre città. Per cui vogliamo scalare, parlare con soggetti simili a noi e con le istituzioni».

Infatti se ogni anno arrivano a Venezia 25 milioni di turisti - che al 2025 saranno 38 milioni - un trend simile sconvolge antiche città europee da Amsterdam a Barcellona. Tanto che uno studio voluto dalla Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo delinea gli impatti ambientali e sociali negativi dell’overtourism e traccia cinque indicatori di rischio: intensità del turismo (arrivi rispetto ai residenti), densità (arrivi rispetto ai chilometri quadrati), trasporto aereo (arrivi rispetto ai residenti e vicinanza agli aeroporti), quota di posti letto Airbnb e booking.com, contributo del turismo al Pil locale. L’esplosione delle piattaforme di sharing viene definita come uno degli elementi da governare meglio - diversi Comuni stanno andando in questa direzione - anche per scongiurare l’aumento dei costi delle case per i residenti.

Turismo: Grottole, sale attesa per Italian Sabbatical

Proprio dall’osservazione del fenomeno degli short time rentals stanno nascendo iniziative che sperimentano altre strade. «Rispetto all’atteggiamento prevalentemente predatorio di queste piattaforme abbiamo deciso di restituire il valore al territorio costruendo progettualità per cui una quota pari al 2% degli affitti andrà a finanziare la qualità del vivere urbano, il verde pubblico o tutte quelle cause scelte dai cittadini stessi» spiega Alessandro Pirani, referente per lo sviluppo nelle zone rurali di Fairbnb, pronta per l’operatività a fine settembre su Barcellona, Valencia, Amsterdam, Bologna e Venezia. L’idea è che la piattaforma gestita da una cooperativa lasci poi a sua volta ad altre cooperative nelle singole città la gestione delle iniziative. Fairbnb punta poi alle aree interne fuori dai grandi flussi turistici. «Abbiamo portato avanti una sperimentazione in Valsamoggia coinvolgendo la cooperazione sociale come partner dei servizi. In Liguria c’è interesse da parte di alcuni Comuni della Valle Arroscia» aggiunge Pirani.

Un partner naturale di Fairbnb potrebbe essere Community Building Solutions, società benefit che ha ideato Ospitar, un sistema per valorizzare gli asset immobiliari inutilizzati. «Ci sono vallate del Trentino meno note e che hanno un patrimonio di seconde case che rischia di andare in malora» spiega Francesco Gabbi, fondatore di Cbs. Grazie alla collaborazione di sei Comuni - «arrivano richieste anche da fuori regione», aggiunge Gabbi - sta gestendo 39 immobili privati, in cui ha ospitato 720 turisti. Un processo virtuoso che ha creato non solo un indotto per le comunità locali ma ha impiegato gli addetti alla cooperazione sociale nella manutenzione, nelle pulizia, nell’accoglienza.

Nasce proprio per avere un impatto positivo sul territorio Wonderful Italy, voluta da Oltre Venture di Luciano Balbo, pioniere dell’impact investing in Italia, ovvero degli investimenti che vogliano avere un impatto sociale oltre che un ritorno finanziario. La società sta creando una serie di hub locali (per ora Sicilia, Puglia. Liguria Campania) offrendo le case, esperienze e servizi, lavorando molto sul turismo fuori stagione. «Abbiamo precisi Kpi sociali come lavorare in zone con un reddito medio inferiore alla media nazionale, lavorare con piccoli imprenditori e allungare il tempo di permanenza media così da ridurre il turismo mordi e fuggi» spiega Michele Ridolfo, ceo di Wonderful Italy, startup innovativa che lancerà a breve un nuovo round. In due anni hanno registrato 100mila presenze; i 24mila ospiti sono per due terzi stranieri.

Come spesso accade la realtà è più sfumata di ciò che appare. Così la stessa Airbnb, da tempo interessata alle aree interne, ha sostenuto l’iniziativa di Grottole. Dal borgo della Basilicata è partita una call alla ricerca di cinque volontari per tre mesi di volontariato. Sono arrivate 280mila candidature da tutto il mondo per Italian Sabbatical, contribuendo al rilancio del paese, attivato da Wonder Grottole impresa sociale. «La nostra esperienza è stata positiva e significa che la partnership con un gigante è possibile. - spiega Andrea Paoletti - È venuto qui a osservare da vicino il prototipo Chris Lehane, che guida la global policy di Airbnb».

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